Scuola, D’Elia: “La scuola non è un tribunale”

Scuola, D'Elia: "La scuola non è un tribunale"

Scuola. Cecilia D’Elia: “Il giudizio descrittivo è uno strumento fondamentale per accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescita”.

Non si placa il dibattito sulla scuola primaria e sul ritorno ai giudizi sintetici in luogo degli attuali giudizi descrittivi. A dire la sua è oggi la senatrice Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd nella Commissione Istruzione, ricerca, cultura, spettacolo e sport.

“Punire è per il centrodestra un’ossessione. È lo stesso terribile errore che stanno compiendo sulla valutazione, con la volontà di cancellare nelle primarie il giudizio descrittivo. Alla destra dico: ripensateci! Ascoltate il mondo della scuola”.

“La strada è rafforzare la relazione educativa, il senso del fare scuola, che non è solo nella funzione selettiva e sanzionatoria, ma nell’opportunità di promozione umana nella sua complessità”, continua la capogruppo del PD.

“La scuola non è un tribunale, non è un carcere – continua la senatrice – E’ il luogo dove si costruisce il futuro del Paese, dove si formano le cittadine e i cittadini di domani. E per farlo serve un ambiente scolastico che sia accogliente, inclusiva, che valorizzi i talenti di tutti e che non lasci indietro nessuno”.

“Il giudizio descrittivo è uno strumento fondamentale per accompagnare i ragazzi nel loro percorso di crescitaPermette di dare loro un feedback puntuale e personalizzato, di individuare i loro punti di forza e di debolezza, di aiutarli a migliorare. Cancellarlo sarebbe un passo indietro gravissimo”.

“Il centrodestra si ostina a guardare al passato, a una scuola rigida e autoritaria”, conclude la D’Elia“Noi invece guardiamo al futuro, che sia davvero al servizio dei ragazzi e del Paese”.

Articolo di Raffaele Francesco D’Antonio.

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