Il Dott. Pietro Netti nel suo odierno contributo approfondisce la tematica: “La restituzione dei dati INVALSI 2024 alle istituzioni scolastiche ed il loro utilizzo per il miglioramento dell’azione educativa e didattica”.
Le rilevazioni nazionali INVALSI sono state introdotte nel 2007 per valutare in modo oggettivo i risultati del sistema scolastico italiano. Per la scuola primaria, le prove vengono somministrate agli studenti delle classi seconde e quinte, indicate da INVALSI come grado 2 e 5.
Nella scuola secondaria di primo grado, le prove si svolgono nelle classi terze (grado 8), mentre nella secondaria di secondo grado interessano le classi seconde e quinte (grado 10 e 13).
Tutti gli studenti devono affrontare una prova di Italiano e una di Matematica.
Inoltre, quelli dell’ultimo anno della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado sostengono anche due prove di Inglese, una relativa alla comprensione dell’ascolto (listening) e una alla comprensione della lettura (Reading).
I risultati della Rilevazione INVALSI 2024 hanno fornito, come di consueto, un ampio e dettagliato panorama informativo, evidenziando aspetti decisamente positivi per il nostro sistema educativo nell’anno scolastico appena concluso.
Un elemento di spicco è la significativa riduzione della dispersione scolastica implicita, che quest’anno ha raggiunto il valore più basso mai registrato.
Questo risultato si aggiunge ai progressi ottenuti nella lotta contro l’abbandono scolastico, come confermato dai dati ISTAT.
Queste informazioni sono gratificanti e riconoscono gli sforzi profusi dal sistema educativo; tuttavia, è cruciale riflettere su cosa sia realmente importante che i nostri ragazzi apprendano dopo aver garantito la loro permanenza a scuola.
Le informazioni emerse dalle Prove INVALSI evidenziano come queste rilevazioni possano avere numerose applicazioni oltre quelle solitamente discusse nel dibattito pubblico.
I dati relativi a ciascuna scuola si rivelano preziosi per docenti e dirigenti, poiché consentono di valutare l’efficacia scolastica e di attuare eventuali miglioramenti.
Inoltre, possono fornire indicazioni agli studenti al momento della scelta della scuola da frequentare.
Un aspetto particolarmente significativo è l’analisi delle performance degli studenti in relazione al loro background socio-economico e culturale, il che potrebbe fornire spunti per promuovere il cosiddetto ascensore sociale.
Infatti, il livello di istruzione e le competenze acquisite sono elementi chiave per l’ingresso e l’inclusione nel mondo del lavoro e della società.
Risultati insufficienti segnalano un campanello d’allarme poiché indicano che un numero considerevole di studenti, soprattutto in alcune realtà familiari e territoriali, non riesce a ottenere risultati adeguati, limitando le loro prospettive future.
Questo rappresenta una problematica non solo per gli individui coinvolti, ma per l’intera società, data la possibilità di effetti negativi come l’esclusione sociale, la disoccupazione e la compromissione della stabilità democratica.
Ciò può portare a una cittadinanza più vulnerabile, sia dal punto di vista politico che nell’accesso all’informazione.
Pertanto, sarebbe estremamente utile sfruttare appieno i dati INVALSI disponibili per affrontare efficacemente questi rischi e coordinare meglio le azioni necessarie.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo del Dott. Pietro Netti.
La restituzione dei dati INVALSI 2024 alle istituzioni scolastiche ed il loro utilizzo per il miglioramento dell’azione educativa e didattica
Da qualche giorno tutte le istituzioni scolastiche di ogni livello hanno la possibilità di accedere ai propri dati della Rilevazione nazionale 2024 attraverso l’area riservata sul sito www.invalsi.it.
Quest’anno sarà introdotta una nuova piattaforma per la restituzione dei risultati, che affiancherà quella attuale e la sostituirà in futuro.
Per facilitare un uso più esteso dei risultati a sostegno dell’organizzazione delle attività didattiche prima dell’inizio dell’anno scolastico, l’INVALSI ha reso disponibili i risultati delle Prove 2024 a oltre 12.000 istituti.
Il personale scolastico, accedendo all’area riservata sul sito www.invalsi.it, potrà visualizzare i dati dei propri studenti e confrontarli con quelli delle Rilevazioni passate. La nuova piattaforma di restituzione dei dati INVALSI porterà con sé diversi benefici:
- offrire una maggiore quantità di informazioni per le scuole;
- consentire un approfondimento su vari argomenti legati alle Rilevazioni nazionali;
- permettere un’interazione più ricca e un’esperienza di navigazione personalizzata sul sito.
Questo nuovo strumento sarà disponibile per le scuole nelle prossime settimane e, oltre ai dati già noti, introdurrà contenuti inediti come il dato sulla dispersione scolastica implicita e quello riguardante l’eccellenza scolastica.
Sarà anche possibile aggregare i risultati, non solo per classe o istituto, ma anche per plesso scolastico.
La lettura dei dati sarà semplificata grazie all’uso di grafici, e la comprensione sarà facilitata dall’associazione dei valori a colori per indicare se un dato è positivo o negativo.
Inoltre, tutti i dati saranno facilmente esportabili per facilitarne la condivisione durante le riunioni collegiali.
L’esperienza utente sarà ulteriormente arricchita dalla presenza di brevi spiegazioni e nuovi tutorial aggiornati.
Rilevazioni INVALSI: cosa sono e come funzionano
Le rilevazioni nazionali INVALSI sono state introdotte nel 2007 per valutare in modo oggettivo i risultati del sistema scolastico italiano.
Per la scuola primaria, le prove vengono somministrate agli studenti delle classi seconde e quinte, indicate da INVALSI come grado 2 e 5.
Nella scuola secondaria di primo grado, le prove si svolgono nelle classi terze (grado 8), mentre nella secondaria di secondo grado interessano le classi seconde e quinte (grado 10 e 13).
Tutti gli studenti devono affrontare una prova di Italiano e una di Matematica. Inoltre, quelli dell’ultimo anno della scuola primaria e della secondaria di primo e secondo grado sostengono anche due prove di Inglese, una relativa alla comprensione dell’ascolto (listening) e una alla comprensione della lettura (Reading).
Per garantire una corretta comparabilità dei risultati, a differenza delle analisi delle prove del primo ciclo, nella secondaria di secondo grado sono state introdotte differenziazioni in base agli indirizzi di studio, come licei classici, scientifici e linguistici, altri licei, istituti tecnici e professionali.
La scala di valutazione sviluppata da INVALSI per le prove di Italiano e Matematica è suddivisa in 5 livelli, che variano secondo il grado scolastico e la materia (una descrizione dettagliata è disponibile on line).
I livelli 1 e 2 identificano risultati non conformi ai traguardi attesi per il grado scolastico, mentre il livello 3 indica risultati adeguati alle aspettative delle Indicazioni nazionali; i livelli 4 e 5, infine, segnano il raggiungimento dei traguardi di apprendimento più elevati.
Gli esiti delle prove di Inglese sono invece espressi secondo la scala del QCER (Quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue), utilizzando i livelli pre-A1, A1 e A2 per il terzo anno della secondaria di primo grado e B1 e B2 per l’ultimo anno della secondaria di secondo grado.
Il livello atteso al termine del secondo ciclo d’istruzione è il B2, sia per la prova di comprensione della lettura (reading) sia per quella di ascolto (listening).
I dati delle Prove INVALSI 2024
I risultati della Rilevazione INVALSI 2024 hanno fornito, come di consueto, un ampio e dettagliato panorama informativo, evidenziando aspetti decisamente positivi per il nostro sistema educativo nell’anno scolastico appena concluso.
Un elemento di spicco è la significativa riduzione della dispersione scolastica implicita, che quest’anno ha raggiunto il valore più basso mai registrato.
Questo risultato si aggiunge ai progressi ottenuti nella lotta contro l’abbandono scolastico, come confermato dai dati ISTAT.
Queste informazioni sono gratificanti e riconoscono gli sforzi profusi dal sistema educativo; tuttavia, è cruciale riflettere su cosa sia realmente importante che i nostri ragazzi apprendano dopo aver garantito la loro permanenza a scuola.
Gli sforzi volti a promuovere l’apprendimento, evidenziati dai risultati positivi a tutti i livelli scolastici – dalla scuola primaria alla secondaria di primo e secondo grado – mirano a garantire che tutti gli studenti sviluppino solide competenze in Matematica, Italiano e Inglese.
Questo è fondamentale poiché rappresenta una condizione imprescindibile per accedere alle competenze digitali, sempre più rilevanti.
L’aumento delle competenze nei nostri studenti, testimoniato dai dati, è cruciale anche per raggiungere l’obiettivo di un sistema educativo realmente inclusivo, ossia aumentare il numero di giovani che ottengono risultati buoni o eccellenti.
Un aspetto da tenere in considerazione è l’eterogeneità dei risultati a livello territoriale.
È evidente, infatti, che persistono i divari regionali, che devono essere affrontati in tutte le loro forme, non solo tra Nord e Sud, ma anche all’interno delle aree con performance generalmente migliori.
Questa situazione richiede un rinnovato impegno per contrastare le differenze, pur riconoscendo che si osserva una crescita in tutte le regioni del Paese, testimonianza della dinamicità di un sistema scolastico che investe risorse ed energie nel miglioramento.
Un ulteriore aspetto positivo è rappresentato dai risultati in costante crescita nell’apprendimento dell’Inglese.
Queste evidenze offrono messaggi promettenti sulla capacità della nostra scuola di evolversi e migliorare, affrontando con spirito proattivo le sfide ancora da superare.
Entrando maggiormente nel dettaglio, i risultati della scuola primaria mostrano segnali di crescita, seppure modestamente, in Italiano e Matematica per gli studenti di II primaria. In Italiano, il 67% degli studenti ha raggiunto almeno il livello base, mentre in Matematica la percentuale sale al 67%, rispetto al 64% registrato nel 2023.
Per gli studenti di V primaria, i risultati sono più variegati: il 75% ha raggiunto almeno il livello base in Italiano, il 68% in Matematica, e in Inglese si osserva una crescita notevole, con il 95% che ha raggiunto il livello A1 nella prova di lettura e l’86% in quella di ascolto.
Nella scuola secondaria di primo grado, i risultati mostrano una stabilità in Italiano e Matematica, con il 60% dei ragazzi che ha ottenuto risultati adeguati in Italiano e il 56% in Matematica.
Per quanto riguarda l’Inglese, i risultati sono in netto miglioramento: l’82% degli studenti ha raggiunto il livello A2 nella prova di lettura, mentre il 68% ha raggiunto lo stesso livello nella prova di ascolto.
Tuttavia, ci sono ancora ampie differenze territoriali, con il Sud e le Isole che evidenziano percentuali significativamente più basse.
Per la scuola secondaria di secondo grado, i risultati sono stati incoraggianti.
Nel secondo anno, il 62% degli studenti ha raggiunto almeno il livello base in Italiano, mentre il 55% lo ha fatto in Matematica.
Nell’ultimo anno, il 56% degli studenti ha raggiunto almeno il livello base in Italiano, il 52% in Matematica e il 60% ha raggiunto i traguardi in Inglese nella prova di lettura, mentre il 45% ha raggiunto il livello nella prova di ascolto.
Anche in questo caso, le differenze territoriali rimangono significative, ma si registra un progresso rispetto agli anni precedenti.
La dispersione scolastica
Nonostante i tassi di dispersione scolastica siano ancora elevati, l’Italia ha compiuto risultati significativi, passando da oltre il 25% all’inizio del secolo al 10,5% nel 2023, secondo un dato recentemente reso pubblico da ISTAT.
Inoltre, analizzando i dati INVALSI, si può stimare che considerando solamente le fasce di età referenti (18-20 anni) per il calcolo della dispersione scolastica (18-24 anni), si può considerare raggiunto l’obiettivo fissato dal PNRR per il 2025 (10,2%), e molto vicino anche al target della Commissione Europea per il 2030 (9%).
Grazie ai dati disponibili, è possibile stimare la dispersione scolastica implicita, ovvero la percentuale di studenti che completano il percorso scolastico senza aver acquisito le competenze fondamentali.
Nel 2024, questa percentuale è scesa al 6,6%, il valore più basso registrato sinora dal 2019.
Inoltre, la quota di studenti considerati accademicamente eccellenti è aumentata dal 13,3% nel 2023 al 15,1% nel 2024. Grazie al miglioramento generale dei risultati delle prove nell’ultimo anno della scuola secondaria di secondo grado, nel 2024 solo due regioni italiane (Campania e Sardegna) superano il 10% di dispersione.
Saper leggere i dati oltre i risultati
Ogni anno, il dibattito sui livelli di preparazione degli studenti italiani in occasione delle Prove INVALSI riempie le cronache, mentre molte informazioni preziose rimangono sottovalutate e trascurate.
Questi dati potrebbero fornire una visione più completa per migliorare il nostro sistema scolastico. Cerchiamo di analizzare questi dati “dimenticati”.
Come ogni anno, le Prove INVALSI, utilizzate in Italia per valutare a livello nazionale i risultati degli studenti della scuola primaria e secondaria in materie chiave per l’apprendimento, sono al centro di ampie discussioni.
Tuttavia, non tutti conoscono i dettagli di queste prove e, in particolar modo, quali informazioni oltre ai punteggi siano disponibili per l’analisi.
È fondamentale considerare come questi dati possano essere utili per andare oltre i semplici traguardi legati ai risultati numerici.
Esistono, infatti, vari dati di INVALSI poco conosciuti e raramente sfruttati, che potrebbero risultare utili per perseguire almeno tre importanti obiettivi: comprendere l’impatto del sistema scolastico sulla formazione degli studenti; valutare le competenze acquisite; approfondire i profili socio-economici e culturali degli studenti in relazione alle scuole frequentate e ai risultati ottenuti.
Vediamo come sfruttare al meglio queste informazioni per un miglioramento globale del sistema educativo.
Oltre i punteggi: i dati raccolti dall’INVALSI
Anche se non è ampiamente conosciuto, come già accennato, INVALSI non si limita a raccogliere i punteggi delle prove finali, ma acquisisce anche dati significativi riguardanti il background familiare degli studenti.
Questo permette di misurare l’influenza di fattori extrascolastici sull’apprendimento e di valutare il contributo specifico fornito dalla scuola.
Il risultato ottenuto da ciascuno studente può essere analizzato in due parti. La prima è influenzata da condizioni esterne, ovvero fattori esogeni sui quali la scuola non ha un controllo diretto (come il contesto sociale generale, l’origine sociale degli studenti, e la preparazione precedente degli allievi).
La seconda parte è il risultato dell’effetto scuola, ossia dell’insieme di azioni e strategie implementate dalla scuola per promuovere l’apprendimento (incluse scelte didattico-metodologiche e l’organizzazione scolastica).
I dati forniti da INVALSI si possono raggruppare in tre categorie:
- risultati osservati, ovvero i punteggi ottenuti dagli studenti nelle prove standardizzate nazionali;
- dati relativi al background socioeconomico e culturale degli studenti (tramite l’indicatore ESCS);
- effetto scuola sugli apprendimenti.
A differenza dei risultati delle indagini campionarie – che sono pubblici e accessibili a tutti – i dati INVALSI specifici per ciascuna scuola possono essere visualizzati e scaricati esclusivamente da determinate figure professionali all’interno dell’istituto (come il dirigente scolastico, il referente per la valutazione, i docenti delle classi che hanno sostenuto le prove, i docenti d’istituto e il presidente del Consiglio d’istituto).
Accedendo all’area riservata in base al proprio ruolo, queste figure possono visualizzare tutte le tabelle e i grafici pertinenti.
I dati restituiti alle scuole sono consultabili in modo completo solo dal dirigente scolastico e dal referente per la valutazione, mentre i docenti d’istituto e il presidente del Consiglio d’istituto possono accedervi parzialmente.
Tuttavia, accedendo al portale “Scuola in Chiaro” si può selezionare la scuola di interesse e visualizzare alcuni dati disponibili.
Non è garantito che tutti i dati siano stati raccolti; ad esempio, l’effetto scuola è fornito solo se ci sono dati adeguati disponibili, solitamente sopra il 50%, che sono forniti dalle segreterie durante l’iscrizione o dagli studenti attraverso i questionari, sia per l’anno in corso che per quelli scolastici precedenti.
Le informazioni su studenti e famiglie
Un altro strumento poco conosciuto associato a INVALSI è l’indicatore ESCS – Economic, Social and Cultural Status, che descrive la situazione sociale, economica e culturale delle famiglie degli studenti partecipanti alle Prove INVALSI. Questo indicatore è composto da tre elementi:
- lo status occupazionale dei genitori;
- il livello di istruzione dei genitori secondo le scale internazionali ISCED;
- la disponibilità di alcuni beni materiali, considerati indicatori di un contesto economico-culturale favorevole all’apprendimento (ad esempio, la presenza di uno spazio tranquillo per studiare, una scrivania per fare i compiti o una libreria fornita).
Un indice ESCS definito “basso” o “medio-basso” indica un background socioeconomico e culturale inferiore alla media, mentre un indice “alto” o “medio-alto” suggerisce un livello sopra la media.
L’ESCS è rilevante perché consente di approfondire il contesto di provenienza degli studenti, permettendo di esaminare se determinate scuole o indirizzi educativi abbiano caratteristiche specifiche legate alla classe sociale di appartenenza, oltre a valutare come i risultati variano in base a tale classe.
Ad esempio, nelle rilevazioni 2023 relative agli studenti al termine del secondo ciclo d’istruzione, si è osservato che gli alunni eccellenti provengono in maggioranza da un contesto con un ESCS superiore alla media, e che sono più presenti tra coloro che possiedono la cittadinanza italiana e fra quelli con un background avvantaggiato.
Inoltre, l’ESCS consente di interpretare i risultati delle prove in modo diverso, spostando l’attenzione dai traguardi verso la provenienza degli studenti.
Questo indicatore socio-economico e culturale è utile per misurare il contributo della scuola nel miglioramento delle capacità degli alunni.
Sottraendo l’influenza del background dai risultati ottenuti, è possibile osservare il lavoro svolto dalla scuola nel formare gli studenti, richiamando l’attenzione su quell’effetto scuola di cui si dovrebbe parlare con maggiore attenzione.
Quanto conta l’azione della singola istituzione scolastica
L’effetto scuola, come già accennato, rappresenta il contributo netto che le scuole offrono all’apprendimento dei propri studenti.
In altre parole, “depura” i risultati ottenuti dagli effetti del background degli studenti e dalla preparazione pregressa nelle materie misurate all’ingresso in un determinato istituto.
Questo effetto può essere calcolato per ogni materia, classe e scuola che partecipa alla rilevazione.
Se l’effetto scuola risulta positivo, significa che, al netto delle caratteristiche della popolazione studentesca, la scuola ha un’efficacia superiore rispetto a quella riscontrata a livello nazionale in istituti con una popolazione simile.
In altre parole, “sta facendo un buon lavoro” nel favorire l’apprendimento degli studenti; se l’effetto è pari a quello nazionale, indica un’efficacia sostanzialmente equivalente alla media, e quindi le differenze nei punteggi osservati tra la scuola e la media nazionale sono principalmente attribuibili alle caratteristiche della popolazione studentesca dell’istituto in questione; infine, un effetto negativo segnala che la scuola ottiene risultati inferiori rispetto a scuole simili.
In questo modo, l’effetto scuola diventa uno strumento prezioso per valutare se un’istituzione scolastica sta realmente contribuendo alla formazione dei suoi studenti.
Cosa può fare ciascuna istituzione scolastica
La scuola ha un ruolo cruciale nella riduzione della variabilità tra le classi, in particolare tra le classi parallele dello stesso plesso o di plessi limitrofi. Il dirigente scolastico insieme ai docenti possono dedicarsi con attenzione alla formazione delle classi e alla composizione dei team di insegnanti assegnati.
È importante che ogni dirigente si ponga questa domanda: se mio figlio o mia figlia fosse inserito in questa scuola, posso realmente affermare che qualsiasi classe sarebbe altrettanto favorevole per lui/lei?
Troverebbe compagni con caratteristiche simili in ogni classe e insegnanti con competenze professionali e qualità umane comparabili?
È inoltre fondamentale affrontare le differenze socio-economiche tra gli alunni, un compito ambizioso e riconoscentemente impegnativo.
Per questo scopo, l’uso dei microdati forniti annualmente da INVALSI può rivelarsi estremamente utile.
Può risultare utile identificare gli alunni che si trovano al di sotto di un certo punteggio rispetto alla media.
È possibile iniziare a supportare gli alunni più a rischio, ampliando eventualmente il gruppo in base alle risorse disponibili.
Dopo aver identificato questi alunni con maggiori difficoltà, si può offrire a loro e alle loro famiglie un sostegno mirato.
È probabile che alcune famiglie non siano in grado di intervenire in modo efficace; in questi casi, la scuola può organizzare attività di recupero che non richiedano supporto familiare, utilizzando le risorse disponibili: alla fine del primo quadrimestre, si valuterà se l’intervento debba continuare per l’intero anno scolastico o meno.
Cosa può fare ciascun docente
Le iniziative di recupero mirato della scuola, menzionate precedentemente, risultano più efficaci se accompagnate da azioni simili adottate dal team di insegnanti della classe e da interventi compensativi da parte di ciascun docente.
È fondamentale tenere conto del diverso supporto che gli alunni più fragili possono ricevere dalle loro famiglie.
Gli studenti privi di figure di supporto a casa dovrebbero ricevere aiuto in classe, in modo equilibrato sia nella quantità che nella qualità.
Questo compito è certamente complesso e, a volte, può risultare frustrante, poiché non sempre si ottengono i risultati desiderati.
Tuttavia le risorse della scuola e del territorio dovrebbero essere indirizzate principalmente in questa direzione.
Sarebbe opportuno, infatti, destinare delle risorse per garantire un supporto mirato e tempestivo agli studenti, fin dai primi segnali di difficoltà.
Le prove INVALSI sono utili, e in particolare pensate, per questo scopo.
Considerazioni finali
Le informazioni emerse dalle Prove INVALSI evidenziano come queste rilevazioni possano avere numerose applicazioni oltre quelle solitamente discusse nel dibattito pubblico.
I dati relativi a ciascuna scuola si rivelano preziosi per docenti e dirigenti, poiché consentono di valutare l’efficacia scolastica e di attuare eventuali miglioramenti.
Inoltre, possono fornire indicazioni agli studenti al momento della scelta della scuola da frequentare.
Quando si analizzano i dati nel contesto delle politiche sociali ed educative, emerge un rilevante insieme di informazioni che permette di esaminare variazioni nei risultati in base a diversi fattori, come l’età, la localizzazione e le tipologie di indirizzi scolastici.
Un aspetto particolarmente significativo è l’analisi delle performance degli studenti in relazione al loro background socio-economico e culturale, il che potrebbe fornire spunti per promuovere il cosiddetto ascensore sociale.
Infatti, il livello di istruzione e le competenze acquisite sono elementi chiave per l’ingresso e l’inclusione nel mondo del lavoro e della società.
Risultati insufficienti segnalano un campanello d’allarme poiché indicano che un numero considerevole di studenti, soprattutto in alcune realtà familiari e territoriali, non riesce a ottenere risultati adeguati, limitando le loro prospettive future.
Questo rappresenta una problematica non solo per gli individui coinvolti, ma per l’intera società, data la possibilità di effetti negativi come l’esclusione sociale, la disoccupazione e la compromissione della stabilità democratica.
Ciò può portare a una cittadinanza più vulnerabile, sia dal punto di vista politico che nell’accesso all’informazione.
Pertanto, sarebbe estremamente utile sfruttare appieno i dati INVALSI disponibili per affrontare efficacemente questi rischi e coordinare meglio le azioni necessarie.

