Ci sono modi diversi di raccontare la storia delle donne, le sfide, i soprusi, le ingiustizie, gli amori. Francesca Giannone sceglie di farlo con il romanzo La Portalettere, ispirato al biglietto da visita della sua bisnonna, portalettere anche lei, ritrovato per caso in un cassetto.
Una storia che intreccia la vicenda personale di Anna, dell’emancipazione delle donne e quella dell’intero paese, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale.
A Lizzanello, nel 1934, fa ritorno Carlo Greco insieme alla moglie Anna e il figlio Roberto.
Carlo è nato al Sud e ha sentito il richiamo di casa, decidendo di portare con sé la moglie, originaria di Genova, e il loro unico figlio.
Anna si ritrova così a vivere in un paesino di provincia, circondata da persone che parlano un dialetto a lei incomprensibile, in cui l’unisco svago sono i pettegolezzi del posto.
Lei, insegnante e letterata, con il suo modo di fare franco e distaccato finisce così per diventare “la forestiera”, l’estranea, la non accettata nella comunità.
Stanca di non avere uno scopo nello sperduto paesino, quando l’occasione le si presenta, Anna decide di compiere un gesto rivoluzionario.
Alla morte del portalettere del paese, decide di candidarsi e proporsi per il posto, scandalizzando il marito e l’intero paesino.
L’unico che la sostiene è Antonio, suo cognato, sognatore, pacato e innamorato segretamente di lei dalla prima volta che l’ha incontrata.
Sfidando convenzioni e timori, Anna diventerà la prima portalettere donna di Lizzanello, cambiando per sempre la sua storia e quella delle persone che le stanno intorno.
Libro d’esordio di Francesca Giannone e vincitore del Premio Bancarella 2023, La Portalettere è rimasto nella classifica dei libri più letti del 2023 e a buon diritto.
Perché la sua protagonista, sfuggente, diretta, a volte impassibile e fredda, riesce a catturare il lettore, che della sua diversità vorrebbe sapere di più.
Anna è una donna che ha studiato, che parla francese, ama leggere e dice sempre ciò che pensa.
Per tutte queste caratteristiche, Anna è un unicum a Lizzanello, dove incontra l’antipatia dei compaesani del marito e l’ostilità malcelata delle altre donne.
Ancor di più quando, nel 1935, decide di diventare portalettere, la prima donna del piccolo paesino a fare questo lavoro.
“Carlo la fissò un po’ sconcertato da quell’accusa: ‘Quello del portalettere non è un lavoro adatto a te’, protestò, ma debolmente. ‘Non è adatto a nessuna femmina, se è per questo’ puntualizzò Agata con decisione. ‘Cosa ci sarebbe di non adatto?’chiese Anna, piccata. […] ‘Siamo seri. Non esistono portalettere donna’. ‘Finora’, disse Anna.”
Ecco, la diversità di Anna è tutta racchiusa in questo finora.
Anna sfida le convenzioni, non per puro spirito di opposizione, ma perché desidera essere libera: di poter vivere senza pregiudizi, di realizzare qualcosa nella sua vita che appartenga a lei.
Desidera anche vincere la solitudine a cui l’ha relegata il marito Carlo, tutto intento a occuparsi della Cantina Greco e della produzione del vino.
Sono gli anni ‘30 e una donna non può certo pensare di fare un lavoro da uomo, sconfinando in posti e ruoli che non le appartengono.
Eppure, Anna decide di farlo e inizia così una piccola rivoluzione personale, perché da sempre sa di non aver bisogno di nessun uomo per essere indipendente:
“C’è solo una persona che può salvarti’ disse Anna a Lorenza in tono severo. ‘Sei tu, solo tu puoi salvare te stessa. Non c’è principe che tenga, credimi”.
Scontrandosi con la diffidenza dello stesso Carlo, Anna troverà invece in Antonio un confidente e un alleato.
Quel cognato con cui sente un’affinità e profondo affetto, vissuto solo attraverso le pagine dei libri che decidono di scambiarsi.
L’intero romanzo è ricco delle vicende personali dei suoi protagonisti: ogni membro della famiglia Greco nasconde un dolore, che mai viene confessato apertamente, ma solo mostrato allo sguardo del lettore.
Anche il desiderio, l’amore, la passione, ne La Portalettere non sono mai esplicitati, ma sempre vissuti nell’ombra, come un fragile segreto.
E sullo sfondo l’autrice tratteggia un’Italia che cambia, che accoglie il Duce e il Fascismo e si prepara alla guerra: alla vicenda storica, reale e concreta, Francesca Giannone unisce quella romanzata della sua Anna, dando voce a una donna moderna, anticonformista, e attraverso lei anche alle storie che la Storia stessa dimentica.
Emozionante e intenso, La Portalettere è un viaggio nella memoria dell’Italia stessa, raccontato attraverso gli occhi di un’eroina che non potrete non amare.
Articolo di Maria Castaldo.

