Un gruppo di genitori avrebbe compiuto un’aggressione nei confronti di una docente, accusata di aver avuto delle chat compromettenti con alcuni alunni.
A Castellammare di Stabia una docente di sostegno di trent’anni è stata aggredita da un gruppo di genitori.
L’assalto ha causato all’insegnante un trauma cranico e successivi accertamenti clinici.
Il motivo dell’aggressione
I genitori sarebbero venuti a sapere di presunti contenuti molesti (foto, video, messaggi) che la docente avrebbe inviato ad alcuni alunni.
Sarebbe allora scoppiato il malcontento e il successivo attacco.
Non c’è però, per il momento, alcuna prova consegnata alle autorità dei presunti contenuti illeciti, anzi, il tutto potrebbe essere stato organizzato dagli stessi alunni come una sorta di vendetta.
L’insegnante aveva infatti sorpreso alcuni ragazzi che fumavano all’interno dell’istituto, il che ne avrebbe causato la sospensione.
Le parole della preside
Sconcertata la dirigente che ha chiesto la presenza delle forze dell’ordine all’ingresso della scuola per evitare ulteriori episodi spiacevoli.
La preside ha inoltre dichiarato:
“Anni e anni di sforzi per diffondere un senso di legalità, il rispetto delle regole e poi succede una cosa del genere”.
Il commento del ministro Valditara
“La scuola deve essere un luogo dove si lavora e si studia nella serenità, e nell’armonia. Sul caso di Scanzano l’Usr della Campania farà piena luce, è comunque grave che 30 ‘parenti’ si siano arrogati il diritto di esercitare una sorta di ‘giustizia fai da te’ contro un’insegnante. L’episodio testimonia l’imbarbarimento di una società sempre più violenta, che ha necessità di recuperare i valori della civile convivenza”.
Ha commentato Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito.
Conclusioni
Solo le indagini della procura ci diranno se la docente ha commesso le azioni di cui sopra, ma anche se l’avesse fatto, ciò giustifica davvero una aggressione in piena regola da parte di un gruppo numeroso di genitori?
È questo l’esempio che vogliamo dare ai nostri figli?
Rispondere alla violenza con la violenza in uno stato democratico di diritto non può essere una soluzione.
Articolo di Davide Bianco.
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