Il Dott. Pietro Netti nel suo contributo dal titolo: “Gli obblighi di pubblicazione in Amministrazione Trasparente per le istituzioni scolastiche alla luce dell’emanazione del Provvedimento n. 92 del 22/02/2024 del Garante Privacy” ci offre una disamina dei recenti interventi sugli obblighi di pubblicazione dei dati da parte della scuola molto utile e approfondito.
In particolare, la pubblicazione di documenti e atti nella sezione amministrazione trasparente dei siti web istituzionali richiede un’attenzione costante e un continuo aggiornamento rispetto agli obblighi normativi.
La tutela dei dati personali diventa così un imperativo, in un contesto in cui le normative si modellano sulle nuove sfide della società digitale.
La corretta gestione della privacy e della trasparenza in ambito scolastico è un tema di cruciale importanza che coinvolge non solo gli studenti, ma anche il personale docente e ATA.
È un equilibrio delicato tra il diritto alla riservatezza individuale e l’esigenza di trasparenza e rendicontazione propri delle istituzioni scolastiche e della Pubblica Amministrazione in generale.
Per gli studenti, garantire la privacy significa fornire loro un ambiente sicuro e rispettoso in cui possono esprimersi liberamente, esplorare le proprie idee e sviluppare la propria identità senza il timore che le loro informazioni personali vengano utilizzate in modo improprio.
Questo crea un clima di fiducia e rispetto reciproco che è fondamentale per il loro benessere e successo accademico.
Allo stesso tempo, gli studenti devono essere educati sulle pratiche di sicurezza e riservatezza dei dati per essere in grado di proteggere la propria privacy in un mondo sempre più digitale e connesso.
Analogamente, per il personale docente e ATA, la privacy è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso.
Rispettare la riservatezza delle informazioni personali del personale significa trattare ciascuno con dignità e rispetto, riconoscendo il valore unico che ognuno porta alla comunità scolastica.
Ciò favorisce un clima di collaborazione e solidarietà che è essenziale per il funzionamento efficace dell’istituzione scolastica.
Tuttavia, è importante bilanciare il diritto alla privacy con l’esigenza di trasparenza e responsabilità.
Le istituzioni scolastiche devono essere trasparenti nelle loro politiche e procedure riguardanti la gestione dei dati personali, consentendo al contempo un accesso appropriato alle informazioni quando necessario per garantire la sicurezza e il benessere della comunità scolastica.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo del Dott. Pietro Netti.
Gli obblighi di pubblicazione in Amministrazione Trasparente per le istituzioni scolastiche alla luce dell’emanazione del Provvedimento n. 92 del 22/02/2024 del Garante Privacy
Nell’era digitale in costante evoluzione, le Pubbliche Amministrazioni, ivi comprese le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, sono chiamate a un’impeccabile gestione della privacy e della trasparenza.
In particolare, la pubblicazione di documenti e atti nella sezione amministrazione trasparente dei siti web istituzionali richiede un’attenzione costante e un continuo aggiornamento rispetto agli obblighi normativi.
La tutela dei dati personali diventa così un imperativo, in un contesto in cui le normative si modellano sulle nuove sfide della società digitale.
Le istituzioni scolastiche, infatti, sono tenute al rispetto della normativa in materia di tutela della riservatezza, con riferimento al “Codice della privacy” nonché all’obbligo alla trasparenza degli atti amministrativi, nel pieno rispetto e bilanciamento degli interessi primari del diritto alla riservatezza e del principio di trasparenza amministrativa, entrambi tutelati dall’ordinamento giuridico e potenzialmente confliggenti tra loro.
Dopo l’emanazione dei cinque provvedimenti nel corso del 2023 da parte dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), il panorama delle normative riguardanti la trasparenza e la pubblicazione di dati da parte delle Pubbliche Amministrazioni ha subito significative modifiche.
La Delibera n. 7/2023 ha delineato il Piano Nazionale Anticorruzione 2022, introducendo obblighi sostitutivi per la sottosezione “Bandi di gara e contratti”, mentre la Delibera n. 261/2023 ha imposto l’obbligo di pubblicare i dati relativi ai contratti pubblici, anche quelli di importo inferiore alla soglia di evidenza pubblica.
Altrettanto rilevante è la Delibera n. 263/2023, che riguarda la pubblicazione dei dati riguardanti dirigenti e dipendenti pubblici, ne ha richiesto la specifica indicazione dei loro compensi, incarichi e curriculum vitae.
La Delibera n. 264/2023, invece, ha disciplinato la pubblicazione dei dati sulle performance delle pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo di valutarne l’efficienza e l’efficacia dei servizi erogati.
Infine, la Delibera n. 601/2023 ha introdotto il collegamento ipertestuale alla documentazione di gara all’interno dei bandi pubblicati sulla Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP).
Nel corso del 2024, inoltre, due ulteriori aggiornamenti hanno coinvolto le misure di protezione dei dati personali.
A seguito della consultazione pubblica per la presentazione di osservazioni, chiusa il 14 febbraio 2024, infatti, l’ANAC ha pubblicato 14 schemi standard di pubblicazione su Amministrazione trasparente e Società trasparente, conformemente all’articolo 48 del Dlgs. n. 33/2013.
Tali schemi sono differenziati in base alla tipologia di ente interessato, includendo enti pubblici, Pubbliche Amministrazioni, enti di diritto privato in controllo pubblico e enti sanitari.
Questi aggiornamenti riflettono l’impegno costante nell’assicurare la massima trasparenza e conformità normativa nelle attività delle istituzioni pubbliche.
Il Provvedimento n. 92 del 22/02/2024 del Garante Privacy
Il Provvedimento n. 92 del 22 febbraio 2024 del Garante Privacy rappresenta un importante passo avanti nella definizione delle regole che le pubbliche amministrazioni devono seguire per garantire la trasparenza online, nel rispetto della normativa sulla privacy.
Per evitare violazioni e sanzioni, le P.A. devono attenersi a precise linee guida nella pubblicazione dei dati nella sezione “amministrazione trasparente” dei propri siti web.
Questo include:
- limitare la pubblicazione dei dati personali dei dipendenti, fornendo solo le informazioni essenziali come il numero di telefono, l’indirizzo email e pec dell’ufficio di riferimento, senza specificare nomi e cognomi.
- semplificare l’organigramma dell’amministrazione senza elencare tutti i dipendenti, ma offrendo una rappresentazione chiara e comprensibile della struttura organizzativa.
- pubblicare negli esiti dei concorsi pubblici solo i dati essenziali dei vincitori e degli idonei, evitando di fornire informazioni eccessivamente dettagliate che possano compromettere la privacy.
- limitare la pubblicazione integrale dei provvedimenti del dirigente, concentrandosi solo sugli atti rilevanti come le determinazioni relative agli affidamenti per forniture di lavori, beni e servizi.
- oscurare i dati identificativi dei destinatari di benefici economici inferiori a mille euro e evitare la divulgazione di informazioni sensibili relative allo stato di salute o alla situazione economica e sociale.
- evitare di pubblicare dettagli che possano identificare singoli dipendenti o l’ammontare esatto dei premi erogati, limitandosi a fornire dati complessivi sugli importi stanziati e distribuiti.
Queste disposizioni mirano a conciliare la trasparenza delle pubbliche amministrazioni con il rispetto della privacy individuale, garantendo una gestione responsabile dei dati pubblicati online.
Le responsabilità del dirigente scolastico in materia di privacy
Sebbene si tratti di una materia piuttosto complessa che richiede l’ausilio e la nomina da parte del dirigente scolastico di un Responsabile della protezione dei dati, figura specializzata nella protezione dei dati personali attraverso l’applicazione delle misure tecniche ed organizzative, definito dal regolamento sulla privacy con l’acronimo DPO data protection officer, il dirigente scolastico deve assicurarsi che tutto il personale dell’istituto il quale, in funzione del ruolo rivestito, si trovi a trattare dati personali e, soprattutto, dati cosiddetti “sensibili” (cioè quelli che rivelano l’origine razziale od etnica, le convinzioni religiose, filosofiche, le opinioni politiche, l’appartenenza sindacale, relativi alla salute o alla vita sessuale) sia adeguatamente formato sulle corrette modalità di trattamento dei dati personali.
La pubblicazione di dati personali su internet senza il consenso dei diretti interessati o altra base giuridica, infatti, comporta la divulgazione a soggetti terzi delle informazioni e, conseguentemente, un trattamento illecito.
La diffusione dei dati sulle condizioni di salute dei minori si riflettono inevitabilmente sui loro genitori/tutori, i quali potrebbero essere esposti a condizionamenti o discriminazioni da parte di soggetti terzi.
La normativa, come vedremo, fa ricadere interamente sul dirigente scolastico la responsabilità della tutela del diritto alla riservatezza degli alunni.
Il dirigente, pertanto, è responsabile della correttezza di quanto viene pubblicato sul sito web istituzionale, ivi comprese tutte le circolari.
A tal proposito si sono verificati svariati casi in cui delle istituzioni scolastiche sono state condannate al pagamento di sanzioni amministrative (anche piuttosto elevate) da parte del Garante per la protezione dei dati per aver violato il diritto alla privacy di alcuni soggetti, ad esempio pubblicando sul web circolari o documenti contenenti informazioni sullo stato di salute di alunni affetti da disabilità (circolari relative alle riunioni dei gruppi H d’istituto, documenti del 15 maggio per le classi 5^ di scuola secondaria di secondo grado in vista degli esami di stato, etc.).
In un caso in particolare, a seguito della pubblicazione sul sito web di una circolare contenente dati sensibili afferenti lo stato di salute di uno studente diversamente abile, dopo che la scuola è stata condannata a pagare una sanzione amministrativa di 20.000 euro comminata dal Garante della privacy nel 2015 alla quale l’istituto ha fatto fronte con fondi propri, la Sezione Giurisdizionale per il Lazio della Corte dei conti, a distanza di quattro anni, con la sentenza n. 246/2019, ha condannato il dirigente scolastico a rifondere personalmente all’istituto 7.500 euro, ritenendolo responsabile per il danno indiretto causato a seguito del pagamento della precitata sanzione.
Nel caso di specie i giudici hanno riscontrato che il dirigente scolastico non aveva prescritto alcun divieto di pubblicazione né controllato che la circolare non venisse pubblicata sul sito web dell’istituto, manifestando un comportamento gravemente negligente.
Occorre, dunque, prestare la massima attenzione soprattutto ai dati riguardanti la salute, che devono essere trattati con estrema cautela, rispettando le specifiche previsioni normative e verificando non solo la pertinenza e la completezza delle informazioni, ma anche la loro indispensabilità rispetto alle finalità di rilevante interesse pubblico che si intendono perseguire.
Conclusioni
La corretta gestione della privacy e della trasparenza in ambito scolastico è un tema di cruciale importanza che coinvolge non solo gli studenti, ma anche il personale docente e ATA.
È un equilibrio delicato tra il diritto alla riservatezza individuale e l’esigenza di trasparenza e rendicontazione propri delle istituzioni scolastiche e della Pubblica Amministrazione in generale.
Per gli studenti, garantire la privacy significa fornire loro un ambiente sicuro e rispettoso in cui possono esprimersi liberamente, esplorare le proprie idee e sviluppare la propria identità senza il timore che le loro informazioni personali vengano utilizzate in modo improprio.
Questo crea un clima di fiducia e rispetto reciproco che è fondamentale per il loro benessere e successo accademico.
Allo stesso tempo, gli studenti devono essere educati sulle pratiche di sicurezza e riservatezza dei dati per essere in grado di proteggere la propria privacy in un mondo sempre più digitale e connesso.
Analogamente, per il personale docente e ATA, la privacy è essenziale per garantire un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso.
Rispettare la riservatezza delle informazioni personali del personale significa trattare ciascuno con dignità e rispetto, riconoscendo il valore unico che ognuno porta alla comunità scolastica.
Ciò favorisce un clima di collaborazione e solidarietà che è essenziale per il funzionamento efficace dell’istituzione scolastica.
Tuttavia, è importante bilanciare il diritto alla privacy con l’esigenza di trasparenza e responsabilità.
Le istituzioni scolastiche devono essere trasparenti nelle loro politiche e procedure riguardanti la gestione dei dati personali, consentendo al contempo un accesso appropriato alle informazioni quando necessario per garantire la sicurezza e il benessere della comunità scolastica.
Questo richiede l’implementazione di politiche e procedure chiare e ben definite, nonché la formazione del personale su come gestire correttamente le informazioni sensibili.
Inoltre, è importante coinvolgere gli studenti, il personale e le famiglie nella creazione di politiche e procedure sulla privacy, assicurandosi che le loro preoccupazioni e bisogni siano adeguatamente rappresentati.
Questo non solo garantisce un maggiore senso di appartenenza e responsabilità all’interno della comunità scolastica, ma aiuta anche a creare politiche più efficaci e rispettose dei diritti individuali.In definitiva, la corretta gestione della privacy nell’ambito scolastico è fondamentale per creare un ambiente educativo sicuro, rispettoso e inclusivo per tutti gli studenti e il personale.
Rispettare la privacy individuale mentre si promuove la trasparenza e la responsabilità richiede un approccio equilibrato e oculato, che tenga conto delle esigenze e dei diritti di tutti coloro che fanno parte della comunità scolastica.
Solo creando un ambiente in cui tutti si sentono protetti e rispettati si può garantire un apprendimento positivo e significativo per tutti.

