Articolo di Ferdinando Pacileo
In un futuro segnato dal cambiamento climatico, la società ha imposto rigide regole sulla genitorialità. Le coppie devono superare una valutazione di sette giorni per poter avere figli. Mia e Aaryan, una coppia di successo, sono scelti per questo test e devono convivere con Virginia, un’esaminatrice incaricata di valutare la loro idoneità.
Uno dei punti di forza del film sono le interpretazioni degli attori. Alicia Vikander offre una performance intensa nel ruolo di Virginia, una figura enigmatica e autoritaria. Il suo personaggio comunica una forte impossibilità di esprimersi, ha sempre qualcosa da dire, ma non può, e l’attrice riesce a comunicare tutto questo senza parlare. Elizabeth Olsen e Himesh Patel interpretano una coppia credibile, intrappolata in una situazione surreale e opprimente.
La scenografia è ben curata, con ambientazioni che riflettono l’atmosfera distopica del film. La casa dei protagonisti è moderna e asettica, riuscendo a creare un senso di claustrofobia e controllo.
La colonna sonora, pur non particolarmente memorabile, accompagna le scene, sottolineando le tensioni emotive e psicologiche dei personaggi.
La regia di Fleur Fortuné non è male, ma non aggiunge nulla di particolarmente innovativo al genere. Il film si sviluppa principalmente in un unico ambiente, la casa dei protagonisti, creando un’atmosfera claustrofobica e concentrata.
La sceneggiatura ha dei problemi in alcuni punti abbastanza evidenti. Alcuni dialoghi e situazioni risultano poco credibili e forzati, compromettendo la naturalezza della narrazione. Il messaggio del film, sebbene interessante, non viene trasmesso con la chiarezza necessaria, lasciando lo spettatore con più domande che risposte.In conclusione, The assessment è un film che offre spunti di riflessione su temi attuali come il controllo sociale e la libertà individuale. Nonostante alcune imperfezioni nella trama e nella sceneggiatura, è piacevole da vedere. Ma purtroppo, nonostante esso parta da un bell’intento, non è stato espresso in maniera chiara: è come se il film non riuscisse a parlarti.
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