La fine dei Cinecomic

Articolo di Ferdinando Pacileo

Per anni, Marvel e DC hanno dominato il cinema mondiale con i loro supereroi. Ogni film era un evento, ogni trailer faceva milioni di visualizzazioni in poche ore. Ma da qualche tempo le cose sono cambiate: i numeri calano, le critiche aumentano, e il pubblico sembra stanco.

Dopo il trionfo di “Avengers: Endgame” nel 2019, la Marvel ha continuato a produrre film e serie a ritmo serrato. Ma da allora, qualcosa si è rotto. Pellicole come “Ant-Man and the Wasp: Quantumania” o “The Marvels” sono state accolte con freddezza, sia dal pubblico che dalla critica. Quest’ultimo, in particolare, è stato un disastro: con un budget di oltre 270 milioni di dollari, ne ha incassato poco più di 200, registrando una delle peggiori performance della storia Marvel.

Il problema è che gli Studios si sono convinti che bastasse il nome “Marvel” o “DC” per attirare le persone in sala. Ma i fan non sono stupidi, si aspettano storie coinvolgenti, personaggi credibili, non solo effetti speciali e battute.

DC è stata la prima a provare a cambiare rotta. “The Batman” di Matt Reeves (2022) ha segnato un ritorno a un tono più cupo, intimo, quasi noir. Si è ripartiti da Gotham, un film autoriale, scollegato dal resto del “multiverso”, che ha dato nuova vita a un personaggio noto. È stato un successo di critica e di pubblico, dimostrando che si può fare un cinecomic senza seguire sempre la solita formula.

Ora la DC rilancia con il nuovo “Superman” (2025), diretto da James Gunn. Si tratta di un reboot completo, con un Clark Kent giovane, umano, che cerca il suo posto nel mondo. Meno muscoli, più anima. Gunn ha dichiarato di voler mettere al centro “la verità, la giustizia e la gentilezza”. Un ritorno all’essenza del personaggio, con uno stile più personale.

Anche la Marvel sembra aver capito che serve una svolta. Con “Thunderbolts” e “Fantastic Four”. Il primo, ispirato a un team di antieroi, promette toni più cupi e complessi, simili a quelli di uno studio indipendente. Il secondo, invece, punta su una delle squadre più amate dei fumetti, con una nuova interpretazione fresca e più “familiare”, lontana dai toni esagerati del passato.

Secondo alcuni critici, questi film segneranno un ritorno al cinema dei personaggi, dove l’azione è al servizio della storia, e non il contrario. Saranno la prova che anche i supereroi possono crescere?

Dopo anni di eccessi e continui crossover, il pubblico sembra chiedere qualcosa di diverso. Non la fine dei supereroi, ma un loro nuovo inizio. Più attenzione ai dettagli, più cura nei dialoghi, più spazio alle emozioni. Meno universi, più umanità.

Il logo Marvel o DC non basta più a vendere un film. Servono idee, coraggio e soprattutto rispetto per chi guarda. Forse i supereroi torneranno davvero a volare. Ma solo se smetteranno di credere che il pubblico li seguirà comunque.

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