Pubblichiamo delle risposte a quesiti molto interessanti ai quali hanno risposto le organizzazioni sindacali nell’informativa al Ministero del 7 ottobre u.s.
Quali sono le principali novità previste dal decreto ministeriale sulla revisione degli organici ATA?
Il Ministero dell’Istruzione ha illustrato ai sindacati una bozza di decreto che rivede i criteri e i parametri per la definizione delle dotazioni organiche del personale ATA, in applicazione della legge 106 del 2024. La riforma entrerà in vigore a partire dall’anno scolastico 2026/2027 e comporterà un taglio di 2.174 unità di personale ATA. La revisione si rende necessaria per attuare quanto previsto dal nuovo contratto collettivo nazionale e modificare l’ordinamento professionale, introducendo nuovi profili, tra cui quello dell’operatore scolastico.
Il calcolo dell’organico non sarà più basato sul Decreto Ministeriale 181, ma su nuovi parametri che tengano conto della trasformazione di parte dell’attuale organico dei collaboratori scolastici. Nello specifico, si prevede la suddivisione dell’attuale contingente di 110.470 collaboratori scolastici in 68.358 collaboratori scolastici e 42.112 operatori scolastici. Non si tratta di un aumento del personale, ma di una riorganizzazione interna delle figure professionali.
Come avverrà il passaggio dal profilo di collaboratore scolastico a quello di operatore scolastico?
Il passaggio avverrà attraverso una procedura di progressione verticale interna. Potranno parteciparvi i dipendenti con almeno cinque anni di servizio e in possesso del titolo di studio richiesto. In alternativa, potranno accedere anche coloro che hanno almeno dieci anni di servizio, anche in assenza del titolo. Tuttavia, non è ancora stato chiarito in via definitiva quale debba essere il titolo di studio necessario per accedere al nuovo profilo.
Cosa comporta l’introduzione del nuovo profilo per le graduatorie di terza fascia?
L’introduzione dell’operatore scolastico a tempo indeterminato sarà collegata all’attivazione delle procedure di passaggio verticale. Solo a quel punto potrà concretamente aprirsi la possibilità di impiego per gli aspiranti inseriti nelle graduatorie di terza fascia, che servono per le supplenze brevi e temporanee in sostituzione del personale assente.
Sono previste nuove assunzioni per il profilo di funzionario ATA?
Il decreto prevede l’attivazione di una procedura interna riservata per la trasformazione di 899 posti da assistente amministrativo a funzionario ATA di elevata qualificazione. Anche in questo caso non si tratta di assunzioni aggiuntive, ma di una rimodulazione dell’organico a costo invariato. La Federazione UIL Scuola RUA ha chiesto all’amministrazione chiarimenti circa il ruolo e il profilo professionale di questi funzionari, sostenendo la necessità di prevedere almeno un funzionario per ogni istituzione scolastica.
Quali problemi comporta questa riorganizzazione per la mobilità del personale ATA?
La creazione del nuovo profilo di operatore scolastico rischia di complicare la mobilità dei collaboratori scolastici, poiché riduce drasticamente i posti disponibili per i trasferimenti. Infatti, con la trasformazione di 42.112 posti in operatori scolastici, si restringe il bacino di riferimento per chi vorrà cambiare sede di servizio. Si teme che questo provochi un irrigidimento della mobilità sia per i collaboratori che per i nuovi operatori.
Quali sono le posizioni della UIL Scuola RUA sulla riforma dell’organico ATA?
La UIL Scuola RUA ha espresso un giudizio critico sull’intera operazione, ritenendo che la figura dell’operatore scolastico sia stata introdotta in modo affrettato e non ben strutturato. La riforma viene considerata inefficace, soprattutto per il fatto che comporta un aggravio delle responsabilità per il personale, senza un corrispondente riconoscimento economico (si parla di un incremento retributivo di appena 25 euro mensili). Inoltre, la trasformazione dell’organico, avvenuta in assenza di risorse aggiuntive, viene letta come una semplice redistribuzione a costo zero.
Come cambierà il reclutamento del personale ATA nei prossimi anni?
In seguito a una procedura di infrazione avviata dall’Unione Europea contro l’Italia per abuso dei contratti a termine, il governo è stato chiamato a intervenire. Tuttavia, la UIL Scuola RUA ha sottolineato che il problema non è la modalità di reclutamento, ma la mancata immissione in ruolo dopo 24 o 36 mesi di servizio. Attualmente, il reclutamento avviene tramite le graduatorie dei 24 mesi, un sistema che viene considerato efficiente e funzionante. Il vero nodo è rappresentato dal limite normativo che consente le assunzioni solo nei limiti del turnover e delle risorse disponibili.
Secondo la UIL, servirebbe un piano straordinario di immissioni in ruolo e non un cambio delle modalità di accesso. Eventuali modifiche potrebbero essere prese in considerazione solo per aggiornare e migliorare le procedure, non per stravolgerle.
Saranno banditi nuovi concorsi per funzionari di elevata qualificazione?
Al momento non è previsto un nuovo concorso aperto. L’attuale procedura è riservata al personale interno. Tuttavia, considerando che il personale scolastico è soggetto a elevato turn over, in futuro sarà inevitabile bandire nuovi concorsi per coprire i posti che si renderanno vacanti a seguito dei pensionamenti.
Cosa comporta il nuovo contratto sull’articolo 70 e sul diritto di accettare supplenze in altri profili?
Con il nuovo CCNL, l’articolo 70 è stato fortemente limitato rispetto al precedente articolo 59. In passato, era possibile accettare supplenze anche part-time in altri profili (ad esempio un collaboratore scolastico poteva accettare un incarico da assistente tecnico per 6 ore settimanali). Ora, invece, questa possibilità è riservata solo ai contratti a tempo pieno, escludendo quindi molte opportunità di crescita e sviluppo professionale per il personale già assunto.
Sono previste nuove immissioni in ruolo per l’organico aggiuntivo ATA?
Secondo la UIL Scuola RUA, al momento è difficile prevedere nuove immissioni in ruolo per l’organico aggiuntivo. Dopo l’emergenza Covid, che aveva giustificato l’introduzione di questo organico straordinario, non sono stati più confermati stanziamenti strutturali. Le scuole continuano a operare in condizioni di grave carenza di personale, con carichi di lavoro insostenibili che compromettono la qualità del servizio scolastico.
Quanti posti in meno sono previsti per i collaboratori scolastici nel prossimo anno scolastico?
A partire dall’anno scolastico 2026/2027, è previsto un taglio di 2.174 unità di personale ATA, che interesserà esclusivamente i collaboratori scolastici. A questo si aggiunge la trasformazione di 42.112 posti in operatori scolastici. In totale, quindi, si assisterà a una significativa riduzione dei posti disponibili per i collaboratori, con ripercussioni sulle possibilità di mobilità e sulle condizioni di lavoro nelle scuole.

