Lavoro. In Europa si sperimenta la settimana corta ma non tutti sembrano d’accordo.
Lavoro. Le ore di lavoro settimanali sono al centro del dibattito europeo. Da un lato si sperimenta la settimana corta, dall’altro c’è chi, invece, aumenta i giorni. Come districarsi all’interno di questo ragionamento?
Non c’è una risposta univoca, ovviamente, e i paesi in questione rispondono a delle necessità soggettive.
Il Portogallo, ad esempio, ha sperimentato la settimana lavorativa da 4 giorni.
Oltre mille lavoratori, per i sei mesi di esperimento voluti dal governo, hanno provato la settimana corta.
Sono state selezionate aziende e realtà che non avevano mai sperimentato riduzioni di orario lavorativo o flessibilità dello stesso.
Le soluzioni adottate sono state diverse, da una riduzione delle 40 ore a 32, alla scelta di alternare settimane da 4 giorni lavorativi a settimane da 5.
Il risultato è stato generalmente positivo.
La volontà generale è quella di continuare con questo nuovo sistema.
I dipendenti hanno migliorato la gestione di lavoro e stress e le aziende hanno avuto un aumento della produttività.
La Grecia si è mossa nella direzione opposta.
Alle aziende viene data la possibilità di aggiungere nei contratti un giorno di lavoro in più pagato il 40% in più al fine di eliminare la pratica degli straordinari pagati a nero.
Ovviamente non solo questi due paesi hanno provato a adottare politiche nuove riguardo le ore lavorative e tanti sono stati gli esperimenti di questi anni.
Anche in Italia si sta discutendo da tempo su questa situazione.
Quello che emerge dai dati sinora raccolti è che si sta avvicinando il momento di legiferare in materia e prendere decisioni unitarie in tema.
Non una situazione semplice ma una emergente necessità generale.
Articolo di Raffaele Francesco D’Antonio.
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