Tutti su questo treno sono sospetti

Tutti su questo treno sono sospetti

Qualcuno direbbe “è stato già scritto un giallo ambientato su un treno” ed è ciò che si continua a ripetere Ernest Cunningham, scrittore di gialli al suo secondo lavoro.

Dopo il fulminante esordio “Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno”, Benjamin Stevenson torna in libreria dal 6 febbraio con “Tutti su questo treno sono sospetti”.

E torna anche il suo protagonista, il giallista Ernest, già protagonista della precedente avventura.

Con ancora addosso i traumi delle vicende che lo hanno visto coinvolto e privo di ispirazione per scrivere il prossimo romanzo, Ernest e Juliette, la sua compagna, partono a bordo del Ghan Express, sul quale sono radunati sei scrittori di gialli, nell’ambito di un Festival Australiano del Giallo, in viaggio da Darwin ad Adelaide.

Ma Ernest, che sperava di trovare comprensione, spunti e conversazioni illuminanti con i colleghi più illustri, si troverà invece a fare i conti con le invidie, la rabbia e i retroscena di  alcune personalità del mondo letterario che nascondono il loro vero volto.

E quando in piena  notte ci scappa il morto (più di uno in realtà), Ernest comincia a temere che di materiale per  scrivere un nuovo giallo ce ne sia in abbondanza, ma che potrebbe non arrivare vivo alla fine  del viaggio per raccontarlo…

Un giallo che rovescia le regole del genere e fa dello humor la sua  arma vincente

Dimenticatevi i detective ombrosi, misteriosi e fascinosi a cui siete abituati, ma anche le simpatiche vecchiette come Miss Marple o la Signora in giallo.

Perché il tratto distintivo di  Ernest Cunningham, giallista alla sua seconda opera, non è proprio l’acume, quanto piuttosto la capacità di ironizzare anche sui più macabri dettagli.

Una dote non da poco, soprattutto, se si è bloccati su un treno, in mezzo al nulla, con un assassino a piede libero che gira per le  carrozze.

Omaggiando i grandi classici del genere, da Assassinio sull’Orient Express a Dieci Piccoli Indiani, Benjamin Stevenson non vuole ricreare una brutta copia di opere del passato, ma ne realizza un retelling intelligente e ironico, sfruttando la sua abilità di stand-up comedian di  successo per regalare al pubblico un giallo brillante e ricco di humor.

L’autore (e il suo protagonista) dimostrano di conoscere molto bene le regole del genere giallo e la sua coazione a ripetersi e questa conoscenza permette loro di vivisezionare la storia dall’interno, mettendo  insieme non solo sei scrittori di gialli, ma anche sei diversi approcci alla materia.

Ognuna delle personalità coinvolte al Festival, infatti, ha una ben chiara metodica nello scovare i serial killer, anche se solo per finta.

Ma possibile che qualcuno di loro abbia deciso di trasportare nella realtà la sfrenata fantasia che ha sempre preso vita solo sulla pagina bianca?

Con Tutti su questo treno sono sospetti, Benjamin Stevenson mostra anche il lato meno accattivante delle figure che si  nascondono dietro la penna e i personaggi: vanesi, arroganti, ignoranti e privi di scrupoli.

Ognuno di loro ha un possibile movente e pone il pubblico davanti a un quesito importante: cosa siamo disposti a fare per essere notati?

Ironico, intelligente e ricco di colpi di scena, Tutti su questo treno sono sospetti è un’opera che vi terrà incollati fino all’ultima pagina, in attesa di scoprire chi si nasconde dietro la maschera  del killer.

Articolo di Maria Castaldo.