Fa discutere la protesta delle tre studentesse del liceo Foscarini di Venezia che hanno fatto scena muta agli esami di maturità.
Linda Conchetto, Virginia Gonzales Herrera e Lucrezia Novello sono le tre studentesse che hanno voluto esternare la loro disapprovazione nei confronti della commissaria esterna Carmelina Pettenà che ha assegnato a 10 studenti su 14 un’insufficienza grave.
Le ragazze erano arrivate agli esami di greco, la materia in questione, con ottimi voti.
Una di loro ha spiegato il motivo che l’ha spinta a boicottare l’orale:
“Io ho avuto 6,5, ma dalla correzione che ho fatto a casa con mia madre, che è laureata in greco antico, mi risulta di aver fatto un solo errore. Non capisco come sia arrivata ad assegnarmi un punteggio tanto basso. Ho chiesto di rivedere il compito, all’inizio non volevano, ma era un mio diritto e alla fine me lo hanno dovuto mostrare per forza. Ho contestato gli errori che mi sono stati segnati”.
La giovane ha poi spiegato di aver preso questa decisione non solo per se stessa ma anche per spalleggiare i suoi compagni che hanno subito la stessa ingiustizia.
Le ragazze contestano l’operato della commissaria anche perché sembra che in un’altra classe la prof. abbia assegnato voti decisamente più alti.
Sono convinte che quest’ingiustizia è frutto di un conflitto nato anni prima fra la Pettenà e il professore di latino, una sorta di ripicca.
L’ispezione all’esame avviato dal ministero dell’istruzione si è concluso con un nulla di fatto.
Non sono state riscontrate anomalie nei confronti della prof. Ed essendo ‘il voto un’espressione collegiale’, come ha riportato il Corriere del Veneto, la contestazione avrebbe dovuto rivolgersi all’intero collegio.
Anche l’assessore regionale uscente all’Istruzione, Elena Donazzan, intervistata dal ‘Corriere’ si è espressa al riguardo condannando la condotta delle studentesse, ha dichiarato:
“Potrà anche esserci stato un problema a livello di docenza, ma quando si entra nel mondo degli adulti si viene valutati anche sul fronte comportamentale, e questo lo definisco un atto di disobbedienza molto grave”.
Articolo di Flora Sannino.
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