Dopo l’acclamato Weyward, Emilia Hart è tornata in libreria con Sirene, appassionante storia di coraggio e solidarietà femminile, che intreccia passato, presente e mito.
La storia prende avvio nel febbraio del 2019, quando Lucy, studentessa di un college australiano, si sveglia nel cuore della notte dopo un episodio di sonnambulismo.
Nulla di strano, se non fosse che nel suo dormiveglia la ragazza si è ritrovata nella stanza del suo ex ragazzo e ha tentato di strangolarlo.
Terrorizzata dalle conseguenze di ciò che le potrebbe succedere, Lucy decide di scappare e cercare rifugio presso la sorella maggiore Jess, artista affermata che si è trasferita in una misteriosa cittadina a picco sul mare.
Lì, Lucy scopre che Jess è scomparsa da qualche giorno e i dipinti che ha lasciato dietro di sé rappresentano le stesse immagini che popolano i sogni di Lucy da qualche mese.
Due sorelle che si tengono per mano, mentre rischiano di annegare.
Parallelamente, la storia segue anche la vicenda di Mary ed Eliza, due sorelle dell’Irlanda del 1800 accusate di tentato omicidio e condannate così a essere deportate nella lontana Australia.
Il loro viaggio per mare si dimostrerà irto di pericoli e dolori, anche a causa dei cambiamenti a cui i loro corpi continuano ma contribuirà anche a gettare le fondamenta di una straordinaria eredità che arriverà fino a Lucy e Jess.
Emilia Hart è una scrittrice australiana diventata un autentico caso letterario con Weyward, ma che è già pronta a consolidare la sua fama con Sirene.
Come già il suo primo romanzo, anche Sirene racconta una storia di resilienza femminile e solidarietà che attraversa i secoli.
Seguendo le leggende sulle sirene irlandesi, Emilia Hart crea un nuovo immaginario in cui queste misteriose creature del mare non sono le seduttrici senza scrupoli dell’Odissea, ma donne che fanno della loro diversità un punto d’orgoglio e che, ben consapevoli dell’odio misogino a cui sono soggette, creano intorno a loro una rete di solidarietà e amore.
Il mare, nella scrittura di Emilia Hart, torna a essere avvolgente e protettivo come il liquido amniotico che racchiude un neonato nel grembo materno e la Grande Madre, l’elemento acquifero, riacquista le sue proprietà benefiche di vita e protezione dal male.
Le Sirene di Emilia Hart diventano così custodi e guardiane del mare, capaci di accogliere e proteggere le donne, nel momento del bisogno.
Per raccontarlo, l’autrice sceglie di calare il mito nel mondo moderno, raccontando di violenze sui corpi femminili, di revenge porn e abuso di potere e non solo.
Per ricordare ai suoi lettori che sono spesso le donne a esserne maggiormente preda.
Lucy aggredisce il suo ex fidanzato durante un episodio di sonnambulismo, ma per tutta la durata del viaggio che la porta da Jess si chiede se inconsciamente non abbia cercato di punirlo per aver diffuso a sua insaputa immagini intime di lei, esponendo a sguardi crudeli la sua pelle martoriata dall’orticaria acquagenesi.
Sia Jess sia Lucy, infatti, come Mary ed Eliza nell’1800, soffrono di una condizione che impedisce loro di entrare in contatto con l’acqua, pena la formazione sulla loro cute di piaghe e croste dolorose.
E anche nell’Irlanda dell’800 per le due sorelle la situazione non è migliore: nel loro viaggio, Mary ed Eliza devono fare i conti con l’abbandono della madre e le difficili condizioni di vita nella stiva maleodorante di una nave che trasporta oltre 80 prigioniere.
Ma entrambe scopriranno, nelle difficoltà improvvise che si ritrovano ad affrontare, che unire le forze è ciò che permette davvero di sopravvivere. Insieme, riusciranno a superare l’inimmaginabile e a dar vita a una comunità di sostegno tutta femminile, che anche a distanza di secoli farà sentire la sua potenza.
Grazie a uno stile di scrittura fluido ed evocativo, Sirene vi terrà incollati fino all’ultima pagina, nell’attesa spasmodica di vedere il mistero delineato dall’autrice dipanarsi con chiarezza cristallina.
Articolo di Maria Castaldo.

