Scuola: Valditara annuncia 110 mila studenti in meno

Scuola: Valditara annuncia 110 mila studenti in meno

Il ministro dell’istruzione Valditara ha annunciato un calo importante nelle iscrizioni degli studenti al nuovo anno scolastico, confermando però lo stesso organico docenti.

Un numero importante quello del calo degli iscritti: il fenomeno segna infatti la fine delle cosiddette classi pollaio, ridotte ormai all’1%, ma è anche il sintomo della poca attrattiva che la scuola esercita nei confronti dei giovani.

A cosa si deve questo calo?

Sicuramente la riduzione delle nascite verificatasi nell’ultimo decennio incide su questo numero, come anche la mancanza dello stato nelle zone ad alta dispersione scolastica.

Ma ciò che più preoccupa è che la scuola non risponde ai bisogni del nuovo millennio e i giovani non vedono un futuro che sia direttamente collegato al completamento degli studi.

Migliaia di ragazzi si trovano a finire la scuola non avendo alcuna idea del percorso da intraprendere successivamente, mancando una figura di riferimento che li aiuti a capire a quale settore dedicarsi.

Come riattrarre i giovani verso la scuola?

Diverse sono le risposte a questa domanda, una delle quali è venuta dalla nascita degli istituti professionali che instradano i ragazzi fin da giovanissimi verso un percorso definito.

Ma ciò chiaramente non incontra tutte le necessità degli studenti, che hanno ambizioni e attitudini diverse.

Non c’è una ricetta predefinita: emerge chiaramente il bisogno di professori empatici che accendano il desiderio nei ragazzi e contribuiscano a valorizzarne le potenzialità; scuole laboratoriali che mettano sempre di più gli studenti al centro del loro percorso, che favoriscano la socializzazione e l’espressione delle emozioni, che siano un giusto compromesso tra Sapere, Saper essere e Saper Fare.

Un coordinatore agli studi

Come accennato, diventa sempre più auspicabile una figura specializzata che metta ordine nella testa dei ragazzi, che li aiuti a definire i loro sogni e a visualizzare chiaramente la strada da intraprendere nel futuro.

Il paese è pieno di giovani che hanno il cosiddetto foglio di carta e che non sanno cosa fare della loro vita, per mancanza di opportunità o per la poca chiarezza nelle scelte da prendere.

Ormai è chiaro, non bastano solo i docenti.

Il ricorso a figure esterne, psicologi, specialisti che accompagnino i ragazzi nei loro percorsi, è diventato da tempo un bisogno imprescindibile.

Articolo di Davide Bianco.

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