di Agata Scarafilo
Fin da giovani, veniamo educati a studiare, a specializzarci e a sviluppare competenze tecniche e professionali che ci saranno utili per trovare lavoro. Raramente, però, ci viene detto che il lavoro può diventare un’ulteriore grande occasione che va oltre il mero sostentamento economico e la realizzazione personale, offrendoci la possibilità di continuare a studiare e a ricercare con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo e al progresso della società.
Un approccio diverso allo studio, che consente, attraverso una motivazione nobile, di mettere in campo, rispetto al tempo in cui si era semplicemente studenti, anche il prezioso bagaglio dell’esperienza lavorativa.
A tale riguardo ci è sembrato importante far conoscere la storia di un medico, il dott. Donato Patianna, di un paese del Sud (Ceglie Messapica), perché a 71 anni avrebbe potuto chiudere, come hanno fatto in tanti, la sua brillante carriera per godersi la pensione e dedicarsi alle proprie passioni. Invece, la passione del dott. Patianna è proprio la medicina, una vera e propria vocazione che unisce scienza, empatia e spirito di sacrificio, spinto dal desiderio di essere utile alle persone e di migliorare la loro qualità di vita.
Così, in collaborazione con l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara e con le Università di Camerino e Macerata, il dott. Donato Patianna sta supportando il progresso scientifico e la promozione di nuove frontiere nel campo odontoiatrico. Inoltre, insieme ai figli Simone e Alessandro, ambedue medici in Odontoiatria, ha avviato un’importante ricerca, attualmente in fase di sperimentazione, che potrebbe rivoluzionare il panorama dell’implantologia.
Insomma, la sua spinta interiore a voler aiutare il prossimo lo ha portato a non fermarsi e a continuare la ricerca, investendo anche un budget economico personale. Elementi che implicano una dedizione e una responsabilità sociale che, però, devono necessariamente trovare un equilibrio nel “rigore scientifico”, motivo per cui, ad esempio, per il dott. Patianna è diventato necessario il coinvolgimento dell’Università per seguire un protocollo di ricerca scientifica.
Non è un caso che l’Università degli Studi G. D’Annunzio, il 23 ottobre 2025, con una nota abbia sottolineato, a fronte di un’importante donazione, “la vocazione del medico all’eccellenza professionale, ma anche la vocazione al sostegno concreto della comunità scientifica, promuovendo valori di altruismo e collaborazione”.
Lo studio, che vede coinvolto il Centro Patianna, contribuirà ancora a rafforzare il legame tra progettazione ingegneristica e risposta biologica, favorendo un approccio più razionale e basato sull’evidenza nello sviluppo di impianti dentali di nuova generazione.
Ricordiamo che il dott. Patianna è stato uno dei pionieri della rigenerazione ossea mediante tecnica Grinder, sfruttando il dente estratto del paziente. Inoltre, collabora da diversi anni con il dott. Adriano Piattelli, uno dei ricercatori più citati al mondo e docente presso l’Università UniCamillus, che anche nel 2025 si è distinta nella classifica mondiale dei World’s Top 2% Scientist, pubblicata da Elsevier.
Tutto ciò a sottolineare come l’approccio al lavoro possa essere ancora più stimolante quando si entra nell’ottica che il “sapere è infinito” e che l’apprendimento continuo può essere un modo non solo per aiutare gli altri, ma anche per aiutare se stessi a rimanere giovani dal punto di vista intellettuale, attraverso quella curiosità, che il dott. Donato Patianna incarna, che dovrebbe spingere un po’ tutti a fare sempre nuove scoperte rendendo così la propria vita più stimolante e significativa.
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