Heath Ledger

Heath Ledger

Articolo di Ferdinando Pacileo

Heath Ledger è stato un attore australiano, nato nel 1979 e morto nel 2008. È diventato famoso per ruoli in film come “10 cose che odio di te” e “I segreti di Brokeback Mountain”. La sua interpretazione più celebre è quella del Joker ne “Il Cavaliere Oscuro”, per cui ha ricevuto un Oscar postumo. È morto a 28 anni per un’intossicazione accidentale da farmaci.

Heath era un attore straordinario, ha interpretato i ruoli più disparati. Odiava interpretare personaggi dello stesso tipo e di conseguenza rifiutava la maggior parte dei ruoli che gli proponevano, perché, nonostante cambiasse ogni volta genere di personaggio, lo faceva sempre alla perfezione, venendo così chiamato per ruoli simili. I registi andavano sul sicuro: giustamente pensavano “ha fatto bene quello, sarà bravo anche in questo”, ma lui, proprio perché era qualcosa di simile a cose che aveva già fatto, rifiutava.

Se non c’erano rischi, lui non partecipava. Aveva solo un problema, lui non sapeva recitare, lui sapeva “essere”; non interpretava i suoi personaggi, lo diventava. Per il ruolo di Joker ne “Il Cavaliere Oscuro”, decise di chiudersi in una stanza per un po’ di giorni, utilizzando un taccuino per gli studi del personaggio. In quel taccuino lui parlava proprio come se fosse lui stesso il Joker; infatti, in una pagina in cui faceva una lista di cose che facevano ridere il suo personaggio, lui scrisse “Cose che fanno ridere me”.

E in questa fusione di cose, dove lui voleva sempre essere migliore, trovare ruoli diversi, diventare esattamente tutti i personaggi che avrebbe dovuto interpretare, chissà cosa succedeva nella sua testa. Soffriva di stress e insonnia e, forse preso da un attacco di questi, ha preso troppi medicinali.

Di fatto, rimane uno degli attori più bravi che i nostri schermi hanno potuto ospitare, i suoi personaggi erano sublimi, spaventosamente reali, anche Michael Caine ne fu spaventato. Rimani e rimarrai una delle speranze per tutti noi, un puntino verde in questo mondo rosso; non c’era spazio qui, ma “Finché uomini respireranno o occhi potran vedere, queste parole vivranno, e daranno vita a te”.

P.S: La citazione finale tra virgolette è un sonetto di Shakespeare usato dalla sua ex compagna, madre di sua figlia, durante il suo funerale.

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