Una studentessa pur avendo conseguito il massimo dei voti all’esame di maturità non riceve la lode perché non dimostra “brillantezza culturale”, un requisito richiesto dalla commissione che consiste nell’acquisizione di un ricco bagaglio culturale extra-scolastico, nonché interesse e curiosità per la cultura e vivace capacità critica e analitica, requisiti legittimi anche se non previsti dalla normativa.
I genitori della ragazza hanno impugnato la decisione della Commissione presentando ricorso al Tar che però lo ha respinto.
Il Tar ha tenuto conto del criterio aggiuntivo stabilito dalla Commissione ai fini del raggiungimento della lode ritenendolo legittimo, in quanto applicato in modo coerente e trasparente.
Nell’allieva non è riscontrato quel quid pluris rappresentato, appunto, dalla “brillantezza culturale”.
La 19enne al mancato riconoscimento dell’encomio ha reagito dichiarando che la decisione è stata “illogica e irragionevole”, che non si è tenuto conto delle ‘imponenti attività extra-scolastiche’ del suo curriculum.
Sembra che al termine dell’esame la Commissione fosse divisa sulla decisione da prendere.
Nonostante una “eccellente carriera scolastica”, un esame scritto brillante e una discussione encomiabile, la commissione si è divisa: quattro commissari hanno proposto la lode, mentre tre si sono opposti.
In assenza dell’unanimità richiesta, la lode non è stata attribuita.
Articolo di Flora Sannino.
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