Carolina Capria è una scrittrice e sceneggiatrice italiana, conosciuta sui social per aver aperto le pagine Instagram e Facebook L’ha scritto una femmina, con cui si occupa di divulgazione femminile e di abbattere gli stereotipi di genere.
Il suo ultimo romanzo è Maestre, con cui attraverso 5 scrittrici per lei fondamentali nella sua formazione insegna e spiega come è importante imparare ad ascoltare sé stesse.
Trovare un posto nel mondo, consapevole che non saremo mai davvero sole, ma avremo sempre eroine e autrici a cui aspirare e che ci guideranno.
“Essere socializzate come donne significa apprendere già in tenera età che esistono dei limiti invalicabili, dei doveri che non si possono disattendere e un percorso da compiere senza arsi domande”
Così scrive Carolina Capria nella prefazione di Maestre.
L’autrice spiega che è stato grazie alla conoscenza di 5 scrittrici straordinarie che questa convinzione con cui è cresciuta è stata poi scardinata totalmente.
Nel libro, l’autrice affronta e analizza, con un linguaggio e uno stile scorrevole e colloquiale, le opere di 5 scrittrici
Jane Austen, Charlotte Bronte, Margaret Mitchell, Toni Morrison e Goliarda Sapienza.
A ognuno di loro dedica un capitolo, nel quale racconta la sua personale esperienza con la lettura e la scoperta delle eroine che ognuna di loro ha creato.
Elizabeth Bennett, Anne Elliott, Jane Eyre, Scarlett O’Hara, Sethe e Denver e Modesta, ma anche tante altre eroine della letteratura e le loro autrici vengono citate nella sua opera.
L’intento di Carolina Capria è offrire al pubblico la traiettoria per seguire un viaggio del tutto nuovo nella letteratura femminile che attraversa le varie epoche, dai primi anni dell’800 fino ai giorni nostri.
E nel farlo, l’autrice ci ricorda di come non solo queste eroine ci ricordano che non abbiamo bisogno dell’aiuto di nessun uomo per salvarci, ma anche che la sopravvivenza di ognuna di noi è profondamente legata alle comunità femminili che si formano intorno a noi.
Così come le eroine di Jane Austen non sono mai sole, ma hanno sempre un’amica o una sorella che siano per loro un sostegno, così anche noi possiamo contare sulla presenza di donne sagge e coraggiose (reali e non) che popolano la nostra vita.
Attraverso ognuna delle eroine che Carolina Capria descrive in Maestre possiamo scoprire il coraggio di amare
Di sacrificarsi, ma anche di imparare a mettersi al primo posto, assecondando i nostri desideri, le nostre aspirazioni e sogni.
Perciò, le voci che sceglie di narrare sono donne sovversive, ognuna a modo loro, che hanno deciso di non corrispondere le aspettative che società e famiglia avevano per loro.
Ma hanno tracciato una strada diversa.
È così per Jane Austen, che ha fatto della sua scrittura anche un mezzo di sostentamento e ha rinunciato al matrimonio e alla sicurezza economica di un uomo pur di proseguire con il suo lavoro.
Nelle sue opere non c’è solo la storia d’amore romantica tra i due protagonisti, come ci hanno spesso insegnato, ma anche un intero universo femminile con tutti i problemi che essere una donna in quel periodo storico comportava.
Le difficoltà che le eroine austeniane incontrano sono le stesse vissute da Jane e dalla sua famiglia.
Ed è in quelle difficoltà che Jane Austen ci dice anche su chi fare affidamento.
Non solo noi stesse, ma anche sulle donne della nostra vita. Il sodalizio femminile è ciò che davvero ci salva.
Anche Jane Eyre, eroina creata da Charlotte Bronte, insegna alle sue lettrici il valore dell’indipendenza da qualsiasi uomo
Orfana e senza affetti, Jane imparare a far fruttare i suoi talenti e si dedica allo studio, diventando istitutrice.
Quando la felicità con il signor Rochester le viene strappata via, non si dispera, ma laboriosamente ritrova sé stessa.
Prima di ritornare da lui, si riappropria della sua vita e sceglie (non vi è costretta) di dare all’uomo che ha amato una seconda possibilità.
Carolina Capria ci parla anche della volubile Scarlett O’Hara, indimenticabile protagonista di Via col vento.
Unica opera di Margaret Mitchell, che una volta trasposta al cinema è entrata nell’immaginario collettivo per non uscirne mai più.
Scarlett è bella, intelligente, capricciosa e piena di risorse e, al pari degli uomini, vuole la possibilità di scegliere e di comandare, di comportarsi come più desidera.
Senza doversi piegare alle regole della società.
Nessuna più di Scarlett può insegnarci il valore della disobbedienza.
Toni Morrison, autrice afroamericana vincitrice del Pulitzer per la letteratura con Amatissima
La quarta delle Maestre che Capria inserisce nel suo testo.
La storia di Sethe e della figlia Denver sono analizzate nel capitolo che l’autrice decide di dedicare loro.
Denver è colei che spezza finalmente il circolo di schiavitù a cui sono destinate da sempre le donne della sua famiglia.
Denver con la sua storia ci ricorda di riappropriarci sempre del nostro corpo e di lottare per la nostra libertà, acquisendo un’identità e un posto nel mondo.
L’ultima parte del suo testo è dedicata a Modesta, eroina nata dalla penna di Goliarda Sapienza.
Modesta è una ragazzina vivace, che decide di sfidare il destino e non si lascia ingabbiare dalla società, ma lotta per mantenere, fin da giovanissima, il controllo sulla sua vita.
Maestre è perciò un meraviglioso omaggio alla letteratura femminile e un appassionante viaggio nei libri che molte di noi hanno conosciuto e amato, ma che magari non avevano mai analizzato sotto un diverso punto di vista.
L’opera di Carolina Capria ci insegna a ribellarci, a superare i confini e a trovare in noi stesse e nel potere dell’unione femminile la forza per affrontare tutte le difficoltà a cui ci sottopone la vita.
Articolo di Maria Castaldo
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