Il programma promosso da WWF Italia e Regina (Gruppo Sofidel) nasce con l’intento di inserire la biomimesi nel programma scolastico.
Al fine di utilizzare in modo intelligente le risorse che essa, generosamente, offre all’uomo, lo studente attraverso un percorso di sensibilizzazione sarà aiutato a comprendere che ciò che ci circonda ci accoglie in modo straordinariamente ospitale per cui merita tutto il nostro rispetto, solo così ne vedremo i benefici.
I moduli formativi si basano su 5 regole fondamentali: ridurre, riutilizzare, riciclare, recuperare e rigenerare
“Si impara dai progetti presenti in natura”.
Per esempio il bambino imparerà molto da quel piccolo ragno che ci appare insignificante eppure è una creatura stupefacente.
Esso produce una seta davvero speciale, si tratta di uno dei materiali più resistenti al mondo, cinque volte più robusta dell’acciaio.
“Su scala umana, una ragnatela simile a una rete da pesca sarebbe in grado di catturare un aereo passeggeri”.
Dice la rivista Science News.
La seta dei ragni è talmente straordinaria che un elenco delle sue proprietà sembrerebbe incredibile.
Il bambino imparerà a rispettare quel piccolo insetto che ha tanto da insegnarci grazie al complesso meccanismo all’interno del suo corpo che forma strutture così prestanti.
L’alunno imparerà dalla natura che sforna i suoi prodotti senza inquinare
A non inquinare l’ambiente e che i materiali compositi di fattura umana impallidiscono al paragone con quelli che si trovano in natura.
Il bambino scoprirà i benefici del riciclare: riciclando i barattoli di alluminio, per esempio, si risparmia il 90 per cento dell’energia e riciclando la carta anziché fabbricarla si riduce del 50 per cento il consumo di energia, e così via.
Il successo che l’iniziativa ha riscosso è andato oltre le previsioni: in soli 5 mesi le classi coinvolte sono state più di 5000.
Articolo di Flora Sannino
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