Le voci dei David di Donatello

Le voci dei David di Donatello

Articolo di Ferdinando Pacileo

Ai David di Donatello di quest’anno non si è parlato solo di premi, abiti eleganti e film. A salire sul palco, infatti, non sono stati solo attori, ma persone. Tanti artisti hanno usato i loro momenti di visibilità per dire qualcosa di più, per lanciare messaggi su temi importanti che toccano tutti: lavoro, parità, cultura, giustizia.

Paola Cortellesi, che ha vinto con “C’è ancora domani”, ha fatto ridere con la sua solita ironia, ma dietro le battute si capiva che il suo discorso aveva un peso. Quando ha detto “è tutto un magna magna, ci sono sempre i soliti, sempre le stesse facce”, ha fatto ridere la sala, ma il messaggio era chiaro: il cinema italiano deve aprirsi di più, dare spazio a chi ha qualcosa da dire, anche se è nuovo, anche se è fuori dai soliti giri.

Un altro momento forte è stato quello di Michele Riondino, premiato per “Palazzina Laf”, un film che racconta una storia vera di soprusi sul lavoro. Riondino, che viene da Taranto, ha detto che “noi siamo cresciuti con l’idea che non ci sia altro che la fabbrica”, ma che anche il cinema “dà lavoro e dà ricchezza”. È stato un modo per dire che la cultura può essere un’alternativa concreta, soprattutto nei posti dove sembra che non ci sia altra scelta.

Con lui anche Elio Germano, che ha vinto come miglior attore non protagonista nello stesso film, ha parlato chiaro: “è un film molto attuale che parla di lavoro, tema che sembra dimenticato oggi dal cinema”. Ed è vero, troppo spesso il cinema si allontana dai problemi reali delle persone.

Un altro discorso che ha colpito è stato quello di Francesco Di Leva, che ha voluto mandare un saluto ai ragazzi del teatro NEST, a Napoli, dove lui lavora con i giovani del quartiere. Ha detto “in questo momento ci sono 60 ragazzi che ci stanno guardando”. In poche parole, ha fatto capire quanto il teatro possa essere una possibilità vera per tanti ragazzi, non solo un sogno.

Quello che si è visto durante la serata dei David è che oggi gli attori non vogliono solo recitare, ma anche raccontare, denunciare, costruire. Vogliono usare la loro voce per parlare delle cose che contano. E questo, forse, è proprio il bello del cinema e del teatro: quando non si limitano a intrattenere, ma ci fanno pensare un po’ di più.

Resta sempre aggiornato su https://scuolaconsulting.com/news/

Lascia un commento