Non si placano le polemiche sul laboratorio ‘Bambini trans e gender creative’ condotto da ricercatori e da un’insegnante montessoriana.
Il progetto in programma all’Università Roma Tre, approvato dal Comitato etico dell’ateneo, è finalizzato ad ascoltare bambini tra i 5 e 14 anni e accogliere le loro storie.
Il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, alquanto perplessa sulla possibilità che un simile progetto possa accedere ai fondi pubblici ha chiesto alle autorità competenti di verificarne in tempi rapidi l’idoneità.
Diverse le associazioni contrarie al progetto
La ‘Pro Vita’ che lo trova ‘scandaloso’ ha lanciato una petizione nazionale per chiedere al rettore Massimiliano Fiorucci dell’Università in questione di “annullare immediatamente questa iniziativa ideologica che coinvolge minori al di fuori di qualsiasi contesto scientifico condiviso”.
Da più parti arriva la condanna
La senatrice Lavinia Mennuni ha spiegato che già da tempo in altre scuole sono numerosi i genitori che denunciano questo tipo di approccio nei confronti dei loro figli in riferimento alla sfera intima.
La senatrice si augura che venga revocata ogni autorizzazione.
Per il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli, il progetto è qualcosa di inaccettabile: “Coinvolgere bambini di 5 anni è inaccettabile.
Il laboratorio ‘Bambini trans e gender creative* è un colpo ferale alla libertà dei minori di crescere senza condizionamenti né coercizioni indotte, così come alle mamme e ai papà espropriati del loro diritto dovere di educare e formare i loro figli in un’età così delicata”.
Articolo di Flora Sannino.
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