Un adeguato counselling orientativo è un vero e proprio aiuto psicologico, che non può essere lasciato all’improvvisazione, in quanto deve far emergere interessi, motivazioni, aspettative, valori, capacità e attitudini, abilità e competenze.
Già Carl Rogers negli anni ’30 (in opposizione all’approccio psicanalitico) proponeva un approccio “non direttivo”, ossia volto non a “consigliare”, ma a far emergere energie cognitive, emotive, strategiche, e anche quelle che oggi vengono definite “skills”, di modo che ciascuno diventi capace di attivare le proprie potenzialità e trasformare gli input ricevuti in risorse proprie.
Insomma, all’origine esso è inteso come un vero e proprio sostegno psicologico, che assolutamente non deve assumere carattere prescrittivo, ma prendere le mosse dall’ascolto e da facilitare l’emergere delle esigenze e delle attitudini.
Non sta al consulente/orientatore formulare “diagnosi”, individuare le caratteristiche della persona, e in conseguenza di ciò “prescrivere” determinati percorsi, di studio o professionali, ma il suo compito è piuttosto aiutare/facilitare le scelte, le decisioni e aiutare lo studente a diventare in fin dei conti “auto-orientatore”.
L’attività di Orientamento deve aiutare ad effettuare una sorta di bilancio del proprio potenziale, analizzando fattori come la motivazione allo studio, ma anche le capacità, le attitudini personali, le abilità, e il destinatario deve farsi parte attiva nella valorizzazione delle competenze acquisite.
Insomma si tratta di orientare a orientarsi in un percorso entro il quale il Docente è un facilitatore del processo di autoconsapevolezza, volto alla non-omologazione.
a cura di Scuola Consulting