Ognissanti, un momento per educare alla memoria e alla gratitudine

Articolo di Sara Barone

Nella tradizione cristiana, Ognissanti celebra tutte le persone che hanno vissuto la propria vita con bontà, coraggio e amore. Non solo quindi i santi “ufficiali”, ma anche quelli “anonimi”: uomini e donne che hanno lasciato un segno nel mondo. A scuola questa prospettiva si potrebbe tradurre in un messaggio laico e inclusivo: riconoscere e valorizzare chi, con gesti piccoli ma significativi, costruisce il bene ogni giorno.

Allora, quando ci si domanda come approcciarsi a questa festa con i propri studenti, un’idea potrebbe essere quella di proporre loro di riflettere su chi sono i loro “santi quotidiani”: persone che li ispirano, che li aiutano a crescere, che mostrano valori autentici come la gentilezza, l’onestà, la perseveranza. Un’attività semplice, soprattutto per i più giovani, potrebbe essere la scrittura di una “lettera del grazie”, dedicata a qualcuno che ha reso migliore la loro vita — un insegnante, un compagno, un familiare, un amico. In questo modo, la festa diventa un momento per educare all’empatia e alla gratitudine, competenze emotive e sociali fondamentali per la crescita, riuscendo così a valorizzare chi ci ha preceduto, le radici culturali e morali della nostra società, le storie che ci hanno plasmato. Perché l’educazione, in fondo, è proprio questo: trasmettere memoria e costruire futuro.
Raccontare ai ragazzi, magari invece quelli più maturi, le vite di uomini e donne che hanno scelto di servire il bene — scienziati, artisti, volontari, educatori — aiuta a far capire che la santità non è un ideale lontano, ma un percorso di umanità possibile. Santi, ribelli, sognatori.

Questo giorno allora ci invita a fare una domanda anche a noi stessi: “Chi sono i miei santi?”.
Forse un genitore che non smette mai di crederci, un amico che sa ascoltare, un insegnante che ci sprona, un medico, un volontario, o magari una persona sconosciuta che con un gesto gentile ci ha cambiato la giornata.  Non tutti i santi hanno un nome inciso nei libri o un’aureola dorata sopra la testa. Molti vivono accanto a noi, e spesso non ce ne accorgiamo.

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