Edito da Neri Pozza, Le ragazze di Urania Cottage è il quarto romanzo di Stacey Halls, scrittrice e giornalista originaria del Lancashire, di cui vi proponiamo la nostra recensione.
Immerso nella campagna inglese, Urania Cottage accoglie le ragazze “perdute” che desiderano lottare per riavere la loro vita e libertà indietro.
Siamo nella Londra del 1847, Charles Dickens è uno scrittore affermato e si occupa di aiutare le persone meno fortunate.
La sua attività di beneficenza lo porta a intrecciare la sua strada con la ricca Angela Burdett-Coutts, ricca ereditiera che non si è mai sposata e vive con la sola compagnia della sua dama di compagnia e del di lei marito.
Ad Angela, Dickens parla del suo progetto di ideare una casa-rifugio per le “fallen women”, le donne della classe operaia cadute in disgrazia, prive di aiuti o protezione e che sono finite in prigione perché la loro vita ha preso una brutta e inaspettata piega.
Nasce così Urania Cottage, un luogo realmente esistito, che Dickens cercò di tenere segreto affinché la stampa non vi si fiondasse in cerca della prossima storia da raccontare
Nelle sue mura, tra stanze riccamente arredate e dotate di ogni comfort, si muovono alcuni personaggi che cercano un riscatto e di riprendere in mano le redini della propria vita.
La prima protagonista che incontriamo è Martha.
Ispirata a un personaggio che appare in David Copperfield, il cui destino si intreccia saldamente non solo con quello delle altre compagne.
Josephine e Annie in particolare, ma anche con la misteriosa e ricca Miss Burdett-Coutts.
Donne all’apparenza diversissime.
Da un lato tre giovani sfortunate, dall’altro una ricca ereditiera che cerca di aiutarle.
Eppure, nel proseguimento della storia scritta da Stacey Halls, scopriamo che il gioco di specchi da lei messo in piedi riflette una realtà molto più complessa.
Il romanzo, infatti, tratteggia molto bene le difficoltà dell’essere una donna nella Londra vittoriana
Le sfide, i pregiudizi a cui le donne sono sottoposte.
Lo stigma dell’essere una “fallen woman”, un appellativo che si marchia a fuoco nella pella e impedisce di poter davvero vivere:
“Dicono che siamo cadute in disgrazia, ma non è che da un giorno all’altro siamo precipitate nell’abisso: succede poco per volta. Loro credono che basti un momento di debolezza, che abbiamo ceduto a una seduzione, come se ci portassimo dentro una piccola cassaforte preziosissima. Ma non è mai una cosa sola. Non è questione di un attimo. Sono tante perdite, tante morti, una dietro l’altra”
Dal romanzo emerge chiaramente il giudizio morale che pesa sulle protagoniste
Le sfumature della violenza subita, il potere che esercitano gli uomini e le gabbie in cui la società costringe le protagoniste a vivere.
Anche Angela, ricca ereditiera che potrebbe apparire come la perfetta controparte di Martha, Josephine e Annie, è in realtà altrettanto vittima.
Non ha la libertà che desidera, è obbligata dal suo status di nascita a rispettare determinate regole e subisce la violenza maschile come altre donne di estrazioni sociale molto diversa dalla sua.
Oltre a denunciare un sistema che è iniquo verso le donne e non le tutela come dovrebbe, Le ragazze di Urania Cottage è anche una ricostruzione minuziosa e ben costruita della Londra vittoriana, ma anche del progetto di Dickens.
Urania Cottage nasceva da buone intenzioni, eppure, dieci anni dopo la sua apertura, fu chiuso.
Un progetto benefico, certo, ma su cui l’ombra di un controllo di stampo patriarcale pendeva fin troppo chiara.
Il romanzo di Stacey Halls pone interrogativi anche sulla natura e i metodi del fare beneficenza
Un atto di altruismo o un modo per ottenere un personale tornaconto, mantenendo comunque una facciata di perbenismo?
Lo sottolinea bene un un dialogo tra Angela e Mrs Holdsworth, la direttrice del cottage:
“Voi credete che basti aprire i cordoni della borsa, rifornire la dispensa, comprare libri e insegnare alle ragazze a suonare la chitarra, ma la cosa di cui hanno più bisogno è che noi dimostriamo loro fiducia, affetto e pazienza […] Venire a prendere il tè con loro una volta alla settimana serve soltanto a sottolineare la distanza che vi separa”.
Raccontando la storia seguendo quattro punti di vista diversi e adottando uno stile pulito, privo di fronzoli, ma non per questo parco di descrizioni accurate e interessanti.
Le ragazze di Urania Cottage è una lettura che offre diversi spunti di riflessione, non tutti poi adeguatamente approfonditi e con un finale forse non completamente adeguato, ma che vi saprà trasportare nella Londra vittoriana e vi farà assaporare le atmosfere dell’epoca.
Articolo di Maria Castaldo
Resta sempre aggiornato su https://scuolaconsulting.com/news/

