La Dott.ssa Rosa Cilio con questo contributo ci conduce nell’approfondimento de “Il mondo dietro, dentro e attraverso la poesia”.
Un terreno molto fertile per l’analisi testuale è appunto la poesia.
Quante cose ci insegna la poesia?
Il lettore deve intraprendere diverse operazioni nell’analisi di un testo poetico, ad ognuna delle quali corrisponde una determinata istruzione/educazione.
Egli va ad arricchire o acquisire:
- competenze linguistiche, retoriche e stilistiche che gli consentono di gestire la decodifica del messaggio espresso;
- gusto estetico;
- strutture semantiche;
- strutture logiche;
- sensibilità emotiva;
Psicolinguisti e studiosi di psicologia evolutiva, accertano che lo sviluppo emotivo e cognitivo durante l’adolescenza è determinato dal possesso del linguaggio, essendo esso lo strumento deputato a veicolare tutto ciò che concerne la vita interiore degli adolescenti, i quali di fronte ad un ostacolo, sviluppano una dimensione fantastico-creativa alquanto anomala.
In una fase successiva, che possiamo collocare nel triennio finale della scuola secondaria, si ha invece un consolidamento delle strutture logiche che, rispetto all’approccio alla poesia, conferisce una dimensione decisamente più critica.
La poesia non è solo puro piacere estetico, essa è conoscenza complessa, multiforme dell’uomo e della sua evoluzione, della maniera in cui gli autori hanno saputo raccontare e interpretare la vita sul pianeta rispetto all’epoca in cui lo hanno abitato.
Un progetto molto interessante di cui si occupa La Dott.ssa Cilio nell’articolo è: “due classi, due professori, dieci poesie” (https://laletteraturaenoi.it/2023/07/17/due-classi-due-professori-e-dieci-poesie-un-laboratorio-a-classi-aperte-sulla-poesia-tra-seconda-e-quinta) realizzato gemellando una classe seconda del liceo scientifico e una classe quinta del liceo linguistico del medesimo istituto scolastico, ha visto gli studenti lavorare in dieci gruppi misti, malgrado la preparazione e la strutturazione rispetto agli argomenti trattati molto diversa. I gruppi hanno lavorato insieme analizzando varie poesie individuate dai docenti.
Attraverso le attività proposte hanno avuto la possibilità di reagire ai testi, creare nuove connessioni con opere già studiate o con esperienze personali, dando vita a nuove conoscenze, nuove emozioni e stati d’animo.
I ragazzi hanno riproposto alcune poesie, sostituendo i termini chiave con parole del linguaggio moderno e talvolta accompagnate da un audio e così il progetto ha raggiunto gli obiettivi sperati e si è spinto anche oltre.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Rosa Cilio.
Il mondo dietro, dentro e attraverso la poesia
Una delle competenze necessarie nella formazione degli studenti in uscita dalla scuola secondaria di secondo grado, è l’analisi del testo, nella sua centralità e nella sua valenza polisemica.
Si intende quindi un approccio che va a superare l’aspetto puramente tecnico, a vantaggio di una prospettiva dove si riconoscano motivi, temi, forme espressive e tecniche.
Diventa una chiara occasione di approfondimento emozionale e verbalizzazione di sentimenti, stati d’animo, parole destinate a rimanere nel silenzio, totalmente inespresse.
È evidente, in questo primo esame, che l’analisi del testo non è soltanto un esercizio didattico eseguito in funzione di una valutazione, ma si pone come momento di crescita culturale, emotiva e linguistica di chiunque si approcci ad essa.
Un terreno molto fertile per l’analisi testuale è appunto la poesia. Quante cose ci insegna la poesia?
Assolutamente non poche. Il lettore deve intraprendere diverse operazioni nell’analisi di un testo poetico, ad ognuna delle quali corrisponde una determinata istruzione/educazione.
Egli va ad arricchire o acquisire:
- competenze linguistiche, retoriche e stilistiche che gli consentono di gestire la decodifica del messaggio espresso;
- gusto estetico;
- strutture semantiche;
- strutture logiche;
- sensibilità emotiva.
La poesia diventa un vero e proprio “soggetto creativo” perdendo la caratteristica di “oggetto passivo” della creazione, strutturandosi come strumento formativo attraverso:
- l’educazione cognitiva: capacità di astrazione, di immaginazione, pensiero convergente, pensiero divergente;
- l’educazione linguistica e stilistica: acquisizione delle regole fondamentali del fare poesia, senso della grafia e del suono, comprensione delle scelte dell’autore;
- l’educazione emotiva: coinvolgimento della sfera emotiva, superamento dei preconcetti legati alla lettura;
- l’educazione estetica: sviluppo di una vera e propria educazione dei sensi che porta il lettore verso la comprensione del “punti di vista”;
- l’educazione alla creatività: lettore e autore sono spesso molto distanti nello spazio e nel tempo, per questo motivo il lettore/studente, impossibilitato rispetto ad un feedback reale, deve rielaborare il testo e farlo proprio.
Un lettore che possiede tutti questi strumenti, riesce ad essere in grado di diventare un autore a sua volta dando alla poesia una nuova vita.
Psicolinguisti e studiosi di psicologia evolutiva, accertano che lo sviluppo emotivo e cognitivo durante l’adolescenza è determinato dal possesso del linguaggio, essendo esso lo strumento deputato a veicolare tutto ciò che concerne la vita interiore degli adolescenti, i quali di fronte ad un ostacolo, sviluppano una dimensione fantastico-creativa alquanto anomala.
In una fase successiva, che possiamo collocare nel triennio finale della scuola secondaria, si ha invece un consolidamento delle strutture logiche che, rispetto all’approccio alla poesia, conferisce una dimensione decisamente più critica.
Nello specifico, durante il biennio è necessario: focalizzarsi sulla riflessione metalinguistica, lo studente deve padroneggiare la lingua mediante conoscenze tecniche e l’approfondimento del linguaggio poetico alfine di superare la convinzione che esso sia collocato nell’ineffabilità e nel mistero, così da cogliere la possibilità di un’apertura a nuove interpretazioni e alla specificità di un’ espressione fondata sulla ragione, sull’intuizione, sulla fantasia.
Durante il triennio gli obiettivi da perseguire sono differenti.
Lo studente, fin dal terzo anno deve destreggiarsi con naturalezza nella poetica classica, romantica e decadente, risultato conseguibile attraverso l’uso di più metodi di critica letteraria come lo strutturalismo, lo storicismo, la critica sociologica ecc.
Per raggiungere un così elevato obiettivo, è indispensabile la lettura dei testi in classe, con la guida del docente che possa fornire specifiche indicazioni e sappia lasciare spazio alle inclinazioni personali.
Se questo tipo di lavoro assume un carattere esclusivamente tecnico, è certo utile ma può rivelarsi sterile; deve essere uno strumento di riflessione e condivisione di tutte le criticità e di tutti i problemi che l’umanità ha da sempre affrontato nel cammino culturale.
La poesia non è solo puro piacere estetico, essa è conoscenza complessa, multiforme dell’uomo e della sua evoluzione, della maniera in cui gli autori hanno saputo raccontare e interpretare la vita sul pianeta rispetto all’epoca in cui lo hanno abitato.
La scienza, la storia, la filosofia utilizzando la razionalità come strumento, danno una definizione netta della realtà, le conferiscono una forma, la pongono in un ordine, o un catalogo, riescono a vivisezionarla impedendone di fatto una rappresentazione totale alla quale invece, tende la poesia.
Un grande poeta, infatti, sicuramente sa padroneggiare gli strumenti linguistici, ma sa, attraverso di essi, interpretare un definito momento storico e culturale.
Un progetto molto interessante “due classi, due professori, dieci poesie” (https://laletteraturaenoi.it/2023/07/17/due-classi-due-professori-e-dieci-poesie-un-laboratorio-a-classi-aperte-sulla-poesia-tra-seconda-e-quinta) realizzato gemellando una classe seconda del liceo scientifico e una classe quinta del liceo linguistico del medesimo istituto scolastico, ha visto gli studenti lavorare in dieci gruppi misti, malgrado la preparazione e la strutturazione rispetto agli argomenti trattati molto diversa. I gruppi hanno lavorato insieme analizzando varie poesie individuate dai docenti.
Attraverso le attività proposte hanno avuto la possibilità di reagire ai testi, creare nuove connessioni con opere già studiate o con esperienze personali, dando vita a nuove conoscenze, nuove emozioni e stati d’animo.
I ragazzi hanno riproposto alcune poesie, sostituendo i termini chiave con parole del linguaggio moderno e talvolta accompagnate da un audio. Cimentarsi così a lungo e in modo così specifico in un testo letterario è un vero e proprio viaggio in esso che diventa viaggio in sé stessi e in ciò che sta intorno.
Un altro progetto accattivante da poter realizzare nella secondaria di secondo grado è Prendimi così come sono. Un percorso nella poesia di Antonia Pozzi – La letteratura e noi.
Nella presentazione del progetto è possibile leggere: “prima di analizzare, di decodificare e ragionare sulle strutture che caratterizzano il testo poetico, è opportuno leggere e dare spazio alle impressioni dei ragazzi, anche se acerbe e impressioniste: bisogna permettere ai testi di risuonare più volte in classe, porre domande sulle immagini mentali che si creano, sulla differenza con la prosa, sul senso delle scelte lessicali, retoriche e sintattiche operate dai poeti.
Da lì, dallo sforzo della lettura (e dell’ascolto), si innesta il lavoro di scavo proprio dell’interpretazione: discutere e negoziare il significato, soffermarsi sulle scelte metriche e retoriche, sui significati profondi e via dicendo, nel costante equilibrio dialettico tra la lettura di chi è in formazione e quella esperta e consapevole del docente e dell’apparato critico di riferimento” (Linda Cavadini, La scuola e noi).
C’è la convinzione che siano pochi gli strumenti che si hanno a scuola per gestire la fragilità, la delicatezza, la paura e il bisogno di correre di tanti ragazzi poco più che bambini.
Sono moltissime le iniziative extracurricolari e curricolari per dare supporto al momento dell’adolescenza, ma la realtà è che, in ciascuna disciplina e, nella trasversalità di tutte le discipline, c’è un insegnante che può fare la differenza semplicemente con ciò che ha.
Un’unità didattica sviluppata attorno alla poesia è un esercizio validissimo per tirare fuori, “ex ducere” quei doni straordinari oppure ordinari del singolo, è quel tempo che può essere di orientamento personale o di cura.
È quel luogo dove chi corre può fermarsi e comprendere che quel posto, quel tempo, quel dolore sono necessari per essere, per crescere ed evolvere.
In una delle sue ultime opere, “Home body – il mio corpo la mia casa” lavoro bellissimo di poesie, Rupi Kaur scrive dei versi che sembrano diretti alle giovani anime di questo tempo:
non hai niente che non va
questa è crescita
questa è trasformazione
è proteggersi
perdersi nel rumore
orientarsi
sentirsi usati
ignorati
perdere speranza
esaurirsi
questa è paura
questa è elaborazione
questa è sopravvivenza
questo è esser vivi
Viaggio

