Varese: studente accoltella una professoressa. L’importanza di un supporto psicologico e educazione emotiva

Varese: studente accoltella una professoressa

Tragedia a Varese: uno studente di 17 anni aggredisce con un coltello una docente ferendola gravemente.

È accaduto nell’istituto professionale ENAIP (Ente nazionale Acli istruzione professionale) di Varese, lunedì 5 febbraio, ne abbiamo parlato anche in un articolo di Sannino Flora, https://scuolaconsulting.com/professoressa-accoltellata-da-un-alunno/:

la docente e coordinatrice d’istituto Sara Campiglio, 57 ani, è stata ripetutamente colpita con un coltello alla schiena sotto gli occhi increduli di 2 colleghe.

Erano circa le 8 del mattino quando si è verificato l’episodio.

I soccorsi sono stati tempestivamente allertati.

I motivi dell’aggressione

Non è ancora chiaro il motivo dell’aggressione.

Uno dei testimoni ha dichiarato che non c’erano stati diverbi e che il tutto si sarebbe consumato nel giro di pochi istanti.

L’arma del delitto, un coltello a serramanico, fa di certo pensare a una premeditazione da parte del ragazzo.

Poco dopo l’assalto i carabinieri sono intervenuti ponendo il diciassettenne in stato d’arresto.

Le condizioni della docente

La professoressa è stata subito portata d’urgenza in ospedale dove le sono state attribuite le cure mediche necessarie.

Si trova ora nel reparto di Medicina generale dell’ospedale di Varese dopo la dimissione dalla rianimazione.

Al suo risveglio ha subito domandato come stesse il ragazzo.

Era noto infatti che il diciassettenne soffrisse di sturbi comportamentali e bipolari, ma nessuno si sarebbe mai aspettato un gesto simile.

Dove si trova il ragazzo adesso

Dopo la conferma delle lesioni aggravate con un coltello a serramanico dalla lama di dieci centimetri, il ragazzo, che diventerà maggiorenne tra pochi giorni, è nel carcere minorile Beccaria di Milano in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

Supporto psicologico e educazione emotiva

Ancora una volta risulta necessaria la presenza di una figura specializzata all’interno delle scuole che accompagni i ragazzi nel loro processo di crescita e li supporti da punto di vista emotivo.

In questo momento è infatti inutile trovare un carnefice.

Episodi del genere sono sempre più frequenti e spesso sono gli stessi genitori a dare il cattivo esempio, come accaduto a Taranto di recente dove il padre di un alunno ha aggredito fisicamente il preside di un istituto superiore.

Le vere vittime sono i ragazzi, vittime di un sistema dove cresce l’ondata di violenza e dove non si riescono ad adottare strumenti efficaci per contrastare il fenomeno.

Sempre di più i giovano vivono un assopimento emotivo e un’indifferenza generale causata soprattutto dalla distanza comunicativa che l’uso dei social e le nuove tecnologie hanno posto tra le persone.

È più che mai urgente l’intervento di figure specializzate che possano sostenere i ragazzi dal punto di vista psicologico e accompagnarli a una riscoperta delle emozioni.

È necessario insomma strutturare all’interno delle scuole percorsi di educazione emotiva.

Articolo di Davide Bianco.

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