In questi giorni si sta assistendo a un esodo di massa: in diverse scuole genitori di studenti italiani hanno chiesto il nulla osta per spostare i figli in altri istituti, poichè nelle classi dei loro figli c’erano “troppi” bambini stranieri, per lo più pakistani, indiani e albanesi.
Fa discutere la decisione della preside Adriana Izzo, dell’Istituto Alfredo Aspri di Fondi (LT), che sentendosi sotto pressione ha deciso di riorganizzare le aule separando le varie etnie: una classe per bambini indiani e bengalesi, una per i piccoli albanesi e pakistani e una di soli italiani.
Profondamente amareggiato Gurmukh Singh, presidente della comunità indiana del Lazio:
“Oggi i ragazzi sono andati regolarmente a scuola, ma devono mischiare le classi, fino ad allora non ci fermeremo” e ha aggiunto “Si parla tanto di integrazione, ma qui si sta tornando indietro. Non ci fermeremo finché non saranno nuovamente mescolati gli studenti”.
“Non vogliamo i figli in classi dove gli italiani sono in minoranza”, questa è solo una delle motivazioni che le famiglie contrarie alle classi miste hanno fornito per giustificare richieste condivise da pochi.
Il Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, in linea con il pensiero del presidente della comunità indiana, la cui richiesta ritiene sia legittima, ha commentato:
“Sentire alcuni italiani che ancora continuano, dopo decenni di multiculturalismo, a esprimere questi timori è qualcosa che mi dà molto fastidio: esprimiamo la nostra più totale contrarietà a questa logica che va in direzione opposta all’integrazione”.
Articolo di Flora Sannino.
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