La Dott.ssa Anna Maria Sacco nel presente contributo si occupa di un sistema innovativo di didattica chiamato: “Outdoor Education, o educazione all’aperto.”
Questa metodologia è un approccio pedagogico che si basa sull’apprendimento esperienziale e attivo, utilizzando ambienti esterni come contesti educativi.
Ecco alcune delle sue caratteristiche principali
- Apprendimento Attivo: L’Outdoor Education promuove un metodo didattico partecipativo e interattivo, favorendo l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta e il coinvolgimento attivo degli studenti.
Interdisciplinarità
Questa metodologia incoraggia l’integrazione di diverse discipline, permettendo agli studenti di collegare conoscenze e competenze in contesti reali.
- Relazioni Ecosistemiche: Si pone un forte accento sulle relazioni tra gli individui e l’ambiente, promuovendo la consapevolezza ecologica e il rispetto per la natura.
Si individuano le seguenti attività che possono essere svolte dagli studenti
- Attività Sensoriali: Le esperienze possono includere orti didattici, visite a fattorie, musei e parchi, stimolando i sensi e la curiosità dei bambini.
- Attività Sociomotorie: Include attività come trekking, orienteering e sport all’aperto, che favoriscono lo sviluppo fisico e sociale degli studenti.
- Progetti Tecnologici: Si integrano anche attività che combinano l’apertura al mondo naturale con la tecnologia, come coding e robotica.
I benefici educativi sono tanti, ne elenchiamo i maggiori
- Sviluppo delle Competenze Relazionali: L’Outdoor Education facilita lo sviluppo di competenze sociali ed emotive, come fiducia, empatia e collaborazione tra gli studenti
- Promozione del Benessere: L’apprendimento all’aperto contribuisce al benessere psicofisico degli alunni, incoraggiando uno stile di vita attivo e sano.
- Inclusione: Le attività sono progettate per essere inclusive, permettendo a tutti gli studenti di partecipare e contribuire al processo educativo.
In sintesi, l’Outdoor Education rappresenta un approccio innovativo che valorizza l’ambiente esterno come spazio di apprendimento ricco di opportunità per lo sviluppo globale degli studenti.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Anna Maria Sacco.
Outdoor education: i benefici di una educazione all’aperto
L’Outdoor Education, oggi in forte espansione anche in Italia, rappresenta un modo diverso di fare scuola secondo l’esempio delle scuole nord europee che, a proposito di attività all’aria aperta, assumono come idea significativa che “non esiste il freddo ma solo vestiti inadatti”.
In realtà, l’Outdoor Education non è solo fare scuola all’aperto ma rappresenta una pratica pedagogica innovativa che affonda le sue radici nella scuola dell’attivismo pedagogico, a cavallo tra il 1800 e il 1900, in cui si tentò di dare nuova vita ad una scuola che non rispondeva più ai bisogni della società e che doveva necessariamente adeguarsi ai nuovi modelli pedagogici del tempo che ponevano per la prima volta il bambino al centro dell’esperienza scolastica, protagonista attivo nei processi di apprendimento.
Grande ispiratore per una educazione all’aperto fu anche Baden Powell, fondatore dello scoutismo, che vedeva la natura come parte integrante del processo di crescita personale dell’individuo, dal punto di vista non soltanto fisico ma anche psicologico e sociale.
Il contatto con la natura sviluppa nell’individuo alcuni aspetti significativi quali la capacità di socializzazione del bambino in un contesto diverso, dove il rispetto e la cura sono fortemente legati all’attenzione per l’ambiente e la natura.
Secondo il pensiero di Jean Jacques Rousseau
“per imparare a pensare, bisogna esercitare le membra, i sensi, gli organi che sono gli strumenti della nostra intelligenza e per trarre tutto il profitto possibile da questi strumenti, bisogna che il corpo, che li fornisce, sia robusto e sano”.
Da qui, la necessità di sperimentare una didattica più attiva che possa includere una grande varietà di attività che devono necessariamente tenere in forte considerazione l’interdisciplinarietà, la capacità di creare relazioni sia interpersonali che ecosistemiche, la connessione e permeabilità tra le attività svolte dentro la scuola e le attività svolte nell’ambiente esterno.
Fare Outdoor Education, pertanto, non vuol dire soltanto spostarsi fuori dall’aula ma comporta un nuovo modo di fare scuola, ne modifica gli spazi, superando il concetto classico di didattica, trasformando le aule in giardini, boschi, parchi o anche quartieri, piazze, musei.
Con la realizzazione di esperienze di realizzazione di orti didattici, di orienteering, trekking e, per restare in tema di tecnologia, esperienze di tinkering, coding o robotica sfruttando il contatto con l’ambiente naturale.
Vanno inoltre considerati gli aspetti legati allo sviluppo di abilità che sono insite nelle attività all’aria aperta che consentono agli alunni di socializzare anche in un ambiente destrutturato sviluppando una maggiore percezione del sé e dell’altro, della salute fisica e del benessere.
Da non trascurare inoltre l’aspetto esperienziale fortemente richiamato da John Dewey
Filosofo e pedagogista americano che credeva nella forte connessione tra l’uomo e l’ambiente in termini di esperienza in quanto l’uomo, non più soggetto passivo, impara ad interagire con l’ambiente circostante.
Per Dewey, questo tipo di esperienza denominata “sociale” diventava fondamentale per una crescita completa degli alunni.
Tra gli obiettivi dell’Outdoor Education vi sono dunque la capacità di superare le avversità, sviluppare competenze sociali, dare vita ad una relazione più profonda con la natura e l’ambiente, raggiungere risultati attraverso esperienze di apprendimento, migliorare le capacità di problem solving, sapersi orientare all’interno di spazi non noti, sviluppare abilità di leadership e team- building.
Grazie all’Outdoor Education è inoltre possibile sviluppare all’interno della comunità un forte senso di appartenenza, grazie soprattutto alle connessioni che si sviluppano e che si rende necessario sviluppare con l’ambiente circostante.
Va da sé che, alla luce di quanto sopra esposto, risulta evidente il valore dell’apprendimento all’aperto in termini di educazione del corpo, della mente, del senso sociale, del rispetto dell’ambiente naturale e degli effetti positivi di un’educazione fuori dalla classe sulla crescita dei bambini.
Anche in risposta ai fenomeni di indoorization che purtroppo si stanno diffondendo tra i bambini e gli adolescenti a seguito della recente pandemia ma anche della diffusione dei social e delle tecnologie ad uso dei giovani.
Insieme all’Outdoor Education si può dunque parlare di educazione ambientale
Educazione esperienziale e di learning by doing dal momento che un tipo di didattica esperienziale con cui superare l’apprendimento indiretto rende ogni disciplina o materia di insegnamento maggiormente laboratoriale e permette di stimolare la curiosità, la creatività e il pensiero critico.
Permette di rinnovare i materiali didattici e le pratiche di insegnamento, predisporre ambienti di apprendimento meno rigidi e più vicini alla spontaneità che caratterizza i bambini, soprattutto i più piccoli, dando loro l’opportunità di fare ricerca e sperimentare esperienze significative per la loro crescita.
Le scuole hanno dunque la possibilità di sviluppare tre modalità di Outdoor Education
- La vita outdoor, ovvero l’insieme di attività all’aria aperta tipiche della vita all’aperto;
- Outdoor Learning, ovvero percorsi didattici all’aperto finalizzati allo svolgimento di programmi curricolari nel settore formale (scolastico);
- L’ Outdoor Adventure Education, ovvero progetti proposti da associazioni del settore non formale quali spedizioni educative, escursioni, scoutismo.
Le progettazioni di Outdoor Learning si orientano verso una formazione esperienziale che tenga presenti le caratteristiche peculiari dei luoghi e la sostenibilità sociale.
Le attività sono progettate all’interno del curricolo come estensione di ciò che avviene dentro l’aula.
Lo spazio esterno della scuola, sia il giardino che lo spazio urbano, viene considerato come ambiente di apprendimento in continuità con l’ambiente interno e in stretta connessione con esso.
Il valore del luogo e del territorio diventa fonte primaria di stimoli per l’apprendimento e spazio privilegiato per un apprendimento personalizzato, autentico, significativo e coinvolgente con l’obiettivo di connettere gli studenti con la propria comunità e far loro acquisire competenze per riflettere e affrontare problemi locali contestualizzandoli globalmente.
La progettualità in questi casi diventa fondamentale al fine di non rendere le esperienze occasionali, ma di inserirle all’interno del curricolo, favorendo l’interdisciplinarietà, sia che esse siano esperienze indoor che outdoor.
L’intenzionalità educativa diventa dunque attenzione primaria al fine di non vanificare le opportunità formative offerte da un diverso modo di fare scuola e guidare il soggetto in formazione nel suo percorso di crescita formativa.
Se praticata in modalità non occasionale ma sistematica può favorire tempi di apprendimento più consoni con il conseguente abbandono della rigidità dell’orario delle lezioni a favore di un uso flessibile del tempo-scuola.
L’approccio su cui si basa l’Outdoor Education è sicuramente di tipo olistico poiché prevede l’uso di tutti i sensi
Coinvolge tutte le dimensioni della persona, quella cognitiva, relazionale, affettiva e fisica.
Protagonista assoluto nella costruzione di nuovi valori di crescita personale è l’alunno che impara a diventare attore del cambiamento sociale e culturale.
Il docente, dal canto suo, favorirà la relazione e lo scaffolding motivando gli studenti e supportando la volontà di mettersi alla prova, correre il rischio, superare determinate paure.
In questo approccio didattico la motivazione, il senso di autoefficacia e di autoregolazione sono determinanti nel percorso di apprendimento anche nei casi di bisogni educativi speciali e di disabilità.
La necessità di collaborare, di ‘far gruppo’, spinge lo studente a creare legami con i compagni o a rinsaldare quelli esistenti.
L’essere chiamati a dare un contributo fattivo e la necessità di un confronto con differenti punti di vista aiuta la comprensione dell’altro strutturando la socializzazione.
Altro aspetto da non sottovalutare è l’intenzione dell’Outdoor Education di dare un ruolo concreto alle tecnologie e al loro uso, confermandone la trasversalità e definendone un ruolo preciso e reale.
Non tecnologie usate sempre e comunque, ma tecnologie usate dove realmente servono ad apportare un valore aggiunto
Le tecnologie possono esser utili per la raccolta di informazioni e il reperimento di dati, per la documentazione delle attività svolte, per catturare momenti salienti o per analizzare alcuni aspetti tramite l’uso di microscopi, fotocamere, tablet e l’uso di internet.
La tecnologia non domina il quotidiano, ma si mescola ad esso e il suo linguaggio diventa uno dei tanti che il bambino è chiamato ad utilizzare.
Le esperienze di Outdoor Education in Italia sono in fase di espansione, promosse da Avanguardie Educative di Indire che inserisce l’Outdoor Education tra le idee da adottare e fornisce un toolkit ai docenti per progettare percorsi didattici nella scuola del primo ciclo.
Altre esperienze si stanno facendo strada
Dai progetti delle Aule Natura alle scuole nel Bosco, dalle attività di orienteering alle progettualità con le associazioni del terzo settore e il loro coinvolgimento per la valorizzazione di quartieri e piazze nei piccoli centri e nelle città.
Oggi, così come indicato nelle Indicazioni nazionali e Nuovi scenari (MIUR, 2018), sappiamo che:
“l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici. Ma proprio per questo la scuola non può e non deve abdicare al compito di promuovere la capacità degli studenti di dare senso alla varietà delle loro esperienze” (MIUR, 2007).
La scuola interviene aiutando gli studenti a ricostruire i propri percorsi attraverso la mediazione didattica di una scuola che agisce come un ambiente di apprendimento funzionale a rendere significative e coerenti le molteplici esperienze di natura emotiva, cognitiva, intellettiva ed esperienziale che ogni studente fa del mondo, e che sempre più spesso avvengono in maniera autonoma e individuale.

