La Dott.ssa Francesca Petra in questo contributo affronta un tema originale e di grande sensibilità per il futuro culturale delle nostre generazioni e cioè ci parla dei ”Custodi del futuro”.
Recentemente sono approvate in Senato le:
“Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio e per l’istituzione della Giornata nazionale dell’agricoltura”. Tale provvedimento vuole tutelare e promuovere l’attività e le figure del contadino e dell’allevatore “custode” inquadrate come veri e propri guardiani dell’ambiente e del territorio grazie al loro insostituibile ruolo di protezione non solo dell’ habitat ma anche della biodiversità. È riconosciuta ex lege l’ importanza del ruolo che svolgono a difesa di un fondamentale articolo della Carta costituzionale, l’Articolo 9, secondo il quale “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, per tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
Le nuove disposizioni prevedono così l’istituzione di un apposito Registro dei Contadini e Allevatori Custodi.
La norma si propone inoltre di sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani sul tema prevedendo l’istituzione della “Giornata Nazionale dell’Agricoltura” la seconda domenica di novembre, al fine di far conoscere il ruolo fondamentale dell’agricoltura e dell’allevamento.
Anche le scuole saranno coinvolte nel progetto in quanto le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, possono promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati al tema dell’agricoltura anche con la collaborazione di istituzioni, enti pubblici, associazioni di categoria ed enti del Terzo settore.
Una interessante opportunità non solo per i numerosi istituti agrari presente sul territorio nazionale ma per tutte le scuole, affinché i giovani nati e cresciuti in ambiente cittadini/urbani, possano avere una conoscenza diretta e concreta del mondo dell’agricoltura, del suo fascino e della sua importanza e comprendere che non basta sostituire l’auto con una bici per tutelare il patrimonio ambientale ma che è anzi necessario e doveroso attivarsi per preservare e praticare un’agricoltura ed un allevamento responsabile, circolare, autonoma, ecologica e sostenibile al servizio del benessere e della salute della comunità.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo del Dott.ssa Francesca Petra.
I Custodi del futuro
In un momento storico che ha portato alla ribalta contadini, agricoltori ed allevatori che hanno fatto sentire forte la propria voce ed il rombo dei propri trattori, sono state approvate in senato le Disposizioni per il riconoscimento della figura dell’agricoltore custode dell’ambiente e del territorio e per l’istituzione della Giornata nazionale dell’agricoltura volte a tutelare e promuovere l’attività e le figure del contadino e dell’allevatore “custode”; inquadrate come veri e propri guardiani dell’ambiente e del territorio grazie al loro insostituibile ruolo di protezione non solo dell’ habitat ma anche della biodiversità.
Il/la contadino/a e l’allevatore “custode” lungi dall’essere semplici lavoratori agricoli, vengono riconosciuti come coloro che si pongono come baluardo contro gli effetti dell’ abbandono delle attività agricole, dello svuotamento dei piccoli insediamenti urbani e dei centri rurali e anche a protezione dal rischio idrogeologico a cui molte terre vanno incontro in conseguenza della mancata coltivazione delle campagne o l’eccessiva cementificazione.
In sostanza ai Custodi viene riconosciuto ex lege l’ importanza del ruolo che svolgono a difesa di un fondamentale articolo della Carta costituzionale, l’Articolo 9, secondo il quale “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, tutelare il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione e tutelare l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”.
La figura del contadino/allevatore custode non è una novità assoluta in quanto aveva già avuto una prima importante definizione normativa nella L 194/2015 Art 2 c.3 che precisa le importanti funzioni che i custodi dovrebbero svolgere:
- Salvaguardare l’ecosistema attraverso attività di manutenzione del territorio agrario, montano, forestale e boschivo;
- Tutelare il territorio attraverso la conservazione dell’assetto idraulico e idrogeologico dello stesso;
- Mantenere e proteggere la vegetazione da avversità atmosferiche e incendi;
- Conservare la biodiversità rurale tramite la salvaguardia della tradizione agricola locale e la valorizzazione delle varietà colturali e delle produzioni locali al fine di concorrere, in particolare, alla protezione del territorio dagli effetti dell’abbandono delle attività agricole;
- Allevare razze animali e coltivare varietà vegetali locali, proteggendole e salvaguardandole da qualsiasi forma di contaminazione, alterazione o distruzione;
- Diffondere la conoscenza, l’uso e le tradizioni legate alle risorse di cui gli stessi sono custodi;
- Conservare, tutelare e promuovere le formazioni arboree e vegetali monumentali.
I contadini ed allevatori Custodi sono quindi per definizione figure centrali nei territori, in particolare nelle aree rurali, nei quali si affermano sempre più come vettori di trasmissione delle tradizioni, delle conoscenze, della storia, della vita e della cultura rurale del loro territorio di appartenenza.
Nel tempo sono intrapresi numerosi progetti a livello regionale per proteggere la professionalità e l’importante funzione culturale dei “custodi”.
Una tra le iniziative più riuscite e conosciute in relazione alla tutela della biodiversità è stata la creazione di un numero consistente di cd. “Banche dei semi” e “Banche dei semi antichi” sorte sia in Italia che in altre parti del mondo col fine di preservare differenziazione biologica tra gli individui di una stessa specie in relazione alle condizioni ambientali, con lo scopo di preservare e riprodurre prodotti tipici della tradizione e della storia gastronomica ed anche e soprattutto di preservare la molteplicità delle varietà di prodotti e razze animali nel territorio nazionale.
Grazie anche a queste iniziative i Custodi mantengono in vita e mettono a disposizione dei consumatori prodotti antichissimi, dai sapori tipici destinati altrimenti all’estinzione.
Grani antichi, farri, infinite varietà di legumi o ancora pomodori ed insalate o zucchine dalle forme e dai sapori irripetibili per la storia le condizioni climatiche e il territorio e la storia che li ha generati.
Le proposte a livello locale si sono manifestate in maniera disomogenea ed estemporanea e si è così reso quasi inevitabile un intervento legislativo a livello nazionale che, oltre a definire ed inquadrare la figura dei Custodi, ne valorizzasse il merito e l’importanza anche agli occhi delle giovani generazioni e delle Scuole, in particolare gli istituti agrari che formano le nuove leve di un settore di primaria importanza dell’economia e del patrimonio culturale enogastronomico italiano.
Le nuove disposizioni prevedono così l’istituzione di un apposito Registro dei Contadini e Allevatori Custodi.
Le singole regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano, le città metropolitane, le province, i comuni e le comunità montane e isolane, anche costituiti in unioni o associazioni di comuni, possono promuovere la diffusione della figura dell’agricoltore/allevatore custode dell’ambiente e del territorio, anche attraverso progetti, accordi e protocolli d’intesa volti a valorizzarne il ruolo sociale e a realizzare opere finalizzate alla protezione dei coltivi e degli allevamenti.
Si potranno inoltre prevedere il riconoscimento di specifici criteri di premialità, inclusa una della riduzione dei tributi di rispettiva competenza, in favore degli agricoltori custodi dell’ambiente e del territorio iscritti nell’elenco (sempre nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato).
Si prevede inoltre di dare anche preferenza agli agricoltori/allevatori custodi nella stipula di contratti di collaborazione (di cui all’articolo 14 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, e di convenzioni di cui all’articolo di cui agli Artt 14-15 del DL n. 228/2001).
La norma si propone inoltre di sensibilizzare i cittadini e soprattutto i giovani sul tema prevedendo l’istituzione della “Giornata Nazionale dell’Agricoltura” la seconda domenica di novembre, al fine di far conoscere il ruolo fondamentale dell’agricoltura nelle sue fasi di semina, cura, attesa e raccolto così come dell’allevamento caratterizzato da un’ attenta tutela delle pregiate razze bovine, ovine e suine grazie alle quali non solo è possibile soddisfare i bisogni primari dell’uomo ma anche contribuire al benessere economico, ambientale e sociale del Paese.
Al fine di celebrare la Giornata nazionale, lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli enti gestori di parchi nazionali e di altre aree naturali protette possono promuovere, nell’ambito della loro autonomia e delle rispettive competenze, anche in coordinamento con le associazioni di categoria e gli enti del Terzo settore, iniziative specifiche e manifestazioni pubbliche finalizzate a far conoscere i valori e le esternalità positive dell’agricoltura sostenibile, nonché a diffondere la conoscenza e la consapevolezza delle funzioni eco sistemiche dell’attività agricola in termini di tutela della risorsa idrica, di mantenimento degli equilibri idro morfologici, di tenuta idraulica del terreno e di regimazione delle acque.
Nell’ambito della valorizzazione del patrimonio agricolo sarà favorita la diffusione dell’informativa sul tema attraverso i media che potranno dedicare spazi ai temi connessi alla Giornata nazionale nell’ambito della programmazione televisiva pubblica nazionale e regionale.
È prevista l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di un premio al merito, denominato “De agri cultura ”, per il quale è autorizzata la spesa di € 20.000,00 annui.
Il premio sarà riconosciuto agli agricoltori che si sono distinti per aver prodotto beni di elevata qualità o per l’impiego di strumenti di innovazione tecnologica in agricoltura o di tecniche e metodi di coltivazione integrata rispettosa dell’ecosistema; oppure ad agricoltori/allevatori che presentino progetti volti alla rivisitazione della cultura tradizionale agricola in chiave creativa e innovativa al fine di apportare un contributo efficace all’incremento della competitività del settore agricolo.
Anche le scuole saranno coinvolte nel progetto in quanto le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, possono promuovere iniziative didattiche, percorsi di studio ed eventi dedicati al tema dell’agricoltura anche con la collaborazione di istituzioni, enti pubblici, associazioni di categoria ed enti del Terzo settore.
Una interessante opportunità non solo per i numerosi istituti agrari presente sul territorio nazionale ma per tutte le scuole, affinché i giovani nati e cresciuti in ambiente cittadini/urbani, possano avere una conoscenza diretta e concreta del mondo dell’agricoltura, del suo fascino e della sua importanza e comprendere che non basta sostituire l’auto con una bici per tutelare il patrimonio ambientale ma che è anzi necessario e doveroso attivarsi per preservare e praticare un’agricoltura ed un allevamento responsabile, circolare, autonoma, ecologica e sostenibile al servizio del benessere e della salute della comunità.

