L’Intelligenza Artificiale nella scuola

L'Intelligenza Artificiale nella scuola

La Dott.ssa Giovanna Vazzano si occupa dell’approfondimento di un tema veramente tanto dibattuto in questo momento non solo a scuola ma nella società in generale: “L’Intelligenza Artificiale nella scuola”.

L’intelligenza artificiale potrà trasformare, praticamente, tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’economia.

È quindi naturale che l’IA abbia raggiunto anche le nostre Scuole.

L’IA ha grandi potenzialità trasformative sull’istruzione e la formazione di studenti, insegnanti e personale scolastico.

Potrebbe, ad esempio, contribuire a ridurre l’abbandono scolastico, a compensare le difficoltà di apprendimento e a sostenere gli insegnanti con un apprendimento differenziato o individualizzato attraverso applicazioni per l’apprendimento delle lingue, sintetizzatori vocali di testi o tutor per gli studenti basati sull’IA, solo per citare alcuni esempi.

Il suo utilizzo, in ambito educativo, presenta i seguenti vantaggi:

  • Personalizzazione: grazie alla capacità di analizzare grandi quantità di dati, l’IA può creare percorsi didattici personalizzati per ogni studente.
  • Supporto per gli insegnanti: l’IA può aiutare gli insegnanti nella gestione delle attività quotidiane e nella creazione di materiali didattici innovativi, consentendo loro di dedicare più tempo al rapporto con gli studenti e alla loro crescita personale. 
  • Analisi dell’apprendimento: grazie alla sua capacità di analisi dei dati, l’IA può individuare eventuali difficoltà o lacune nell’apprendimento degli studenti, favorendo un intervento tempestivo e mirato da parte degli insegnanti per evitare ritardi nello studio e contrastare l’abbandono scolastico. 
  • Chatbot e blochchain:  gli assistenti digitali possono essere utilizzati per fornire supporto e risposte immediate agli studenti, creando un ambiente di apprendimento sempre più interattivo e dinamico.

Per realizzare questi obiettivi sono necessarie una corretta governance dello sviluppo e dell’uso delle applicazioni di IA e un’attenzione rivolta al sostegno dell’intervento degli insegnanti.

La scuola deve, tuttavia, investire nella formazione continua del corpo docente, fornendo le competenze necessarie per sfruttare al massimo le potenzialità dell’IA al fine di migliorare sia l’esperienza di apprendimento degli studenti che l’efficienza delle attività didattiche.

È quindi compito della scuola educare i giovani a un uso responsabile e consapevole di questo strumento e adottare misure efficaci per prevenire eventuali abusi o violazioni della privacy.

Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.

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Contributo della Dott.ssa Giovanna Vazzano.

L’Intelligenza Artificiale nella scuola

L’intelligenza artificiale (IA) è l’uso della tecnologia digitale per creare sistemi in grado di svolgere compiti per i quali è comunemente ritenuta necessaria l’intelligenza umana.

L’IA è centrale per la trasformazione digitale della società ed è diventata una delle priorità dell’UE.

Alcuni tipi di intelligenza artificiale esistono da più di 50 anni, ma i progressi nella potenza dei computer, la disponibilità di enormi quantità di dati e lo sviluppo di nuovi algoritmi hanno portato, negli ultimi anni, a grandi balzi in avanti nella tecnologia.

Ci sono tante applicazioni che utilizzano l’intelligenza artificiale, senza che ce ne accorgiamo: motori di ricerca, assistenti intelligenti, chatbot, traduzione automatica, app di navigazione, videogame online e molte altre applicazioni utilizzate nella nostra vita quotidiana impiegano l’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale, ad esempio, è largamente usata per fornire suggerimenti basati su acquisti precedenti, su ricerche e su altri comportamenti registrati online.

I motori di ricerca imparano da un grande numero di dati, forniti dagli utenti, per offrire i risultati di ricerca pertinenti.

Si pensi ad esempio a Amazon.com, famosissimo sito web di e-commerce che “studia” le nostre abitudini e i nostri acquisti online così da proporre la sezione “Consigliato per te”, contenente prodotti di nostro potenziale interesse.

Come non citare Facebook, uno dei più famosi social network utilizzato in tutto il mondo: il suo feed (cioè la bacheca contenente post e notizie) viene costantemente modificato sulla base delle nostre interazioni, ossia dei nostri like, dei nostri commenti e delle nostre visualizzazioni.

Il più utilizzato motore di ricerca, Google, oltre a permetterci di trovare nello sconfinato mondo del web le informazioni di nostro interesse, personalizza i messaggi marketing e le pubblicità che vediamo durante la nostra navigazione sulla base dei gusti, delle esperienze e della conoscenza estrapolata nel corso del nostro utilizzo di tutti gli strumenti della famiglia Google.

I comportamenti “intelligenti” mostrati dalle piattaforme appena citate sono ottenuti proprio grazie ad algoritmi di Intelligenza Artificiale.

Ed ancora

I software di traduzione automatica, basati su testi audio o scritti, usano l’intelligenza artificiale per fornire e migliorare le traduzioni.

I telefoni cellulari usano l’intelligenza artificiale per offrire un prodotto più personalizzato.

Gli assistenti virtuali rispondono alle domande, forniscono suggerimenti e aiutano a organizzare l’agenda di tantissimi possessori di smartphone.

I termostati intelligenti imparano i nostri comportamenti per ottimizzare l’energia.

Ci sono applicazioni di intelligenza artificiale che sono in grado di individuare fake news e disinformazione, analizzando i contenuti dei social media e identificando le parole e le espressioni sospette, perché allarmanti.

Possono così aiutare a capire quali fonti possono essere considerate autorevoli.

Anche se le auto a guida autonoma solo ancora rare, le automobili che guidiamo hanno già alcune funzioni di sicurezza che usano l’intelligenza artificiale.

L’Unione europea ha ad esempio contribuito a finanziare VI-DAS, i sensori che individuano possibili incidenti o situazioni pericolose.

Sul versante della sanità, alcuni ricercatori studiano come usare l’intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati medici e scoprire modelli per migliorare le diagnosi e la prevenzione.

Gli studiosi hanno sviluppato un programma per rispondere alle chiamate di emergenza che riconosce più velocemente un arresto cardiaco rispetto a un operatore umano.

Il progetto cofinanziato dall’UE KConnect ha prodotto strumenti di ricerca testuale multilingue che permettono di trovare più facilmente le informazioni mediche disponibili più pertinenti.

A ben vedere, l’intelligenza artificiale potrà trasformare, praticamente, tutti gli aspetti della vita quotidiana e dell’economia.

È quindi naturale che l’IA abbia raggiunto anche le nostre Scuole.

L’IA ha grandi potenzialità trasformative sull’istruzione e la formazione di studenti, insegnanti e personale scolastico.

Potrebbe, ad esempio, contribuire a ridurre l’abbandono scolastico, a compensare le difficoltà di apprendimento e a sostenere gli insegnanti con un apprendimento differenziato o individualizzato attraverso applicazioni per l’apprendimento delle lingue, sintetizzatori vocali di testi o tutor per gli studenti basati sull’IA, solo per citare alcuni esempi.

Il suo utilizzo, in ambito educativo, presenta i seguenti vantaggi:

  • Personalizzazione: grazie alla capacità di analizzare grandi quantità di dati, l’IA può creare percorsi didattici personalizzati per ogni studente, tenendo conto delle singole esigenze e dei diversi stili di apprendimento. In questo modo, si può garantire un’istruzione più efficace e mirata;
  • Supporto per gli insegnanti: l’IA può aiutare gli insegnanti nella gestione delle attività quotidiane e nella creazione di materiali didattici innovativi, consentendo loro di dedicare più tempo al rapporto con gli studenti e alla loro crescita personale.

L’IA può quindi essere utilizzata per ottimizzare i tempi e le risorse a disposizione, contribuendo a una gestione più efficiente delle attività scolastiche:

  • Analisi dell’apprendimento: grazie alla sua capacità di analisi dei dati, l’IA può individuare eventuali difficoltà o lacune nell’apprendimento degli studenti, favorendo un intervento tempestivo e mirato da parte degli insegnanti per evitare ritardi nello studio e contrastare l’abbandono scolastico;
  • Grazie al Machine Learning, ad esempio, è possibile sviluppare sistemi di valutazione sempre più precisi e affidabili al fine di monitorare il progresso degli studenti e adattare le metodologie didattiche stando al passo con le loro esigenze;
  • Chatbot e blochchain:  gli assistenti digitali possono essere utilizzati per fornire supporto e risposte immediate agli studenti, creando un ambiente di apprendimento sempre più interattivo e dinamico.

Inoltre, la blockchain può essere utilizzata per garantire la validità dei certificati emessi dalle scuole, rendendo il processo di riconoscimento delle competenze degli studenti più trasparente e sicuro.

Queste alcune delle molteplici App che sfruttano l’Intelligenza Artificiale per migliorare il processo di apprendimento/insegnamento:

  • Google Classroom: incorpora funzionalità di Intelligenza Artificiale per semplificare la gestione delle classi, la distribuzione di compiti e la valutazione;
  • Duolingo: questa app utilizza algoritmi di apprendimento automatico per adattare le lezioni di lingua alle esigenze di apprendimento individuali degli studenti. Kahoot!: utilizza l’ IA per creare quiz e giochi educativi coinvolgenti.

Gli insegnanti possono creare facilmente domande personalizzate e gli studenti partecipano utilizzando i loro dispositivi mobili.

  • Socrative: utilizza l’ IA per creare quiz e attività di valutazione interattive. Gli insegnanti possono monitorare istantaneamente le risposte degli studenti e fornire feedback in tempo reale.
  • Grammarly utilizza l’IA per correggere grammatica, punteggiatura e ortografia in tempo reale. È particolarmente utile per gli studenti che desiderano migliorare le loro abilità di scrittura in modo efficace.
  • MurFai: è un’applicazione di Intelligenza Artificiale che utilizza la tecnologia per migliorare l’apprendimento e l’insegnamento delle lingue.

MurFai utilizza il riconoscimento vocale per ascoltare e comprendere ciò che gli utenti dicono.

Questo è utile per praticare la pronuncia e migliorare le abilità di ascolto.

Traduce istantaneamente le frasi pronunciate dagli utenti in diverse lingue.

Offre anche la correzione grammaticale delle frasi pronunciate dagli utenti. Individua errori grammaticali e suggerisce correzioni per migliorare la precisione linguistica.

Dopo che si pronuncia una frase, MurFai fornisce un feedback immediato sulla pronuncia e sulla grammatica che può essere personalizzato in base alle esigenze.

  • Canva: è una piattaforma online di design grafico che consente di creare facilmente poster, volantini, presentazioni, loghi, post per social media e molto altro ancora.

È accessibile da qualsiasi dispositivo con una connessione internet, inclusi computer, tablet e smartphone.

Esiste sia la versione gratuita che quella a pagamento.

Indubbiamente le macchine dell’IAG possono apportare numerosi vantaggi, riducendo la fatica legata ad attività cognitive-razionali di natura ripetitiva.

Si pensi, ad esempio, al caso di un docente che vuole generare una serie di compiti per i suoi studenti, che siano diversi l’uno dall’altro ma sullo stesso argomento e con lo stesso livello di difficoltà.

O al caso di una persona che vuole sintetizzare gli elementi descrittivi di una sua opera in una serie di slide o diapositive per una breve presentazione.

Tuttavia, nonostante le innegabili potenzialità, molti sono, ancora, i dubbi ed i pregiudizi in merito all’IA e ai suoi effetti, a breve e lungo termine, sui nostri sistemi di Istruzione e non mancano motivi di preoccupazione.

Molti temono che i sistemi di IA integreranno, o sostituiranno, in misura sempre maggiore specifiche mansioni svolte da esseri umani.

Si paventa la possibilità che, con il progressivo ampliarsi dell’uso e dell’impatto dell’intelligenza artificiale nel campo dell’istruzione, questi sistemi sminuiranno il ruolo degli insegnanti o arriveranno addirittura a sostituirli.

Invero, anziché sostituire gli insegnanti, l’IA può coadiuvarli nell’attività didattica, permettendo loro di programmare esperienze di apprendimento che consentano ai discenti di essere creativi, di pensare, di risolvere problemi del mondo reale e di collaborare con efficacia, nonché di offrire esperienze di apprendimento che i sistemi di IA da soli non sarebbero in grado di produrre.

L’IA può inoltre automatizzare le mansioni amministrative ripetitive, permettendo ai docenti di dedicare più tempo all’ambiente di apprendimento.

Ci si riferisce ai sistemi, già in uso, per:

  • aggiornare in tempo reale le presenze/assenze;
  • elaborare pagelle elettroniche;
  • gestire il calendario delle lezioni;
  • produrre la certificazione digitale che attesta in modo oggettivo il livello di competenze acquisito.

In tal modo il ruolo degli insegnanti acquisirà probabilmente maggiore importanza e si evolverà insieme alle capacità derivanti dalle innovazioni connesse all’IA nel settore dell’istruzione.

Per realizzare questi obiettivi sono necessarie una corretta governance dello sviluppo e dell’uso delle applicazioni di IA e un’attenzione rivolta al sostegno dell’intervento degli insegnanti.

Il Ministro Valditara ha evidenziato l’importanza del libro cartaceo e della figura del docente, sottolineando che, nonostante l’introduzione delle nuove tecnologie, questi elementi rimarranno centrali nel sistema educativo.

L’intelligenza artificiale, ha precisato il Ministro “è uno strumento al servizio dell’umanità, destinato a supportare, e non a sostituire, il ruolo fondamentale degli insegnanti”.

Un altro pregiudizio è legato alla convinzione che l’IA può produrre nuove forme di disuguaglianza o discriminazione e aggravare quelle già esistenti.

In realtà, se progettata e utilizzata in maniera corretta l’IA può offrire opportunità per migliorare l’accesso e l’inclusione nel lavoro, nell’istruzione e nella vita quotidiana.

L’IA possiede, infatti, un notevole potenziale per offrire risorse didattiche a giovani con disabilità ed esigenze speciali.

Ad esempio le soluzioni basate sull’IA come il sottotitolaggio in tempo reale possono essere d’aiuto alle persone con deficit uditivi, mentre una descrizione audio può offrire un accesso più semplice ed efficace agli ipovedenti.

Ed ancora

Molti di coloro che sono privi di una preparazione informatica si scoraggiano di fronte al gergo tipico dei sistemi di IA e di dati.

Persino per chi possiede una preparazione in materia può rivelarsi arduo comprendere pienamente il modo di funzionamento dell’IA, che è un campo vasto e complesso.

Una delle principali preoccupazioni riguarda la privacy e la sicurezza dei dati.

Come osservato, l’IA si basa sull’analisi di grandi quantità di dati; è fondamentale, dunque, garantire che le informazioni personali degli studenti siano protette e utilizzate in modo responsabile.

Diventa, quindi, sempre più necessario che dirigenti scolastici, educatori e studenti abbiano una conoscenza di base dell’IA e dell’utilizzo dei dati per poter usufruire di questa tecnologia in modo positivo, critico ed etico e sfruttarne appieno le potenzialità e siano, nel contempo, consapevoli dei rischi connessi.

Con l’obiettivo è sfatare pregiudizi diffusi sull’Ia, che potrebbero causare confusione o timori riguardo al suo utilizzo, in particolare nel settore dell’istruzione ed al fine di supportare educatori e insegnanti a comprenderne le potenzialità e sensibilizzarli in merito ai possibili rischi, la Commissione Europea ha elaborato gli “orientamenti etici sull’intelligenza artificiale e sull’utilizzo dei dati nell’insegnamento e nell’apprendimento”.

Tali orientamenti, proponendo metodi volti a sensibilizzare la comunità e a interagire con essa, offrono un sostegno e una guida soprattutto agli insegnanti delle scuole primarie e secondarie con poca, o nessuna, esperienza pregressa nell’utilizzo dell’IA.

Il documento affronta le considerazioni e i requisiti di natura etica, offrendo consigli pratici agli educatori e ai dirigenti scolastici su come pianificare un utilizzo efficace dell’Ia e dei dati nelle scuole.

Ad esempio, gli orientamenti suggeriscono come utilizzare queste tecnologie per adattare l’insegnamento alle abilità di ciascuno studente, o come preparare interventi personalizzati per studenti con esigenze speciali.

Più specificatamente, gli orientamenti intendono:

  • spiegare come utilizzare l’IA nelle scuole;
  • aiutare insegnanti e studenti nell’attività didattica e nell’apprendimento;
  • agevolare i sistemi e le procedure amministrative nei contesti educativi;
  • illustrare i requisiti etici su cui si fondano gli orientamenti.

Gli orientamenti sono stati promossi attraverso il programma Erasmus+ e destinati all’uso nelle scuole di tutta Europa.

Collettivamente, o individualmente, gli insegnanti e i dirigenti scolastici potranno disporre di una solida base per sperimentare e utilizzare maggiormente queste tecnologie in modo coscienzioso, sicuro ed etico.

Nelle scuole, si iniziano a vedere le prime, ma importantissime, applicazioni, come già testimoniato da numerosi progetti “pilota”.

Ad esempio, “AI4T” Artificial Intelligence for and by Teachers – è un progetto pilota europeo nel campo della formazione docenti sull’Intelligenza artificiale, finanziato da Erasmus+ e promosso dalla Commissione europea nell’ambito del Piano d’azione europeo per l’educazione digitale 2021-2027.

La sperimentazione, che coinvolge 350 scuole in Europa e che riunisce nella partnership 17 soggetti, tra cui i Ministeri dell’Istruzione di Francia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Slovenia, nonché Università ed Enti di Ricerca, vede per il nostro Paese il coordinamento del Ministero dell’Istruzione e del Merito e la collaborazione del CNR-ITD e dell’INDIRE.

L’obiettivo del progetto è quello di offrire ai docenti una conoscenza di base dell’intelligenza artificiale; promuoverne un utilizzo positivo, consapevole ed etico nella pratica professionale; ispirare la progettazione e la realizzazione di attività didattiche nel campo dell’educazione digitale.

Per quanto riguarda l’Italia, nella fase pilota, le scuole e i soggetti beneficiari dell’intervento sono state 8 istituzioni scolastiche (8 classi con alunni dai 15 ai 17 anni); 32 docenti (16 docenti STEM e 16 di lingua straniera).

Terminata la fase pilota, la sperimentazione su larga scala ha coinvolto 90 istituzioni scolastiche del secondo ciclo di istruzione, circa 450 docenti di materie STEM e lingua inglese e classi di alunni di età compresa fra i 15 e i 17 anni.

Il progetto ha compreso:

  • l’erogazione di un corso on line, parte in modalità MOOC asincrona, parte in modalità sincrona con sessioni di formazione con esperti;
  • Webinar di confronto e condivisione con gli altri paesi europei;
  • Questionari di valutazione sulle applicazioni proposte, che saranno poi utilizzati per sviluppare raccomandazioni a livello europeo sull’utilizzo della IA nel campo dell’educazione.

Per l’anno scolastico 2023/24, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha promosso diversi contest di rilevanza nazionale sul tema.

Il primo concorso, alla sua seconda edizione, in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti, nell’ambito delle attività del Protocollo d’Intesa, sottoscritto l’11 marzo 2021, è stato rivolto a tutte le scuole del Sistema nazionale e a quelle italiane all’estero.

Il tema proposto: “L’Intelligenza Artificiale, tra sfide e opportunità”.

Le studentesse e gli studenti sono stati invitati a sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale e produrre un elaborato su un argomento di attualità utilizzando gli strumenti propri del giornalismo.

Il lavoro delle scuole ruotava, in particolare, attorno al seguente spunto: “L’Intelligenza Artificiale (IA) è uno strumento affascinante, potente e in rapida ascesa, sempre più utilizzato anche nella vita quotidiana e professionale.

Più nel dettaglio, alle studentesse e agli studenti è stato richiesto di investigarne le molteplici applicazioni, provando:

  • a sperimentare l’Intelligenza Artificiale su uno o più temi di studio/attualità proponendo un elaborato che, cercando di utilizzare gli strumenti propri del giornalismo, metta in evidenza sia le possibilità che le sfide etiche che essa comporta. 

Tale elaborato evidenzia il potenziale dell’IA, ma anche i casi in cui potrebbero venire meno il rispetto dei diritti individuali, la veridicità dei fatti o la completezza delle informazioni.

  • a rispondere, attraverso l’elaborato, a domande critiche: come può l’IA influenzare la società in modo positivo e negativo? In che modo può essere regolamentata per garantire il rispetto dei diritti umani? Qual è il suo impatto sulla nostra percezione della verità e sulla divulgazione delle informazioni?”.

Candidati al premio finale le studentesse e gli studenti che avranno affrontato in maniera originale, creativa e significativa il tema oggetto del bando.

Con la partecipazione al concorso le Istituzioni scolastiche hanno, dunque, coinvolto gli studenti in un ragionamento sull’impatto cognitivo ed emozionale che l’Intelligenza Artificiale ha su ciascuno di loro, sull’importanza di lavorare sulle fonti per accertarne la veridicità e l’attendibilità, sulla verifica dell’uso e cessione dei dati personali forniti, sull’importanza di acquisire una capacità di analisi critica che consenta di orientarsi nella trasformazione digitale in atto, anche attraverso l’utilizzo degli strumenti deontologici del giornalista e la verifica del rispetto di parametri quali la verità dei fatti, la completezza dell’informazione e il rispetto dei diritti della persona.

Dalla consapevolezza che la trasformazione digitale è un processo irreversibile che è necessario governare, è importante riflettere con le studentesse e gli studenti sulle opportunità che può offrire, soffermandosi anche sulle criticità e i rischi di un uso scorretto di determinati strumenti.

Ed ancora

Il contest “L’IA tra i banchi di scuola: idee e progetti per sviluppare competenze trasversali per il futuro”, è stato rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado con l’obiettivo di prevenire i rischi legati ad un uso non consapevole della GenAI, potenziare le conoscenze e le competenze delle studentesse e degli studenti in relazione al tema dell’Intelligenza Artificiale Generativa e cogliere le opportunità che essa può offrire nell’attività didattica.

Il concorso è stato proposto dalla Direzione generale per i fondi strutturali per l’istruzione, l’edilizia scolastica e la scuola digitale in occasione dell’ottava edizione del Mese per la Sicurezza in rete.

L’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo e partecipazione da parte delle scuole: circa 135 le candidature pervenute per un totale di 405 prodotti digitali.

Alla premiazione, che si è svolta il 22 Maggio presso la sala Aldo Moro del Ministero, hanno partecipato anche cariche pubbliche: il Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione Carmela Palumbo e il Direttore generale Gianna Barbieri, Guido Scorza per il Garante per la protezione dei dati personali.

La Commissione preposta ha individuato le tre istituzioni scolastiche vincitrici.

Il 12 giugno si è svolta, invece, la premiazione del concorso “Il nostro futuro insieme all’intelligenza artificiale”, il progetto promosso dal MIM, organizzato da “Programma il Futuro” e realizzato dal Laboratorio Informatica e Scuola del CINI (Consorzio Interuniversitario Nazionale Informatica), con l’obiettivo di diffondere nelle scuole le basi scientifiche dell’informatica e promuovere la cittadinanza digitale consapevole.

A ben vedere, l’introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale promette di rivoluzionare l’istruzione.

La scuola deve, tuttavia, investire nella formazione continua del corpo docente, fornendo le competenze necessarie per sfruttare al massimo le potenzialità dell’IA al fine di migliorare sia l’esperienza di apprendimento degli studenti che l’efficienza delle attività didattiche.

Particolarmente importante è anche l’aspetto etico legato all’utilizzo dell’IA nella scuola.

È fondamentale che gli studenti siano consapevoli delle potenzialità e dei limiti dell’IA, così come delle conseguenze di un uso scorretto o distorto di queste tecnologie.

È quindi compito della scuola educare i giovani a un uso responsabile e consapevole di questo strumento e adottare misure efficaci per prevenire eventuali abusi o violazioni della privacy.

Infine, è necessario un adeguamento delle infrastrutture e delle risorse tecnologiche a disposizione per garantire il corretto funzionamento e l’utilizzo efficace dell’IA nell’ambito scolastico.

Ciò richiede investimenti economici e una maggiore collaborazione tra istituzioni e aziende che si occupano di sviluppare tecnologie legate all’IA.

L’IA rappresenta un’enorme opportunità per migliorare la qualità dell’istruzione e preparare gli studenti ad un mondo sempre più digitale, ma è necessario affrontare le sfide legate a questa tecnologia in modo consapevole e proattivo per garantirne un uso etico e responsabile che consenta di massimizzarne i benefici.

L’intelligenza artificiale riesce sicuramente ad automatizzare alcune attività, come la valutazione dei compiti o la creazione di materiali didattici, ma l’empatia, la relazione con gli alunni rimangono essenziali per guidare e ispirare gli studenti, fornendo loro il supporto emotivo e motivazionale di cui hanno bisogno per crescere e imparare serenamente.

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