di Agata Scarafilo
Partire da un questionario, per interrogarsi sul risultato e soprattutto per riflettere congiuntamente sulle dinamiche relazionali nella scuola, è l’idea alla base dell’interessante “piano di analisi” che sta portando avanti l’Associazione Italiana dei Direttori Amministrativi della Scuola (AIDA-Scuole), presieduta dall’avv. Maria Grazia Spina.
L’obiettivo è quello di coinvolgere i DSGA di tutto il territorio nazionale per raccogliere elementi utili e dati statistici, in particolare sul rapporto (forse quello più complicato nel mondo Scuola) tra Dirigenti Scolastici (DS) e Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA – funzionati E.Q.).
Dati che saranno acquisiti come strumento di studio della particolare realtà scolastica al fine di meglio comprendere le modalità di interazione, le eventuali criticità e le buone pratiche che, invece, dovrebbero caratterizzare il rapporto tra queste due figure apicali, fondamentali per il funzionamento dell’istituzione scolastica.
Il fine del questionario, raggiungibile al link https://forms.gle/cVaMwMXNzLphWceF9, è dunque, non solo di individuare potenziali problemi, ma anche quello di prevenire conflitti e proporre strategie tese al miglioramento.
La partecipazione è ovviamente libera e anonima e rappresenta, attraverso quelle che saranno le risposte alle 28 domande proposte dal modulo, un contributo prezioso che i DSGA d’Italia possono fornire, per valorizzare, in fondo, il ruolo di ciascuno, nel rispetto delle competenze e delle responsabilità previste dalla normativa vigente.
“Sappiamo – afferma la presidente Maria Grazia Spina- che l’ambiguità normativa nella definizione di precisi confini di competenza tra DS e DSGA, soprattutto in ambito gestionale e organizzativo determina spesso una sovrapposizione che porta con sé il rischio di delegittimare le funzioni del DSGA, minandone l’autonomia e la credibilità. Ecco allora che si creano le basi per alimentare conflitti latenti non gestiti, che si traducono in tensioni quotidiane e inefficienze operative. Lo scopo del nostro questionario è proprio quello di monitorare per poter prevenire e risolvere situazioni problematiche”.
Il rigore scientifico, dunque, con il quale gli esperti del settore elaboreranno e interpreteranno i dati, consentirà, quanto più ampia sarà la partecipazione, di ridurre le incertezze, permettendo di prendere decisioni più consapevoli e circoscritte ai casi concreti.

