Legge 17 maggio 2024, n. 70: prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo

Legge 17 maggio 2024, n. 70: prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo

Presentazione

La pubblicazione della Legge 17 maggio 2024, n. 70 su: “Prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo”, permette alla Dott.ssa Paola Perlini di approfondire, in questo contributo, cosa prescrive tale legge per le scuole.

La Legge 70 interviene modificando la previgente L.71 del 2017 con i seguenti apporti:

  • ampliando anche al bullismo l’ambito di applicazione della L 71/2017 con particolare attenzione alle misure di prevenzione;
  • coinvolgendo in prima persona i Dirigenti Scolastici obbligati a seguire le procedure ministeriali declinate per contrastare gli episodi di bullismo e cyberbullismo;
  • disponendo l’adozione di un regolamento o codice interno alla scuola per prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo.

L’art. 1 delle Legge prevede che ogni istituto scolastico adotta un codice interno per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e lo recepisce nel proprio regolamento di istituto.

Nell’art. 3 viene delegato il Governo per l’adozione di disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge.

L’art. 4 istituisce la “Giornata del rispetto” per approfondire le tematiche del rispetto degli altri e della sensibilizzazione sui temi della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione, il 20 gennaio di ogni anno.

L’art. 5 prevede che nell’ambito del Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e studenti della scuola secondaria e anche nel Patto educativo, la scuola si impegni a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare la conoscenza di episodi riconducibili ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, di situazioni di uso o abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e di forme di dipendenza.

Il contributo termina con un sunto delle:

Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo e con la messa a disposizione della scuola e del personale degli allegati più importanti a tali Linee d’Orientamento.

Legge 17 maggio 2024, n. 70: prevenzione e contrasto del bullismo e cyberbullismo. Cosa prescrive la legge per le scuole

La Legge 70 del 17 maggio 2024 è stata pubblicata in G.U. Serie Generale n. 125 il 30 maggio u.s. Pertanto è in vigore dal 14 giugno 2024.

Il testo della Legge che reca “Disposizioni e delega al Governo in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo” introduce una serie di modifiche alla Legge n. 71/2017 che conteneva disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

La Legge 71 aveva risposto al fenomeno del cyberbullismo, collegato al diffondersi dell’uso dei social da parte dei minori, senza una preparazione specifica per i fenomeni negativi collegati a tale modalità di comunicazione.

La Legge 70 interviene quindi:

  • ampliando anche al bullismo l’ambito di applicazione della L 71/2017 con particolare attenzione alle misure di prevenzione;
  • coinvolgendo in prima persona i Dirigenti Scolastici obbligati a seguire le procedure ministeriali declinate per contrastare gli episodi di bullismo e cyberbullismo;
  • disponendo l’adozione di un regolamento o codice interno alla scuola per prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo.

L’art. 1 delle Legge prevede che ogni istituto scolastico, nell’ambito della propria autonomia adotta un codice interno per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo e istituisce un tavolo permanente di monitoraggio del quale fanno parte rappresentanti degli studenti, degli insegnanti, delle famiglie ed esperti di settore e recepisce nel proprio regolamento di istituto le linee di orientamento anche con riferimento alle procedure da adottare per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, e le relative iniziative.

Per l’attuazione delle finalità della legge, le regioni possono adottare iniziative affinché sia fornito alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, che lo richiedano, anche tramite convenzione con gli uffici scolastici regionali, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, un servizio di sostegno psicologico agli studenti, al fine di favorire lo sviluppo e la formazione della personalità degli studenti medesimi nonché di prevenire fattori di rischio o situazioni di disagio, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie.

Il dirigente scolastico che, nell’esercizio delle sue funzioni, venga a conoscenza di atti realizzati anche in forma non telematica, che coinvolgano studenti iscritti all’istituto scolastico che dirige, applica le procedure previste dalle linee di orientamento di cui si dirà in seguito.

Egli informa altresì tempestivamente i genitori dei minori coinvolti o i soggetti esercenti la responsabilità genitoriale su di essi e promuove adeguate iniziative di carattere educativo nei riguardi dei minori medesimi, anche con l’eventuale coinvolgimento del gruppo classe, in percorsi di mediazione scolastica.

Nei casi più gravi di condotte reiterate e, comunque, quando le iniziative di carattere educativo adottate dall’istituzione scolastica non abbiano prodotto esito positivo, il dirigente scolastico riferisce alle autorità competenti anche per l’eventuale attivazione delle misure rieducative di cui all’articolo 25 del regio decreto-legge 20 luglio 1934, n. 1404, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 maggio 1935, n. 835.

Nell’articolo 2 della Legge 70 vengono previste, infatti, delle modifiche sostanziali a tale Regio Decreto.

Nell’articolo 3 viene delegato il Governo per l’adozione di disposizioni in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.

Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge, con uno o più decreti legislativi, si dovrà provvedere a:

  1. prevedere il potenziamento del servizio per l’assistenza delle vittime di atti di bullismo e cyberbullismo mediante il numero pubblico «Emergenza infanzia 114», accessibile gratuitamente e attivo nell’intero arco delle ventiquattro ore, con il compito di fornire alle vittime, alle persone congiunte o legate ad esse da relazione affettiva, un servizio di prima assistenza psicologica e giuridica da parte di personale dotato di adeguate competenze;
  2. prevedere che l’Istituto nazionale di statistica svolga, con cadenza biennale, una rilevazione sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, al fine di misurarne le caratteristiche fondamentali e di individuare i soggetti più esposti al rischio;
  3. prevedere che i contratti degli utenti stipulati con i fornitori di servizi di comunicazione e di informazione offerti mediante reti di comunicazione elettronica richiamino espressamente le disposizioni del codice civile in materia di responsabilità dei genitori per i danni cagionati dai figli minori in conseguenza di atti illeciti posti in essere attraverso l’uso della rete;
  4. prevedere che la Presidenza del Consiglio dei ministri promuova periodiche campagne informative di prevenzione e di sensibilizzazione sull’uso consapevole della rete internet e sui suoi rischi, avvalendosi dei principali mezzi di informazione, degli organi di comunicazione e di stampa nonché di soggetti privati.

L’art. 4 istituisce la “Giornata del rispetto” per approfondire le tematiche del rispetto degli altri e della sensibilizzazione sui temi della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione.

Tale giornata ricorrerà il 20 gennaio di ogni anno.

Le scuole, sia pubbliche che private, sono incoraggiate a riservare spazi specifici durante la settimana precedente per attività di sensibilizzazione che coinvolgano studenti, insegnanti e famiglie.

Gli obiettivi principali includono la promozione di un ambiente educativo rispettoso e inclusivo, nonché l’informazione sulle normative vigenti in materia di bullismo e cyberbullismo.

L’art. 5 prevede che, nell’ambito del Regolamento recante lo Statuto delle studentesse e studenti della scuola secondaria, la scuola si impegni a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare la conoscenza di episodi riconducibili ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, di situazioni di uso o abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e di forme di dipendenza.

Nel Patto educativo di corresponsabilità devono essere espressamente indicate tutte le attività di formazione, curriculari ed extracurriculari, che la scuola o i docenti della classe intendono organizzare a favore degli studenti e delle loro famiglie, con particolare riferimento all’uso della rete internet e delle comunità virtuali, e sia altresì previsto l’impegno, da parte delle famiglie e dell’istituto scolastico, a collaborare per consentire l’emersione di episodi riconducibili ai fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, di situazioni di uso o abuso di alcool o di sostanze stupefacenti e di forme di dipendenza, dei quali i genitori o gli operatori scolastici dovessero avere notizia.

Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo

Nel gennaio 2021 il Ministero dell’Istruzione aveva aggiornato le precedenti linee di orientamento scaturite dalla L 71/2017 con l’intento di fornire a tutto il personale scolastico, Dirigenti, docenti e ATA, indicazioni alle quali attenersi per realizzare interventi efficaci per comprendere, ridurre e contrastare gli episodi di bullismo e cyberbullismo che colpiscono alcuni studenti, fornendo strumenti di comprovata evidenza scientifica.

Le Linee di Orientamento devono essere condivise all’interno di un patto sociale e formativo presentato e sottoscritto al momento dell’iscrizione, che dovrà corrispondere a un lavoro costante e continuo di prevenzione e formazione tra gli educatori della scuola, le famiglie e i ragazzi.

Un ulteriore strumento di regolamentazione può essere individuato nella stesura e articolazione di uno specifico Regolamento relativo alla pubblicazione delle foto e dei video degli studenti afferenti alle attività didattiche ed educative.

Azioni efficaci della Scuola

È auspicabile che, soprattutto nelle situazioni di contesto più a rischio, vengano effettuate in modo sistematico e continuativo, dalla scuola, le seguenti azioni prioritarie e consigliate.

Azioni prioritarie:

  1. Valutazione degli studenti a rischio, osservazione del disagio, rilevazione dei comportamenti dannosi per la salute di ragazzi/e.
  2. Formazione del personale scolastico, prevedendo la partecipazione ai moduli formativi previsti dalla piattaforma ELISA di almeno due docenti referenti per ogni scuola.
  3. Attività di formazione/informazione rivolte a docenti, studenti, famiglie e personale ATA, sui temi dei regolamenti e delle procedure adottate dal referente per il bullismo e il cyberbullismo e dal Team Antibullismo. Nell’ambito dell’autonomia scolastica, si consiglia di comunicare nella maniera più ampia all’interno della comunità educante, i nominativi del/dei referente/i scolastici per il contrasto dei fenomeni del bullismo e cyberbullismo o dell’eventuale Team per l’Emergenza.
  4. Promozione, da parte del personale docente, di un ruolo attivo degli studenti, nonché di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto scolastico in attività di peer education, nella prevenzione e nel contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Azioni consigliate:

  1. Rilevazione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo attraverso questionari e/o osservazioni sulla base della documentazione disponibile sulla piattaforma ELISA;
  2. Attivazione di un sistema di segnalazione nella scuola (si vd. il “Corso 4” della piattaforma ELISA);
  3. Promozione e attivazione di uno sportello psicologico e di un centro di ascolto gestito da personale specializzato (psicologi presenti nell’istituto o nei servizi del territorio) anche in collaborazione con i servizi pubblici territoriali; ove non sia possibile attuare tali condizioni, si potrebbe favorire l’istituzione di un servizio condiviso da reti di scuole.
  4. Costituire reti di scopo al fine di promuovere corsi di formazione mirati.
  5. Costituire gruppi di lavoro che includano il/i referente/i per la prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, l’animatore digitale e altri docenti impegnati nelle attività di promozione dell’educazione civica. I gruppi di lavoro potrebbero coordinare attività di formazione, collaborare alla redazione del documento di ePolicy d’istituto, tenendo conto dell’eventuale sviluppo di un curricolo digitale, monitorare il rispetto del Regolamento sulla comunicazione e sulla pubblicazione di foto e video da parte della scuola.  L’“educazione civica” e l’“educazione digitale” andrebbero sviluppate di pari passo, partendo dalle caratteristiche dei singoli contesti scolastici e puntando al raggiungimento delle competenze civiche, favorendo processi di responsabilizzazione, conoscenza dei rischi e miglioramento delle relazioni con gli altri.

Team Antibullismo e Team per l’Emergenza

Gli istituti scolastici, nell’ambito della loro autonomia, possono prendere spunto da esperienze evidence based (KIVA e PEBUC) e prevedere un Team Antibullismo costituito dal Dirigente scolastico, dal/dai referente/i per il bullismo-cyberbullismo, dall’animatore digitale e dalle altre professionalità presenti all’interno della scuola (psicologo, pedagogista, operatori socio-sanitari).

Inoltre è utile costituire un Team per l’Emergenza, anche tramite le reti di scopo, integrato da figure specializzate del territorio, per favorire il coinvolgimento delle altre agenzie educative e di tutela dei minori, delle forze dell’ordine, dei servizi sanitari, delle strutture educative.

Il Team Antibullismo e il Team per l’Emergenza avranno le funzioni di:

  • coadiuvare il Dirigente scolastico, coordinatore dei Team, nella definizione degli interventi di prevenzione del bullismo (per questa funzione partecipano anche il presidente del Consiglio di istituto e i rappresentanti degli studenti);
  • intervenire (come gruppo ristretto, composto da dirigente e referente/i per il bullismo/cyberbullismo, psicologo/pedagogista, se presente) nelle situazioni acute di bullismo

Conclusioni

Sicuramente tutte queste azioni aiuteranno a far emergere le situazioni a rischio nella scuola ma la prima azione di contrasto al bullismo e al cyberbullismo è la cura della relazione con l’Altro, estesa a ogni soggetto della comunità educante, accompagnata da una riflessione costante  su ogni forma di discriminazione, attraverso la valorizzazione delle differenze e il coinvolgimento in progetti e percorsi collettivi di ricerca e di dialogo con il territorio.

Importantissima pertanto una proficua alleanza educativa tra scuola, famiglia e altre agenzie educative extra scolastiche.

Un ruolo determinante è riservato alla formazione dei docenti, degli alunni, dei genitori e del personale ATA, quali protagonisti, a diversi livelli, di un piano educativo di prevenzione del bullismo e di promozione del rispetto e della convivenza a scuola.

Completiamo il contributo con importanti  documenti per la scuola allegati alle Linee di Orientamento sul contrasto al bullismo e cyberbullismo del Gennaio 2021.

Allegati

Tabella 1. PROTOCOLLO DI INTERVENTO PER UN PRIMO ESAME NEI CASI ACUTI E DI EMERGENZA

Intervento con la vittima

  • accogliere la vittima in un luogo tranquillo e riservato;
  • mostrare supporto alla vittima e non colpevolizzarla per ciò che è successo;
  • far comprendere che la scuola è motivata ad aiutare e sostenere la vittima;
  • informare progressivamente la vittima su ciò che accade di volta in volta;
  • concordare appuntamenti successivi (per monitorare la situazione e raccogliere ulteriori dettagli utili).

Intervento con il bullo

  • importante, prima di incontrarlo, essere al corrente di cosa è accaduto;
  • accogliere il presunto bullo in una stanza tranquilla, non accennare prima al motivo del colloquio;
  • iniziare il colloquio affermando che si è al corrente dello specifico episodio offensivo o di prevaricazione;
  • fornire al ragazzo/a l’opportunità di esprimersi, favorire la sua versione dei fatti;
  • mettere il presunto bullo di fronte alla gravità della situazione;
  • non entrare in discussioni;
  • cercare insieme possibili soluzioni ai comportamenti prevaricatori;
  • ottenere, quanto più possibile, che il presunto bullo dimostri comprensione del problema e bisogno di riparazione;
  • in caso di più bulli, i colloqui avvengono preferibilmente in modo individuale con ognuno di loro, uno di seguito all’altro, in modo che non vi sia la possibilità di incontrarsi e parlarsi;
  • una volta che tutti i bulli sono stati ascoltati, si procede al colloquio di gruppo;
  • colloquio di gruppo con i bulli;
  • iniziare il confronto riportando quello che è emerso dai colloqui individuali;
  • l’obiettivo è far cessare le prevaricazioni individuando soluzioni positive.

Far incontrare prevaricatore e vittima – questa procedura può essere adottata solo se le parti sono pronte e il Team rileva un genuino senso di pentimento e di riparazione nei prepotenti; è importante:

  • ripercorrere l’accaduto lasciando la parola al bullo/i;
  • ascoltare il vissuto della vittima circa la situazione attuale;
  • condividere le soluzioni positive e predisporre un piano concreto di cambiamento;
  • coinvolgimento del gruppo classe o di possibili spettatori;
  • questa azione si consiglia solo quando possiamo rilevare un chiaro segnale di cambiamento nel presunto bullo (o più di uno) e il coinvolgimento del gruppo non implica esposizioni negative della vittima, ma può facilitare la ricostruzione di un clima e di relazioni positive nella classe.

Tabella 2. RACCOMANDAZIONI E RESPONSABILITÀ DEGLI ORGANI E DEL PERSONALE DELLA SCUOLA

Il Dirigente Scolastico

Elabora, in collaborazione con il/i referente/i per il bullismo e il cyberbullismo, nell’ambito dell’autonomia del proprio istituto, un Regolamento condiviso per il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, che preveda sanzioni in un’ottica di giustizia riparativa e forme di supporto alle vittime.

Il Regolamento deve essere esplicitato nel Patto di corresponsabilità educativa firmato dai genitori.

I contenuti del Regolamento vanno condivisi e approvati dal Consiglio d’istituto.

Promuove interventi di prevenzione primaria e per le scuole secondarie sollecita il coinvolgimento attivo degli studenti anche attraverso modalità di peer education.

Organizza e coordina i Team Antibullismo e per l’Emergenza.

Predispone eventuali piani di sorveglianza in funzione delle necessità della scuola.

Tramite il sito web della scuola si forniscono le seguenti informazioni:

  • nominativo/i del/i referente/i per il bullismo e cyberbullismo;
  • contenuti informativi su azioni e attività di contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo (Regolamento d’istituto, PTOF, Patto di corresponsabilità) oltre che di educazione digitale.

Si veda il sito www.generazioniconnesse.it per un supporto alla stesura dell’ePolicy (documento programmatico autoprodotto dalla istituzione scolastica sull’educazione digitale).

Il Consiglio di istituto

Approva il Regolamento d’istituto, che deve contenere possibili azioni sanzionatorie e/o riparative in caso di bullismo e cyberbullismo.

Facilita la promozione del Patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia.

Il Collegio dei docenti

All’interno del PTOF e del Patto di corresponsabilità predispone azioni e attività per la prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo, comprensive delle azioni di prevenzione primaria/universale specifiche per ogni ordine di scuola e delle azioni indicate rivolte a prendere in carico le situazioni di emergenza nella scuola. In modo particolare, organizza attività di formazione rivolte agli studenti sulle tematiche di bullismo, cyberbullismo ed educazione digitale.

Si veda il sito www.generazioniconnesse.it per consultare proposte e attività; in particolare si consiglia di consultare le “Linee guida per l’uso positivo delle tecnologie digitali e la prevenzione dei rischi nelle scuole”, guida operativa per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e per gli enti pubblici e privati che realizzano iniziative in tema di sicurezza online.

In relazione alle situazioni di emergenza, approva i protocolli di segnalazione e intervento promossi dal Team Antibullismo della scuola e collabora attivamente con il Team e le altre agenzie per la soluzione dei problemi.

Predispone gli obiettivi nell’area educativa, per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo attraverso attività di curriculum scolastico. In tal senso, è importante legare la progettazione della scuola in una ottica di prevenzione dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo riferendosi a quanto previsto con la L. 92/2019 “Introduzione dell’insegnamento dell’Educazione civica”, in particolare all’art. 3 “Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento” e all’art. 5 “Educazione alla cittadinanza digitale”.

Partecipa alle attività di formazione per il contrasto dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo organizzate da ogni autonomia scolastica, eventualmente avvalendosi di attività offerte da servizi istituzionali o enti qualificati presenti sul territorio (si vd. quanto proposto sulla piattaforma ELISA – www.piattaformaelisa.it).

Il personale docente

Tutti i docenti, venuti a conoscenza diretta o indiretta di eventuali episodi di bullismo o cyberbullismo, sono chiamati a segnalarli al referente scolastico o al Team Antibullismo d’istituto, al fine di avviare una strategia d’intervento concordata e tempestiva.

I Coordinatori dei Consigli di classe

Monitorano che vengano misurati gli obiettivi dell’area educativa, attivando le procedure anti bullismo.

Registrano nei verbali del Consiglio di classe: casi di bullismo, comminazione delle sanzioni deliberate, attività di recupero, collaborazioni con pedagogista, psicologo, forze dell’ordine specializzate nell’intervento per il bullismo e il cyberbullismo, enti del territorio in rete (con riferimento e coordinamento eventuale da parte delle prefetture).

I collaboratori scolastici e gli assistenti tecnici

Svolgono un ruolo di vigilanza attiva nelle aree dove si svolgono gli intervalli, nelle mense, negli spogliatoi delle palestre, negli spazi esterni, al cambio dell’ora di lezione e durante i viaggi di istruzione, ferme restando le responsabilità dei docenti.

Nella scuola secondaria di secondo grado, faranno parte dei Piani di vigilanza attiva anche gli Assistenti Tecnici che svolgono la loro attività in laboratorio.

Partecipano alle attività di formazione per il bullismo e il cyberbullismo organizzate dalla scuola.

Segnalano al dirigente scolastico e ai Team Antibullismo e per l’Emergenza eventuali episodi o comportamenti di bullismo e cyberbullismo di cui vengono a conoscenza direttamente e/o indirettamente.

Se dovessero intervenire per bloccare eventuali comportamenti di bullismo in essere, lo faranno applicando le modalità previste dal Regolamento d’Istituto.

Il Referente scolastico area bullismo e cyberbullismo

Collabora con gli insegnanti della scuola, propone corsi di formazione al Collegio dei docenti, coadiuva il Dirigente scolastico nella redazione dei Piani di vigilanza attiva ai fini della prevenzione degli episodi di bullismo e di cyberbullismo, monitora i casi di bullismo e cyberbullismo, coordina i Team Antibullismo e per l’Emergenza, crea alleanze con il Referente territoriale e regionale, coinvolge in un’azione di collaborazione Enti del territorio in rete (psicologi, forze dell’ordine, assistenti sociali, pedagogisti, etc.).

I Referenti degli Uffici scolastici regionali e territoriali per il bullismo e il cyberbullismo

Forniscono, attraverso la pagina web istituzionale, a tutti i Referenti d’istituto informazioni sui corsi di formazione.

Agevolano la messa in rete dei Referenti di ogni singola scuola.

Collaborano per i livelli di competenza (regionale e provinciale), con la Polizia postale, con i Carabinieri, con gli Enti del territorio e con il MI.

Partecipano a specifici corsi di formazione e agevolano l’azione di filiera tra scuola ed extra scuola e tra la scuola e la Direzione generale per lo studente del MI.

Collaborano inoltre con i Referenti regionali delle Consulte provinciali degli studenti, dell’Associazione regionale dei genitori (Forags) e del Piano nazionale scuola digitale (PNSD).

I Team Antibullismo per l’emergenza (scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado)

Coordinano e organizzano attività di prevenzione.

Intervengono nei casi acuti.

Comunicano al Referente regionale (anche tramite i Referenti territoriali), alla fine di ogni anno scolastico, i casi di bullismo o cyberbullismo.

I dati serviranno per un eventuale monitoraggio nazionale dei fenomeni di bullismo e cyberbullismo e potranno essere trasmessi dai Referenti regionali alla Commissione nazionale istituita presso il MI.

Le famiglie

Sono invitate a partecipare agli incontri di informazione e sensibilizzazione sui fenomeni di bullismo e cyberbullismo, favorendo una proficua alleanza educativa.

Firmano il patto di corresponsabilità educativa scuola-famiglia.

In questo contesto i genitori devono essere informati sul Regolamento d’istituto, sulle misure prese dalla scuola e sulle potenziali implicazioni penali e civili per il minore e per la famiglia come conseguenza di atti di bullismo e cyberbullismo.

Sono chiamate a collaborare con la scuola nella prevenzione del bullismo e nelle azioni per fronteggiare le situazioni acute.

Le studentesse e gli studenti

Partecipano alle attività di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo organizzate dalla scuola.

Negli ordini di scuola dove sono previsti i rappresentanti degli studenti, in particolare nella scuola secondaria di secondo grado, i Rappresentanti di istituto e i due componenti eletti nella Consulta provinciale degli studenti collaborano con il Dirigente scolastico e il corpo docente all’organizzazione delle attività di prevenzione del bullismo e del cyberbullismo.

Sono chiamati a essere parte attiva nelle azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo e di tutela della vittima, riferendo ai docenti e agli altri adulti gli episodi e i comportamenti di bullismo e cyberbullismo di cui vengono a conoscenza e supportando il/la compagno/a vittima (consolandola e intervenendo attivamente in sua difesa).

Nella scuola secondaria di primo e secondo grado sono chiamati a collaborare alla realizzazione di attività di peer education.

L’istituzione scolastica può favorire percorsi specifici in merito alla formazione dei rappresentanti degli studenti negli organi collegiali.

Fac – simile di segnalazione di comportamento a rischio *

* Il presente modulo, predisposto in collaborazione con la Polizia di Stato, ha scopo puramente indicativo.

In caso di reale necessità, il modulo andrà compilato dal dirigente scolastico secondo le procedure adottate dall’istituzione scolastica.

SEGNALAZIONE di evento o situazione di RISCHIO a Forze di Polizia / Autorità Giudiziaria

ISTITUTO SCOLASTICO segnalante:

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indirizzo: ______________________________________

recapito telefonico: ______________________________

Dirigente Scolastico:

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Referente:

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Descrizione del fatto o situazione di rischio

(modalità, luogo, data, testimoni con nome e cognome)

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PERSONE indicate quali AUTORI del fatto o situazione di rischio

(con indicazione delle generalità e di ogni elemento utile alla loro identificazione, ad esempio: parente, amico, vicino di casa, conoscente…)

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ALLEGATI

(relazioni, segnalazioni pregresse, elaborati dello studente riconducibili alla vicenda, comunicazioni scuola/famiglia, eventuali certificati medici e quanto altro utile alla ricostruzione dei fatti)

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LUOGO DATA

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FIRMA

Il Dirigente Scolastico

Contributo della Dott.ssa Paola Perlini.

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