Secondo i neurobiologi l’attività motoria ossigena il cervello. Per ottimizzare questa funzione andrebbe fatto qualche semplice esercizio fisico durante l’intervallo.
Ovviamente non sempre è possibile per via dei sempre più fitti e impegnativi programmi a cui attenersi, quindi è d’obbligo nonché un diritto degli studenti.
Almeno dopo un impegno prolungato di attività sedentaria, prendersi quello spazio di tempo tutto loro, ciò che serve a “sgranchirsi gambe e cervello”.
Il programma giornaliero non può non tener conto di quei 15/20 minuti di pausa
La buona vecchia ricreazione di un tempo, fondamentali per il benessere dello studente che rende molto di più anche per ciò che concerne l’attenzione durante le lezioni.
Diverse sono le fonti che confermano l’importanza dell’intervallo nelle scuole, come l’American Academy of Pediatrics (AAP), La National Education Association (NEA), l’American Educational Research Association (AERA), giusto per citarne alcune.
Tutte concordi sui benefici che la pausa, tra una lezione e l’altra, procura agli studenti.
Gli esperti spiegano che brevi pause fanno sì che il bambino scarichi lo stress accumulato durante la lezione.
L’intervallo è un’opportunità per i bambini di sviluppare attività cognitive e sociali e accresce lo sviluppo fisico, emotivo e sociale degli stessi.
Ripartire ristorati per la lezione successiva sicuramente favorisce l’attenzione e di conseguenza l’apprendimento.
Articolo di Flora Sannino
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