Piano annuale delle attività del personale docente e piano di formazione e aggiornamento

Piano annuale delle attività del personale docente e piano di formazione e aggiornamento

Il Dott. Luciano Grasso approfondisce il tema del: “Piano annuale delle attività del personale docente e piano di formazione e aggiornamento”.

Il Piano annuale delle attività del personale docente deve contenere tutte le indicazioni (con specifica di data e ora e una indicazione di massima sui punti all’ordine del giorno) relative ad almeno le seguenti attività:

  • Calendario scolastico
  • Riunioni del collegio docenti
  • Riunioni dei dipartimenti
  • Riunioni dei consigli di classe

Il Piano annuale delle attività è predisposto dal dirigente scolastico, in base alle eventuali proposte degli organi collegiali, e poi viene deliberato dal Collegio dei docenti per darne efficacia.

Inoltre, il Piano annuale delle attività, nel corso dell’anno scolastico, può essere modificato.

Ad inizio anno scolastico, spetta al dirigente scolastico predisporre anche il piano annuale per le attività di formazione e aggiornamento del personale docente, sulla base delle eventuali proposte e input proveniente dai singoli docenti o, preferibilmente, dal Collegio dei docenti.

Il piano è successivamente deliberato dal collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempi del PTOF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali.

Nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze.

Da ultimo, dopo l’approvazione che ne attribuisce efficacia, il dirigente scolastico ne deve informale le RSU e le parti sindacali, ai sensi dell’7 del CCNL.

Presentazione a cura della Dott.ssa Paola Perlini.

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Contributo a cura del Dott. Luciano Grasso.

Piano annuale delle attività del personale docente e piano di formazione e aggiornamento

Il Piano Annuale è il documento programmatico che comprende tutte le attività attinenti il corpo docente che si prevedono di effettuare fino al termine dell’anno scolastico.

È opportuno che la proposta del Piano Annuale delle attività dei docenti sia presentata, discussa e deliberata in Collegio dei docenti il più presto possibile.

Il Piano annuale delle attività infatti, che contiene gli obblighi di lavoro dei docenti di carattere collegiale e funzionali alle attività di insegnamento, va predisposto e deliberato all’inizio dell’anno scolastico, prima dell’avvio delle lezioni.

Il Piano deve contenere tutte le indicazioni (con specifica di data e ora e una indicazione di massima sui punti all’ordine del giorno) relative ad almeno le seguenti attività:

  • Calendario scolastico
  • Riunioni del collegio docenti
  • Riunioni dei dipartimenti
  • Riunioni dei consigli di classe
  • Ulteriori attività

Ricordiamo che, per prassi consolidata, durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, i docenti non sono tenuti a presentarsi a scuola e ad effettuare delle attività, a meno che esse non siano state preventivamente programmate all’interno del Piano Annuale.

Sul punto riportiamo l’articolo 28, comma 4, del CCNL 2006-2009:

“Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento. Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone, sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7”.

Inoltre l’art. 29 del CCNL fissa alcuni limiti orari annuali per le attività collegiali dei docenti:

  • fino a n. 40 ore annue per la partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole materne e nelle istituzioni educative;
  • fino a n. 40 ore annue per la partecipazione ai consigli di classe, di interclasse, di intersezione, secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti.

Il Piano annuale delle attività, dunque, è predisposto dal dirigente scolastico, in base alle eventuali proposte degli organi collegiali, e poi viene deliberato dal Collegio dei docenti per darne efficacia.

Inoltre, il Piano annuale delle attività, nel corso dell’anno scolastico, può essere modificato.

Sulla materia è intervenuto il nuovo art. 40 del CCNL 2019-2021 che stabilisce quanto segue:

“Gli obblighi di lavoro del personale docente sono articolati in attività di insegnamento ed in attività funzionali alla prestazione di insegnamento. Prima dell’inizio delle lezioni, il dirigente scolastico predispone ,sulla base delle eventuali proposte degli organi collegiali, il piano annuale delle attività e i conseguenti impegni del personale docente, che sono conferiti in forma scritta e che possono prevedere attività aggiuntive. Il piano, comprensivo degli impegni di lavoro, è deliberato dal collegio dei docenti nel quadro della programmazione dell’azione didatticoeducativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze. Di tale piano è data informazione alle OO.SS. di cui all’art. 7. Nell’ambito del calendario scolastico delle lezioni definito a livello regionale, l’attività di insegnamento si svolge in 25 ore settimanali nella scuola dell’infanzia, in 22 ore settimanali nella scuola primaria e in 18 ore settimanali nelle scuole e istituti d’istruzione secondaria ed artistica, distribuite in non meno di cinque giornate settimanali. Alle 22 ore settimanali di insegnamento stabilite per gli insegnanti della scuola primaria, vanno aggiunte 2 ore da dedicare, anche in modo flessibile e su base plurisettimanale, esclusivamente alla programmazione didattica da attuarsi in incontri collegiali dei docenti interessati, in tempi non coincidenti con l’orario delle lezioni. Nell’ambito delle 22 ore d’insegnamento, la quota oraria eventualmente eccedente l’attività frontale e di assistenza alla mensa è destinata, previa programmazione, ad attività di arricchimento dell’offerta formativa e di recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad alunni con cittadinanza non italiana, in particolare provenienti da Paesi extracomunitari. Negli istituti e scuole di istruzione secondaria i docenti, il cui orario di cattedra sia inferiore alle 18 ore settimanali, sono tenuti al completamento dell’orario di insegnamento da realizzarsi mediante la copertura di ore di insegnamento disponibili in classi collaterali non utilizzate per la costituzione di cattedre orario, in interventi didattici ed educativi integrativi, con particolare riguardo, per la scuola dell’obbligo, alle finalità indicate al comma 2, nonché mediante l’utilizzazione in eventuali supplenze e, in mancanza, rimanendo a disposizione anche per attività parascolastiche ed interscolastiche. Al di fuori dei casi previsti dal comma 8, qualunque riduzione della durata dell’unità oraria di lezione ne comporta il recupero prioritariamente in favore dei medesimi alunni nell’ambito delle attività didattiche programmate dall’istituzione scolastica. La relativa delibera è assunta dal collegio dei docenti”.

Inoltre, l’art. 44 prevede che

“L’attività funzionale all’insegnamento è costituita da ogni impegno inerente alla funzione docente previsto dai diversi ordinamenti scolastici. Essa comprende tutte le attività, anche a carattere collegiale, di programmazione, progettazione, ricerca, valutazione, documentazione, aggiornamento e formazione, compresa la preparazione dei lavori degli organi collegiali, la partecipazione alle riunioni e l’attuazione delle delibere adottate dai predetti organi. Tra gli adempimenti individuali dovuti rientrano le attività relative: a) alla preparazione delle lezioni e delle esercitazioni; b) alla correzione degli elaborati; c) ai rapporti individuali con le famiglie. Le attività di carattere collegiale riguardanti tutti i docenti sono costituite da: a) partecipazione alle riunioni del Collegio dei docenti, ivi compresa l’attività di programmazione e verifica di inizio e fine anno e l’informazione alle famiglie sui risultati degli scrutini trimestrali, quadrimestrali e finali e sull’andamento delle attività educative nelle scuole dell’infanzia e nelle istituzioni educative, fino a 40 ore annue; b) la partecipazione alle attività collegiali dei consigli di classe, di interclasse, di intersezione, inclusi i gruppi di lavoro operativo per l’inclusione. Gli obblighi relativi a queste attività sono programmati secondo criteri stabiliti dal collegio dei docenti; nella predetta programmazione occorrerà tener conto degli oneri di servizio degli insegnanti con un numero di classi superiore a sei in modo da prevedere un impegno fino a 40 ore annue; c) lo svolgimento degli scrutini e degli esami, compresa la compilazione degli atti relativi alla valutazione. Fermo restando che le ore di cui alle lettere a) e b) del comma 3 sono prioritariamente destinate alle attività collegiali ivi indicate, le ore non utilizzate a tal fine sono destinate, nei limiti di cui alle lett. a) e b), alle attività di formazione programmate annualmente dal collegio docenti con il PTOF”.

Piano annuale di formazione e aggiornamento del personale docente

La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane.

L’Amministrazione è tenuta a fornire strumenti, risorse e opportunità che garantiscano la formazione in servizio.

La partecipazione ad attività di formazione e di aggiornamento costituisce un diritto per il personale in quanto funzionale alla piena realizzazione e allo sviluppo delle proprie professionalità.

Il personale che partecipa ai corsi di formazione organizzati dall’amministrazione a livello centrale o periferico o dalle istituzioni scolastiche è considerato in servizio a tutti gli effetti.

Sul punto segnaliamo che la Legge 107/2015, meglio nota come “Legge Buona Scuola”, al comma 124 ha ribadito che

“nell’ambito degli adempimenti connessi alla funzione docente, la formazione in servizio dei docenti di ruolo è obbligatoria, permanente e strutturale. Le attività di formazione sono definite dalle singole istituzioni scolastiche in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa e con i risultati emersi dai piani di miglioramento delle istituzioni scolastiche”.

Ad inizio anno scolastico, spetta al dirigente scolastico predisporre il piano annuale per le attività di formazione e aggiornamento del personale docente, sulla base delle eventuali proposte e input proveniente dai singoli docenti o, preferibilmente, dal Collegio dei docenti.

Il piano è successivamente deliberato dal collegio dei docenti coerentemente con gli obiettivi e i tempi del PTOF, considerando anche esigenze ed opzioni individuali. nel quadro della programmazione dell’azione didattico-educativa e con la stessa procedura è modificato, nel corso dell’anno scolastico, per far fronte a nuove esigenze.

Da ultimo, dopo l’approvazione che ne attribuisce efficacia, il dirigente scolastico ne deve informale le RSU e le parti sindacali, ai sensi dell’7 del CCNL.

Il Piano complessivo si può avvalere delle offerte di formazione promosse dall’amministrazione centrale e periferica e/o da soggetti pubblici e privati qualificati o accreditati. Il Piano si articola in iniziative:

  • promosse prioritariamente dall’Amministrazione;
  • progettate dalla scuola autonomamente;
  • progettate da scuole consorziata in rete, anche in collaborazione con l’Università (anche in regime di convenzione), con le associazioni professionali qualificate, con gli Istituti di Ricerca e con gli Enti accreditati.

Per le scuole collocate nelle aree a rischio l’amministrazione promuove e sostiene iniziative di formazione in relazione agli obiettivi di prevenire la dispersione scolastica, di sviluppare la cultura della legalità, nonché di aumentare significativamente i livelli di successo scolastico, utilizzando metodi e tecniche di elevata efficacia, di formazione e di sostegno professionale facendo ricorso anche alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Per gli insegnanti delle scuole collocate nelle aree a forte processo immigratorio, tenendo conto delle esperienze già realizzate l’amministrazione promuove l’organizzazione di seguenti attività formative:

  • pronto intervento linguistico;
  • corsi specifici sull’insegnamento della lingua italiana ad alunni ed adulti, di lingua nativa diversa dall’italiano;
  • approfondimento delle tematiche dell’educazione interculturale;
  • produzione e diffusione di materiali didattici.

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