Sempre più docenti lamentano un burnout per le difficili condizioni di lavoro e l’alto livello di stress a cui sono sottoposti.
Il contesto scolastico è un terreno minato dove continui sono i problemi e le tensioni a cui gli educatori sono sottoposti.
Il risultato si traduce in docenti che prendono lunghi periodi di malattia e studenti lasciati allo sbaraglio.
Il rapporto docente – alunno

Il rapporto docente-alunno è di base conflittuale in quanto i ragazzi hanno per definizione un’attitudine poco incline ad accettare l’autorità.
Più si cresce e più si fa della ribellione una modalità di affermazione del proprio io.
Va da sé che gestire una classe numerosa non sia affatto un’impresa facile.
Il docente si trova in una continua ricerca di un equilibrio e delle giuste strategie per affrontare le diverse problematiche.
Ogni studente infatti rappresenta un mondo a sè, con tutte le variabili che questo mondo comporta.
Ovviamente ci sono contesti in cui è più facile essere un professore.
Ma se pensiamo alle periferie, alle zone “difficili” ad alta dispersione scolastica, allora diventa davvero un’ardua sfida.
In generale però anche in contesti più “normalizzati” si rileva una maggiore indisponenza da parte degli alunni.
Il cambio è antropologico

È innegabile che oggi i ragazzi, bombardati di informazioni, crescano più rapidamente.
Inoltre l’assorbimento e l’esposizione a modelli culturali errati è all’ordine del giorno.
Ciò non può che incidere negativamente sul comportamento, scolastico e extrascolastico.
Ma i motivi di stress tra i docenti non vengono solo dagli alunni.
Le cause dello stress:
- l’eccessiva burocratizzazione;
- la carenza di personale;
- il sovraffollamento delle classi;
- lo scarso supporto da parte del dirigente scolastico e delle istituzioni;
- l’eccessiva protezione dei figli da parte dei genitori, che spesso contestano i metodi educativi e le valutazioni, minando l’autorevolezza del docente.
- Il cattivo funzionamento dell’apparato scolastico
A tutto ciò aggiungiamo la remunerazione non adeguata al ruolo che occupa un docente, figura di massima importanza nella sana crescita di un adolescente.
Come combattere il burnout

Intanto è estremamente consigliato scegliere il lavoro del docente solo se si ha una vera vocazione per esso.
Spesso infatti il docente scende a compromessi che accetta di buon grado solo perché ama questa professione, cosa che non potrebbe accadere se al contrario la si vedesse come un semplice mezzo di sostentamento.
Ma passiamo alle soluzioni concrete contro il burnout:
- Creare un ambiente di lavoro tra colleghi sano e di supporto reciproco:
Ciò è fondamentale in quanto fa benissimo alla salute mentale sapere di poter contare su un corpo docenti disposto ad aiutarti e a rivolgerti un sorriso e una parola di conforto.
Non sentirsi soli, insomma, diventa importantissimo.
- Implementazione di sportelli scolastici di supporto psicologico:
Avere la possibilità di parlare con esperti che aiutino docenti e alunni a fronteggiare le dinamiche scolastiche e non, può rivelarsi essenziale.
- Creare un rapporto sano con gli studenti, guadagnandone la stima, fondata su autorevolezza e non su autorità:
gli studenti infatti sono molto più gestibili quando non vedono nel docente un nemico da combattere ma quando provano per questo un profondo rispetto.
- Organizzazione del lavoro
Avere una solida struttura nell’organizzazione del lavoro, può aiutare nel diminuire lo stress e la confusione mentale, dando maggiore lucidità.
Conclusioni
Non c’è una ricetta già scritta o una pillola magica, fare il docente in questo mondo non è semplice, ma seguendo questi consigli, poco a poco, si può riuscire a creare un ambiente di lavoro sereno.
Un appello va inoltre ai docenti giovani: tenete duro!
L’esperienza e la maturazione professionale vi permetteranno di affrontare al meglio situazioni che ora vedete come insormontabili.
Articolo di Davide Bianco.
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