Umbria, professoressa licenziata in tronco

Umbria, professoressa licenziata in tronco

Umbria, professoressa licenziata in tronco: al momento della sottoscrizione del contratto non dichiara la condanna di omicidio colposo e resistenza a pubblico ufficiale.

La procedura per l’assunzione, come da prassi, richiedeva la compilazione dell’autocertificazione, la decisione di falsificarla le è costata cara.

Gli accertamenti eseguiti dall’amministrazione scolastica avevano evidenziato i reati commessi dalla professoressa.

Da qui il licenziamento.

Inutili i tentativi di cui si è avvalsa la docente per  contestare i provvedimenti della Corte di Cassazione.

Nell’ordinanza pubblicata dalla cassazione, così come riportato nel ‘Perugiatoday’, si legge:

“La corte di merito osservava che nel contratto individuale sottoscritto dalla (…) era prevista la risoluzione del rapporto di lavoro a seguito dell’accertamento della non veridicità del contenuto delle dichiarazioni sostitutive di certificazione, ivi comprese quelle effettuate in sede di reclutamento”.

La Cassazione ha poi chiarito i motivi per cui è stata necessaria la risoluzione del contratto, ha dichiarato:

“La risoluzione del contratto di lavoro a tempo indeterminato non era dipesa dalla natura dei reati accertati, ma era stata disposta in quanto le dichiarazioni, rese in violazione di specifica clausola contenuta nel contratto individuale, avevano alterato il quadro conoscitivo dell’amministrazione (…) mettendo in discussione lealtà e buona fede del dipendente e la correttezza dei futuri adempimenti, in guisa da denotare una scarsa inclinazione ad attuare diligentemente gli obblighi assunti, conformando il proprio comportamento ai canoni di correttezza e buona fede”.

Articolo di Flora Sannino.

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