L’importanza di studiare “Lo Cunto de li Cunti” e la favola di “Cenerentola” nelle scuole

L'importanza di studiare "Lo Cunto de li Cunti" e la favola di "Cenerentola" nelle scuole

Le vicende di Zezzolla, questo è il vero nome di Cenerentola, sono state raccontate da Basile nella raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti.

Insegnare queste storie nelle scuole riveste un’importanza cruciale per diversi motivi.

La fiaba di Cenerentola è tra i racconti per bambini più celebri al mondo tanto che ne esistono diverse versioni, tra le quali una egiziana ed una cinese.

Non poteva mancare anche la versione napoletana, tra le prime dell’Europa moderna, nata dalla fertile mente dell’autore barocco Giambattista Basile.

La favola La Gatta Cenerentola è stata inclusa nella raccolta di racconti Lo cunto de li Cunti, scritta in lingua napoletana, tra il 1634 e il 1636.

Questa versione di Basile è molto diversa dal celebre lungometraggio animato Disney del 1950.

Quest’ultimo lavoro, infatti, prende spunto soprattutto dalla favola narrata dal francese Charles Perrault.

Studiare “Lo Cunto de li Cunti” consente agli studenti di avvicinarsi a una parte fondamentale del patrimonio culturale italiano.

Conoscere le radici delle favole moderne permette di comprendere meglio l’evoluzione della letteratura e le influenze tra culture diverse.

Sviluppo delle competenze linguistiche

Il linguaggio ricco e metaforico di “Lo Cunto de li Cunti” è un potente strumento per il miglioramento delle competenze linguistiche degli studenti.

Leggere ed esplorare queste storie non solo aiuta a sviluppare il vocabolario e la comprensione del testo, ma stimola anche la creatività e l’immaginazione.

Gli insegnanti possono incoraggiare attività di scrittura creativa ispirate alle favole, permettendo agli studenti di esprimere le proprie idee e sentimenti attraverso la narrazione.

Educazione emozionale e sociale

Le favole, inclusa quella di Cenerentola, offrono uno spunto prezioso per discussioni sui valori etici e morali.

Gli studenti possono riflettere su concetti come la gentilezza, l’umiltà e il superamento delle avversità.

Queste storie forniscono un contesto per affrontare argomenti delicati come il bullismo, l’emarginazione e la giustizia sociale.

L’analisi dei personaggi e delle loro scelte permette di avviare un dialogo profondo sulle relazioni interpersonali e sulle emozioni.

Quali sono, in particolare, le differenze tra la favola di Basile e quella narrata da Walt Disney?

Zezzolla, la Cenerentola assassina

La prima peculiarità di Zezzolla è la sua mancanza di scrupoli pur di raggiungere lo scopo che si è prefissata.

All’inizio del racconto, infatti, la giovane si trova a doversi confrontare con le cattiverie della sua prima matrigna.

Dietro consiglio della sua maestra, la ragazzina decide di ammazzare la matrigna facendole cadere in testa il coperchio della cassapanca dove si conservano i vecchi vestiti.

Dal racconto di Basile non traspare alcuna esitazione o rimorso da parte della fanciulla.

Una pianta al posto della Fata Turchina

Questa cattiva azione si ritorcerà ben presto contro Zezzolla perché la sua amata maestra, che si chiama Carmosina, diviene presto la sua nuova matrigna.

Quest’ultima porta a palazzo le sei figlie: Imperia, Calamita, Fiorella, Diamante, Colombina e Pascarella.

Il padre si disinteressa della sua legittima figlia, che viene umiliata costantemente sia dalla matrigna sia dalle sorellastre.

La situazione si ribalta grazie ad una magica pianta di dattero che Zezzolla cura amorevolmente.

Nel racconto di Basile, infatti, non è presente una vera e propria Fata Turchina, ma una fatina che vive nella pianta e che aiuta la sfortunata ragazza ad uscire di casa di nascosto utilizzando questa formula magica:

«Dattero mio dorato, con la zappetta d’oro t’ho zappato, con il secchiello d’oro t’ho innaffiato, con la tovaglia di seta t’ho asciugato: spoglia a te e vesti a me!». 

Per ritornare allo stato normale, Zezzolla non doveva fare altro che modificare l’ultimo verso così: «Spoglia a me e vesti a te!». 

Il resto della favola è abbastanza simile a tutte quelle che hanno per protagonista Cenerentola (ad esempio, anche nell’Antico Egitto e nella Cina Han esistono storie simili).

Incorporare “Lo Cunto de li Cunti” e la favola di Cenerentola nel curriculum scolastico non è solo un modo per preservare la tradizione letteraria, ma anche un’opportunità per arricchire l’educazione degli studenti sotto molteplici aspetti.

Attraverso l’apprendimento di queste storie, gli alunni possono sviluppare una maggiore empatia, capacità critica e apprezzamento per la diversità culturale.

In un mondo in continua evoluzione, le favole continuano a svolgere un ruolo cruciale nell’educazione, fornendo insegnamenti preziosi che trascendono il tempo e lo spazio.

Articolo a cura di Alessandro Maria Raffone.

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