Verifiche e modifiche al Programma Annuale

Verifiche e modifiche al Programma Annuale

La Dott.ssa Annalisa Cunsolo ci offre un contributo importante oggi, perché riguarda un tema: “Verifiche e modifiche al Programma Annuale”, da effettuare in questo periodo che sono obbligatorie per le scuole.

Il Piano triennale dell’offerta formativa è un documento di programmazione didattica che definisce l’identità culturale dell’Istituzione Scolastica.

Il Piano contiene la programmazione didattica ed educativa che l’Istituto intende perseguire, in coerenza con gli obiettivi nazionali.

Evidenzia inoltre la programmazione curricolare ma anche quella extracurriculare, al fine di presentare all’esterno l’offerta di quella specifica scuola.

Altro elemento di fondamentale importanza è il contesto territoriale in cui la scuola opera e gli Enti pubblici e privati con cui si trova ad operare.

In alcuni contesti, infatti, il supporto degli Enti locali e delle associazioni può essere una grande risorsa per lo sviluppo delle competenze degli alunni e per il contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico.

Il Piano viene elaborato entro il mese di ottobre dal Collegio dei docenti, ed entro tale mese può essere revisionato annualmente in base ai cambiamenti che la scuola si trova ad affrontare.

Il Collegio elabora il Piano tenendo conto degli indirizzi forniti dal Dirigente Scolastico. Infine il PTOF viene approvato dal Consiglio di istituto e pubblicato sul sito della scuola per darne massima diffusione.

Viene anche pubblicato su Scuola in chiaro.

Il Programma Annuale invece è il documento contabile su cui si basa la gestione dell’intera Istituzione Scolastica il cui fine è la realizzazione del Piano Triennale dell’offerta Formativa, ha appunto durata annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Inolre, il Programma Annuale si basa sul principio contabile della competenza ed è formato dalle entrate, distinte per fonte di provenienza e dalle spese distinte per destinazione.

Il Programma Annuale è predisposto dal Dirigente Scolastico con il supporto tecnico contabile del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.

Entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce il Programma Annuale, la giunta esecutiva presenta questo documento al Consiglio d’Istituto.

Inoltre, entro tale data viene inviato ai Revisori dei conti per le verifiche contabili di loro competenza.

Entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce, il Programma Annuale viene approvato dal Consiglio d’Istituto.

Il Decreto interministeriale n. 129 del 2018 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” all’art. 10, prevede che il Consiglio d’Istituto verifichi almeno una volta lo stato di attuazione del Programma Annuale.

Questa verifica deve essere effettuata di norma entro il 30 giugno di ogni anno ma nulla vieta che tale adempimento venga effettuato anche prima di tale data o più di una volta.

La verifica e il relativo assestamento del Programma Annuale sono formalizzati con una specifica delibera del Consiglio d’Istituto e per arrivare a questo momento entrano in gioco molteplici figure professionali che rappresentano la “comunità educante”.

Il Consiglio d’Istituto è infatti formato da genitori, docenti, Personale ATA che con il dialogo costruttivo e sinergia supportano la realizzazione dell’offerta formativa.

Nel contributo è presente anche una bozza di relazione di presentazione della modifica e verifica annuale del programma.

Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Annalisa Cunsolo.

Verifiche e modifiche al Programma Annuale

Come ben sappiamo, due tra i documenti principali che le istituzioni scolastiche producono, ovvero il PTOF e il Programma Annuale, si realizzano in tempi differenti.

Il Piano triennale dell’offerta formativa è un documento di programmazione didattica che definisce l’identità culturale dell’Istituzione Scolastica. Inizialmente la programmazione veniva effettuata annualmente e soltanto con la Legge 107 del 2015 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, l’arco temporale di riferimento di questo documento si allarga a tre anni.

L’art. 3 del D.P.R. 275 del 1999 rubricato “Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59” a seguito delle modifiche entrate in vigore con la legge 107 prevede che:

“1. Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia”.

Il Piano contiene dunque la programmazione didattica ed educativa che l’Istituto intende perseguire, in coerenza con gli obiettivi nazionali.

Evidenzia inoltre la programmazione curricolare ma anche quella extracurriculare, al fine di presentare all’esterno l’offerta di quella specifica scuola.

Altro elemento di fondamentale importanza è il contesto territoriale in cui la scuola opera e gli Enti pubblici e privati con cui si trova ad operare.

In alcuni contesti, infatti, il supporto degli Enti locali e delle associazioni può essere una grande risorsa per lo sviluppo delle competenze degli alunni e per il contrasto alla dispersione e all’abbandono scolastico.

Il Piano viene elaborato entro il mese di ottobre dal Collegio dei docenti, ed entro tale mese può essere revisionato annualmente in base ai cambiamenti che la scuola si trova ad affrontare.

Il Collegio elabora il Piano tenendo conto degli indirizzi forniti dal Dirigente Scolastico.

Infine il PTOF viene approvato dal Consiglio di istituto e pubblicato sul sito della scuola per darne massima diffusione. Viene anche pubblicato su Scuola in chiaro.

Il Programma Annuale invece è il documento contabile su cui si basa la gestione dell’intera Istituzione Scolastica il cui fine è la realizzazione del Piano Triennale dell’offerta Formativa, ha appunto durata annuale, dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Inoltre, il Programma Annuale si basa sul principio contabile della competenza ed è formato dalle entrate, distinte per fonte di provenienza e dalle spese distinte per destinazione.

Il Programma Annuale è predisposto dal Dirigente Scolastico con il supporto tecnico contabile del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi.

Entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce il Programma Annuale, la giunta esecutiva presenta questo documento al Consiglio d’Istituto.

Inoltre, entro tale data viene inviato ai Revisori dei conti per le verifiche contabili di loro competenza.

Entro il 31 dicembre dell’anno precedente a quello a cui si riferisce, il Programma Annuale viene approvato dal Consiglio d’Istituto.

Si tratta dunque di un bilancio di previsione, in cui in fase di predisposizione, si inseriscono le entrate che si prevede di riscuotere e le spese che si prevede di sostenere, sulla base della programmazione effettuata dal Collegio docenti ed approvata dal Consiglio d’Istituto.

Questo rende tale documento flessibile e dunque soggetto a modifiche e variazioni durante l’esercizio finanziario.

Da quanto sopra detto, si evince dunque che mentre le attività didattiche si svolgono come di consueto tra due anni solari, il Programma Annuale invece inizia il 1° gennaio e si conclude il 31 dicembre.

Il Decreto interministeriale n. 129 del 2018 “Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107” all’art. 10, prevede che il Consiglio d’Istituto verifichi almeno una volta lo stato di attuazione del Programma Annuale.

Questa verifica deve essere effettuata di norma entro il 30 giugno di ogni anno ma nulla vieta che tale adempimento venga effettuato anche prima di tale data o più di una volta.

La verifica e il relativo assestamento del Programma Annuale sono formalizzati con una specifica delibera del Consiglio d’Istituto e per arrivare a questo momento entrano in gioco molteplici figure professionali che rappresentano la “comunità educante”.

Il Consiglio d’Istituto è infatti formato da genitori, docenti, Personale ATA che con il dialogo costruttivo e sinergia supportano la realizzazione dell’offerta formativa.

La verifica sullo stato di attuazione del Programma Annuale si rende necessaria in quanto il documento adottato dal Consiglio è un bilancio di previsione che può subire delle modifiche durante l’esercizio finanziario per la realizzazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa.

L’adesione a nuovi progetti e dunque l’iscrizione in bilancio di nuove risorse finanziarie necessita di variazioni di bilancio.

Le variazioni di bilancio si rendono necessarie per modificare quanto previsto nel Programma Annuale con le nuove esigenze che la scuola si trova a dover realizzare.

Possiamo distinguere tre diversi tipi di variazioni:

  • Variazioni finalizzate
  • Variazioni non finalizzate
  • Storni

Le variazioni finalizzate sono quelle che nascono, ad esempio, per l’iscrizione nelle scritture contabili di nuovi finanziamenti con una specifica finalità.

Si tratta dunque di somme che sono erogate all’Istituto Scolastico per uno specifico motivo e possono essere impiegate solamente per quello.

La competenza di queste variazioni è del Dirigente Scolastico e pertanto non è necessario acquisire una delibera del Consiglio d’Istituto.

Le stesse tuttavia vanno trasmesse al Consiglio per conoscenza.

Le variazioni non finalizzate al contrario necessitano di una delibera del Consiglio d’Istituto perché si riferiscono a somme che non hanno uno specifico vincolo di destinazione ma al contrario possono essere utilizzate dell’istituto Scolastico per far fronte alle esigenze più varie.

In questo caso è il Consiglio che delibera su come utilizzare queste somme.

Tra gli esempi di variazioni non finalizzate possiamo citare le donazioni di privati o ancora la Dotazione Ordinaria ministeriale.

In questo caso il Consiglio discuterà sulle esigenze specifiche dell’Istituto e deciderà come meglio impiegare queste risorse.

Gli storni, non necessitano di una delibera da parte del Consiglio qualora si provveda a spostare delle somme da un conto ad un altro sulla stessa scheda finanziaria.

In questo caso la residua disponibilità della scheda non cambia, varierà soltanto il conto.

Questo può essere necessario quando, nel Programma Annuale, non è stata destinata una somma su uno specifico conto d’uscita.

Differenti sono gli storni da una scheda finanziaria ad un’altra.

In questo caso sarà necessario acquisire una delibera specifica del Consiglio d’Istituto in quanto andremo a variare la residua disponibilità di due o più schede finanziarie.

Infine qualora la disponibilità programmata su una scheda non sia sufficiente, sarà possibile sopperire fino al massimo del 10% della dotazione inizialmente prevista per quello specifico progetto prelevando tali somme dal fondo di riserva.

Esso viene calcolato in fase di predisposizione del Programma Annuale ed ammonta al massimo al 10% della dotazione ordinaria erogata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito. La gestione del fondo di riserva è prevista dall’art. 8 del D.I. 129 del 2018:

“1. Nel programma annuale deve essere iscritto, tra le spese, un fondo di riserva, da determinarsi in misura non superiore al dieci per cento della dotazione finanziaria ordinaria.
2. Il fondo di riserva può essere utilizzato esclusivamente per aumentare gli stanziamenti la cui entità si dimostri insufficiente, per spese impreviste e per eventuali maggiori spese, conformemente a quanto previsto dall’articolo 11, comma 3.
3. Non è consentita l’emissione di mandati di pagamento a valere sul fondo di riserva.
4. I prelievi dal fondo di riserva sono disposti con provvedimento del dirigente scolastico, e comunicati al Consiglio d’istituto nella prima riunione utile per la conseguente modifica del programma annuale”.

Non è consentito alle Istituzioni Scolastiche di effettuare variazioni durante l’ultimo mese dell’esercizio finanziario e così come previsto dal comma 4 dell’art. 10 del D.I 129 del 2018:

“Sono vietati gli storni nella gestione dei residui, nonché tra la gestione dei residui e quella di competenza e viceversa”.

La verifica al 30 giugno si realizza mediante la presentazione al Consiglio d’Istituto di una relazione predisposta dal Dirigente Scolastico, con il supporto tecnico contabile del Direttore dei Servizi Generali ed Amministrativi, in cui siano chiaramente evidenziate le entrate e le spese effettuate fino al momento della predisposizione della relazione e le eventuali modifiche che è stato necessario apportare.

La Legge 107 del 2015 prevede che le Istituzioni Scolastiche pongano particolare attenzione alle erogazioni liberali e ai contributi volontari versati dalle famiglie.

Infatti anche il Decreto Interministeriale 129/2018 recepisce quanto previsto dalla norma sopracitata all’art. 5 comma 7 in merito alla relazione al Programma Annuale:

“La relazione evidenzia, altresì, in modo specifico, le finalità e le voci di spesa cui vengono destinate le entrate derivanti dal contributo volontario delle famiglie, nonché quelle derivanti da erogazioni liberali, anche ai sensi dell’articolo 1, commi 145 e seguenti della legge n. 107 del 2015, e quelli reperiti mediante sistemi di raccolta fondi o di adesione a piattaforme di finanziamento collettivo”.

La verifica sullo stato di attuazione al Programma Annuale rappresenta un importante momento di condivisione, con tutte le componenti dell’Istituzione Scolastica, su quanto realizzato durante la prima metà dell’esercizio finanziario ma anche di fatto, a conclusione delle attività didattiche e dunque dell’anno scolastico.

In questa sede è possibile non solo verificare i dati contabili ma dare voce alla progettualità realizzata, agli scostamenti di programmazione che sono stati necessari, alla creazione di nuove schede finanziarie derivanti da nuovi progetti.

Un chiaro esempio è rappresentato dai progetti PNRR che in questi mesi hanno reso necessario effettuare delle variazioni di bilancio.

Questo adempimento può rappresentare, dunque, un momento di condivisione con tutta la comunità educante di quanto realizzato, delle criticità emerse e di come le stesse siano state risolte.

Si presenta di seguito un modello di Relazione allo stato di attuazione del Programma Annuale.

Relazione sullo stato d’attuazione del Programma Annuale

(redatta ai sensi dell’art. 10 c. 2 del D.I. 129/2018)

La presente relazione, sulle entrate accertate e sulla consistenza degli impegni assunti, nonché dei pagamenti eseguiti, prevista dall’art. 10, c. 2 del Decreto Interministeriale del 28 agosto 2018 n. 129, viene predisposta al fine di rendere possibili le verifiche inerenti alle disponibilità finanziarie dell’Istituzione Scolastica nonché lo stato di attuazione del programma, al fine di apportare delle modifiche che si rendano necessarie.

In premessa si evidenzia che l’importo complessivo del Programma Annuale ….. approvato dal Consiglio d’Istituto con delibera n….. in data …. era di €…….. e che ad oggi è stato oggetto di variazioni e storni che hanno portato il totale complessivo a pareggio pari ad €………

A tal fine di seguito si elencano le variazioni già disposte ed approvate e trasmesse “per conoscenza” al Consiglio d’Istituto, in quanto trattasi di nuove entrate finalizzate o variazioni già approvate:

VARIAZIONIENTRATESPESE
……..
TOTALE

Per il dettaglio di tali variazioni si rimanda ai relativi provvedimenti.

Analisi delle entrate

Per ogni aggregato/voce ed eventuale sottovoce di entrata si riporta la previsione iniziale, le variazioni già approvate al ……. e quindi la previsione definitiva approvata a tale data, la somma degli accertamenti, l’importo incassato e la differenza rimasta da riscuotere.

Liv. 1Liv. 2Liv. 3DescrizionePrevisione InizialeVariazioni Previsione approvata al …Somme accertate al …Somme riscosse al …Differenza da incassare
01Avanzo di amministrazione presunto
02Finanziamenti dall’Unione Europea
TOTALE ENTRATE

Le entrate accertate risultano riscosse per una percentuale pari al ……. del totale.

Analisi delle spese

Per ogni progetto/attività/gestione economica si riporta la previsione iniziale, le variazioni già approvate al …. e quindi la previsione definitiva approvata a tale data, la somma degli impegni, l’importo pagato e la differenza rimasta da pagare.

Liv. 1Liv. 2Liv. 3DescrizionePrevisione InizialeVariazioni al …Previsione approvata al …Somme impegnate al …Somme pagate al …Differenza da pagare
A01
A02
A03
R
TOTALE SPESE

Le uscite impegnate risultano essere pari al …. di quelle previste.

A seguito delle variazioni già approvate al ….. la Disponibilità finanziaria da programmare (Z101) è stata soggetta a variazioni per un importo di Euro ….. passando da un importo di iniziale di Euro ….. all’attuale …… Euro.

Situazione residui anni precedenti – radiazioni

Elenco dei residui attivi radiati al …….

Numero
Anno
N. Provv.
Data
Liv. 1/2/3Debitore
Descrizione
MotivoImporto
TOTALE RADIAZIONI

Elenco dei residui passivi radiati al …..

Numero
Anno
N. Provv.
Data
Liv. 1/2/3Debitore
Descrizione
MotivoImporto
TOTALE RADIAZIONI

Saldo cassa

Il saldo cassa in data …… è pari ad Euro ……

Variazioni proposte in attesa d’approvazione

Variazioni entrate programma annuale

Numero e
Data proposta
Descrizione – Liv. 1/2/3Importo
TOTALE VARIAZIONI ENTRATE PROGRAMMA ANNUALE PROPOSTE

Variazioni schede progetti/attività/gestioni economiche

Numero e
Data proposta
PdDDescrizione  – Liv. 1/2/3Importo

Conclusioni

Per effetto di quanto verificatosi sul piano gestionale e per l’accertamento di nuove entrate si confermano le proposte già menzionate nella presente relazione.

Il dirigente scolastico

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