Sotto i riflettori la protesta per la Palestina degli studenti della Columbia University, raccontata dal New York Times in prima pagina.
La rettrice Nemat Minouche Shafik ha autorizzato la polizia di New York a sgombrare l’accampamento. Decine di tende allestite al campus da studenti che protestano contro le azioni di Israele nei confronti dei palestinesi e chiedono all’università di disinvestire da aziende e interessi a favore di Israele.
La rettrice della Columbia University è intervenuta con durezza visto che le manifestazioni non erano autorizzate ed essendo “molto preoccupata per la sicurezza”. Il funzionamento stesso delle attività universitarie ha subito variazioni e disagi.
L’accusa ai 108 studenti arrestati è stata ‘violazione di domicilio’.
Una studentessa, Layla Saliba, intervistata dal network Abc ha giustificato l’iniziativa dicendo:
“Questo non è nulla in confronto a ciò che la gente in Palestina sta affrontando. La gente a Gaza sta morendo di fame. Hanno perso tutto. Le loro case e i loro appartamenti sono stati bombardati.
Quindi sentiamo di avere l’obbligo morale di continuare a fare ciò che è giusto” e ha aggiunto “Gli arresti di massa, e la repressione degli studenti, direi che ci hanno galvanizzato”.
Dall’Italia agli Stati Uniti sempre più studenti abbracciano la causa della Palestina.
Negli Usa l’ultima volta che si è visto la Columbia University protagonista di proteste di questo tipo con relativo sgombero da parte della polizia è stata nel lontano 1968, manifestazioni tenute contro la guerra del Vietnam.
Articolo di Flora Sannino.
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