Articolo di Davide Bianco.
Nell’anno scolastico 2024-2025 è stato introdotto per alcuni istituti superiori di secondo grado il modello 4 più 2; vediamo insieme i dettagli della manovra.
Il modello 4+2 consiste nel tagliare un anno al quinquennio superiore per poi fornire 2 annualità di specializzazione pratica nel percorso scelto e indirizzare immediatamente i ragazzi al lavoro.
La riforma riguarda gli istituti tecnici ovvero quelle scuole secondarie di secondo grado che offrono una formazione di tipo tecnico-scientifico e tecnologico (Meccanica, Meccatronica, Elettronica ecc)
Le scuole aderenti
Oltre 170 istituti tecnici in Italia hanno adottato questo modello sperimentale nell’anno 2024-2025. Le regioni che hanno aderito sono: Puglia, 25 scuole; Calabria 24; Sicilia, 21; Campania, 20; Lazio, 19 e già è previsto un picco fino a 360 scuole nell’anno 2025-26.
Obiettivi
L’obiettivo del modello è fornire oltre al bagaglio teorico e laboratoriale dei 4 anni, anche una forte specializzazione tecnica negli ultimi 2 per immettere da subito i ragazzi nel mondo del lavoro.
Durante il percorso i ragazzi saranno sempre più in contatto con imprese di fama internazionale e realtà locali; sarà intensificata l’alternanza scuola-lavoro in modo da poter solidificare attraverso l’esperienza diretta le competenze degli studenti.
Chi invece non volesse proseguire il percorso, potrà direttamente iscriversi a un corso universitario dopo i 4 anni.
Opinioni contrastanti
Aspetti positivi della manovra:
- Gli studenti entrerebbero prima nel mondo del lavoro o nell’università, infatti dopo i 4 anni si può già accedere a un corso di studi universitario o decidere di continuare i 2 anni di specializzazione delle competenze.
- Maggiore connessione con il mondo del lavoro: stage, tirocini e collaborazioni con le aziende diventerebbero parte integrante della formazione.
- Combattere la dispersione scolastica: un percorso più breve e più orientato potrebbe motivare maggiormente gli studenti a completare gli studi.
Non mancano, tuttavia, critiche e preoccupazioni sollevate da sindacati, docenti e famiglie:
- Rischio di abbassamento della preparazione culturale: accorciare i tempi potrebbe ridurre lo spazio per l’approfondimento teorico.
- Stress per studenti e docenti: comprimere cinque anni di programma in quattro rischia di aumentare i carichi di studio e di lavoro.
- Scarsa chiarezza sui percorsi post-diploma: manca ancora una definizione precisa dei corsi biennali successivi e del loro riconoscimento a livello universitario e lavorativo.
Conclusioni
La scuola è un’istituzione in continua evoluzione, data la necessità di adeguarsi ai cambiamenti della società e alle nuove esigenze dei giovani.
Questo tipo di manovra potrebbe rispondere al bisogno moderno di velocità e concretezza, abbreviando i tempi e fornendo gli strumenti necessari al percorso lavorativo.
È chiaro che ogni cambiamento comporti dei rischi, ma è solo affrontandoli che si può uscire da una situazione stagnante e muovere i passi verso una scuola moderna.
Resta sempre aggiornato su https://scuolaconsulting.com/news/

