Risposta di Noi, DSGA all’articolo pubblicato da Dirigentiscuola

Con questo articolo, vogliamo partecipare al dibattito che ha preso spunto dalle giuste considerazioni pubblicate sul sito di Anquap a firma del suo presidente, ed al quale ha ribattuto “a gamba tesa”, quasi a far male, l’associazione Dirigentiscuola. Almeno riconosce l’enorme disparità tra il Dsga e il Ds e l’esigenza di migliorare la condizione economica e giuridica del primo.
Noi…Dsga ritiene opportuno confutare con argomentazioni puntuali e fondate le critiche rivolte alle legittime aspirazioni dei Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi la cui realizzazione non può più essere rinviata. Queste aspirazioni riguardano l’inclusione nell’ambito della contrattazione riservata ai dirigenti scolastici (o in altro ambito autonomo, non è quello il problema) e la possibilità di partecipare ai concorsi per il ruolo di Dirigente Scolastico (DS). Di seguito, si analizzano i principali punti sollevati dall’articolo, integrando una riflessione sulle competenze dei dirigenti pubblici in generale e non solo dei Ds, che evidenziano una prevalenza di responsabilità amministrative e giuridiche rispetto a quelle pedagogiche.
Sulla questione dell’area contrattuale
L’articolo definisce “azzardata” e “demagogica” la proposta di collocare DSGA e dirigenti scolastici nello stesso Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL). Tale giudizio appare riduttivo alla luce della realtà operativa:

  • Ruolo direttivo dei DSGA: I DSGA coordinano, promuovono e verificano i risultati del personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA), come previsto dal CCNL del comparto scuola, esercitando funzioni di natura direttiva.
  • Crescente complessità delle responsabilità: Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la gestione di fondi europei e l’aumento delle incombenze burocratiche, le responsabilità amministrative e contabili dei DSGA sono notevolmente cresciute. Basti citare per ultimo, le responsabilità per la resa dei Conti Giudiziali presso la Corte dei Conti sezione regionale da parte dagli agenti contabili della scuola, i Dsga.
  • Riconoscimento formale: Inserire i DSGA in un’area contrattuale dirigenziale (chiamateli dirigenti amministrativi, quarta area, EP) non “demolirebbe” l’architettura della dirigenza scolastica, ma valorizzerebbe una realtà operativa già consolidata. Sarebbe da sciocchi ignorare la realtà che vede il Dsga compiere la maggior parte delle attività che la legge rimette al dirigente, senza alcuna delega (legittima o no) al suo compimento. Questo solo è unicamente per lo spirito di attaccamento e di dedizione del Dsga al proprio lavoro e per il dovere civico che il più delle volte ci porta a fare più di quello che ci spetta.
    Sulla presunta “lettura antistorica dell’autonomia”
    L’articolo di dirigentiscuola critica la proposta di Anquap come una “lettura antistorica dell’autonomia”. Al contrario, essa si basa su un’interpretazione coerente con l’evoluzione dell’autonomia scolastica:
  • Evoluzione delle competenze: Come per i Ds, l’autonomia ha ampliato le funzioni dei DSGA, configurandoli come figure con competenze dirigenziali in ambito amministrativo-contabile.
  • Normativa di riferimento: Il Decreto Interministeriale n. 129/2018 rafforza il loro ruolo nella gestione finanziaria e patrimoniale delle scuole.
  • Esigenze dell’autonomia: Una governance efficace richiede figure professionali riconosciute per le loro competenze specifiche. Nessuno crede più al mito del “un solo uomo al comando”. Basta vedere altri enti più o meno piccoli delle istituzioni scolastiche avere più di un dirigente con compiti specifici.
    Sul rapporto funzionale e non gerarchico
    L’articolo considera una “pericolosa illusione normativa” l’idea di un rapporto funzionale tra DS e DSGA. Questa visione non trova riscontro nella normativa:
  • Base normativa: L’art. 25 del D.Lgs. n. 165/2001 attribuisce al DSGA autonomia nella gestione dei servizi amministrativo-contabili, sotto le direttive generali del DS. Non ordini di servizio!
  • Collaborazione sinergica: Si delinea un rapporto di collaborazione, in cui l’autonomia tecnico-professionale del DSGA integra le funzioni di indirizzo del DS. “Il Dsga collabora con il DS alla redazione…” Do you Remember?
  • Specificità delle competenze: Le competenze amministrative e gestionali dei DSGA rafforzano la governance scolastica. Un dirigenza scolastica illimitata, valorizza il rapporto di collaborazione e non lo sminuisce a semplice rapporto di subordinazione. Questa visione sembra assente nell’articolo.
    Sulla partecipazione dei DSGA ai concorsi per Dirigente Scolastico
    L’articolo sostiene che i DSGA non possiedano “adeguate conoscenze pedagogiche” per accedere ai concorsi per DS. Tale affermazione è discutibile:
  1. Titoli culturali: I DSGA devono possedere requisiti accademici richiesti ai docenti per la dirigenza scolastica, con lauree specialistiche che li qualificano anche alla partecipazione al corso concorso per Dirigenti Pubblici presso la SNA. Cosa che non è possibile per la maggior parte dei DS, spesso laureati in materie tecniche o letterarie-linguistiche.
  2. Valore aggiunto: La loro esperienza amministrativa è un punto di forza per il ruolo di DS.
  3. Formazione integrativa: Le competenze pedagogiche, “importantissime” come sostenuto da dirigentiscuola, possono essere acquisite tramite percorsi formativi ad hoc, come succede già oggi attraverso i pochi crediti formativi richiesti per fare il docente.
    Le competenze dei Dirigenti Scolastici
    Il ruolo del Dirigente Scolastico richiede una preparazione articolata, ma nella pratica le competenze pedagogiche risultano alquanto limitate e marginali rispetto a quelle amministrative-contabili e giuridiche, che dominano le responsabilità quotidiane:
  • Competenze amministrative e contabili: I DS dovrebbero gestire i PA delle scuole, i PNRR in qualità di RUP, i fondi europei e procedure finanziarie, i rapporti con i revisori dei conti e con gli ispettori tecnici, avere competenze di procedimenti complessi riguardanti infortuni, rivalse per danni occorsi, sapere gestire pratiche di ricostruzioni di carriera e di pratiche di quiescenza e di liquidazione delle spettanze contribuitive, conciliazioni sindacali e rivendicazioni giuslavoristiche che richiedendo una solida conoscenza normativa e gestionale.

– Competenze giuridiche: Applicano norme su personale, contratti, sicurezza e privacy, operando con competenza legale.

Efficienza organizzativa: Figure dirigenziali specializzate migliorano la gestione, come in altri contesti pubblici.
Con questo articolo, vogliamo tranquillizzare che le giuste aspirazioni di noi DSGA non minacciano il sistema scolastico, ma offrono un’opportunità di miglioramento. Valorizzare le loro competenze amministrative e giuridiche, consentendo la doppia dirigenza, oppure consentire loro di accedere ai concorsi per Dirigente Scolastico, significa rispondere alle esigenze gestionali delle scuole moderne. Oggi più che mai, se si vuole istituire il middle management per i docenti. Superare le logiche corporative e riconoscere il contributo di tutte le professionalità è fondamentale per un’istituzione scolastica più funzionale e più efficiente.

Competenze pedagogiche: Queste sono le competenze che vengono effettivamente svolte, perché nelle corde del docente dal quale proviene il DS oggi. E comunque, anche qui, sebbene definiscano il PTOF e promuovano l’innovazione didattica, i DS si limitano a un ruolo di indirizzo, delegando l’attuazione ai docenti.
Questa prevalenza di funzioni gestionali riflette le esigenze dell’autonomia scolastica, trasformando i DS in figure organizzative più che pedagogiche. I DSGA, con la loro expertise amministrativa e giuridica, sono quindi naturalmente allineati a tali priorità e, con una formazione integrativa, possono colmare eventuali lacune pedagogiche. Oppure si dividano i compiti e le competenze, come di fatto è già.
Sulla presunta “paralisi del sistema”
L’articolo paventa un “tracollo organizzativo” con il riconoscimento di due figure dirigenziali. Tale timore è infondato:

Modelli organizzativi complessi: Nelle ASL, Direttori Amministrativi e Sanitari collaborano con successo. Diverse competenze, diversa provenienza. Uno amministrativo, l’altro medico.

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