Le diverse scuole che hanno aderito alle nuove linee guida che vietano l’uso degli smartphone in classe stanno ottenendo ottimi risultati sia per quanto riguarda l’apprendimento che la socializzazione.
Dall’Istituto olandese Calvijn College, che da diversi anni segue l’introduzione del divieto, arrivano informazioni incoraggianti, tanto che si parla di una vera e propria trasformazione tutta in positivo.
Nelle scuole ci sono ragazzi che si parlano, si confrontano, si ritrovano, alunni più attenti e concentrati senza l’utilizzo di smartphone.
Inoltre si è verificato un significativo calo del cyberbullismo.
Un aspetto della misura adottata che ha un grosso peso quanto a riportare serenità fra gli alunni, sia all’interno che al di fuori delle scuole.
A tal riguardo il Centro psicopedagogico, formato da psicologi e pedagogisti, ha lanciato una petizione che propone il “divieto legale di possedere uno smartphone prima dei 14 anni di età e di iscriversi a un social network prima dei 16”.
Ci spiegano che l’uso precoce di questi dispositivi elettronici altera l’equilibrio tra esperienze reali e digitali.
Inoltre i bambini subiscono sia il danno legato alla dipendenza che quello legato al corretto allenamento alla vita.
L’appello rivolto è il seguente
“Chiediamo quindi al Governo italiano di impegnarsi per far sì che nessuno dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze possa possedere uno smartphone personale prima dei 14 anni e che non si possa avere un profilo sui social media prima dei 16. Aiutiamo le nuove generazioni.”
Articolo di Flora Sannino.
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