Insegnare in corsia: quando la scuola diventa cura

Insegnare in corsia: quando la scuola diventa cura

Articolo di Flora Sannino

Nel reparto pediatrico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, la scuola continua a vivere, anche tra flebo e camici bianchi. A guidarla è Luigia Della Femina, docente con oltre trent’anni di esperienza, oggi coordinatrice della Scuola in Ospedale dell’Istituto Comprensivo “Virgilio” di Roma.

Ogni giorno insieme a un team di insegnanti, porta istruzione e calore umano ai bambini ricoverati.

L’obiettivo? Garantire il diritto allo studio anche durante la malattia, offrendo non solo nozioni, ma anche ascolto, empatia e motivazione.

“La scuola non è fatta solo di voti, racconta, ma di relazioni vere. La malattia è una parentesi. L’istruzione è per sempre”.

L’insegnante racconta che nelle tesine, i ragazzi ricoverati esprimono la loro esperienza della malattia in modo simbolico. Un ragazzo in attesa di un intervento al cuore ha scelto di parlare del diritto all’acqua, commuovendo tutti, perché lui stesso, a causa della malattia, in quel momento non poteva bere.

I docenti seguono programmi personalizzati, adattandosi alle condizioni fisiche e psicologiche degli alunni. Alcuni bambini devono prepararsi per l’esame di terza media, altri hanno solo bisogno di sentirsi ancora parte della loro classe, anche se da un letto d’ospedale.

Il lavoro avviene in stretto contatto con medici, infermieri e famiglie. Non è solo una lezione: è una finestra sul futuro per chi sta attraversando un momento difficile.

La scuola in ospedale dimostra che l’educazione non ha confini, e che anche tra le corsie si può accendere la curiosità, alimentare il coraggio e coltivare sogni.

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