Una nota disciplinare all’alunno e l’insegnante viene preso a testate dal genitore. Questa volta l’ennesimo caso di violenza nelle scuole è avvenuto a Monza, in una scuola elementare.
Al rifiuto del colloquio chiesto senza preavviso il padre del bambino è entrato a scuola e ha aggredito l’insegnante nonché il vicepreside intervenuto per proteggere l’insegnante dalla furia dell’uomo.
Le famiglie dei bambini sono venute a conoscenza dei fatti, nei minimi dettagli, tramite una chat di gruppo tra genitori dove è stata descritta la violenza dell’aggressione, il docente è stato preso anche a testate.
I bambini erano in fila all’orario di uscita quando l’uomo ha fatto irruzione costringendo gli insegnanti a far rientrare i bambini in classe.
I genitori unanimi hanno condannato quel gesto sciagurato, tra l’altro verso un insegnante ben voluto e apprezzato da tutti.
Il disappunto da parte dei genitori scorre nelle pagine della chat, un genitore ha espresso il suo sdegno verso l’inammissibile condotta:
“Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al maestro vittima di un gesto inqualificabile e vergognoso da parte di un genitore. Questo atto di aggressione non solo è un vile attacco contro un educatore che dedica la sua vita alla formazione dei nostri figli, ma rappresenta anche una grave mancanza di rispetto verso tutta la comunità scolastica”.
E prosegue
“Condanno fermamente questo comportamento barbaro e chiedo che vengano presi provvedimenti severi contro il responsabile. Gli insegnanti devono essere protetti e rispettati, non minacciati o aggrediti. La violenza non può e non deve mai essere giustificata. A tutti gli insegnanti, voglio dire grazie per la vostra pazienza, per la vostra passione e per il vostro coraggio. Continuiamo a sostenervi e a rispettarvi, perché il futuro dei nostri figli è nelle vostre mani. Non siete soli”.
Articolo di Flora Sannino.
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