Giovan Battista Basile: un francobollo per celebrarlo

Giovan Battista Basile: un francobollo per celebrarlo

Il 15 febbraio è stato emesso un francobollo italiano per celebrare lo scrittore partenopeo Giovan Battista Basile.

Giovan Battista Basile è uno scrittore italiano del periodo barocco, autore del celebre Lo cunto de li cunti, una raccolta di 50 racconti in lingua napoletana, nella quale sono riportate favole celebri quali Cenerentola, La bella addormentata e Il gatto con gli stivali.

Per ricordare questo ecclettico autore, nato a Napoli il 3 febbraio del 1583 e deceduto a Giugliano in Campania il 23 febbraio 1632, le Poste Italiane hanno deciso di realizzare un francobollo commemorativo emesso giovedì 15 febbraio 2024.

Lo cunto de li cunti è stato pubblicato postumo tra il 1634 e il 1637, grazie al lavoro della sorella Adriana, una famosa cantante dell’epoca.

In questo articolo vogliamo ricordare, in particolare, la fiaba di Cenerentola, tra i racconti per bambini più celebri al mondo tanto che ne esistono diverse versioni, tra le quali una egiziana ed una cinese.

La versione di Basile è molto diversa dal celebre lungometraggio animato Disney del 1950.

Quest’ultimo lavoro, infatti, prende spunto soprattutto dalla favola narrata dal francese Charles Perrault.

Le vicende di Zezzolla, questo è il vero nome di Cenerentola, sono ben diverse, come scopriremo a breve.

Zezzolla, la Cenerentola assassina

La prima peculiarità di Zezzolla è la sua mancanza di scrupoli pur di raggiungere lo scopo che si è prefissata.

All’inizio del racconto, infatti, la giovane si trova a doversi confrontare con le cattiverie della sua prima matrigna.

Dietro consiglio della sua maestra, la ragazzina decide di ammazzare la matrigna facendole cadere il coperchio della cassapanca dove si conservano i vecchi vestiti.

Dal racconto di Basile non traspare alcuna esitazione o rimorso da parte della fanciulla.

Una pianta al posto della Fata Turchina

Questa cattiva azione si ritorcerà ben presto contro Zezzolla perché la sua amata maestra, che si chiamava Carmosina, divenne presto la sua nuova matrigna. Quest’ultima porta a palazzo le sei figlie: Imperia, Calamita, Fiorella, Diamante, Colombina e Pascarella.

Il padre si disinteressa della sua legittima figlia, che viene umiliata costantemente sia dalla matrigna sia dalle sorellastre.

La situazione si ribalta grazie ad una magica pianta di dattero che Zezzolla cura amorevolmente.

Nel racconto di Basile, infatti, non è presente una vera e propria Fata Turchina ma una fatina che vive nella pianta e che aiuta la sfortunata ragazza ad uscire di casa di nascosto utilizzando questa formula magica:

«Dattero mio dorato, con la zappetta d’oro t’ho zappato, con il secchiello d’oro t’ho innaffiato, con la tovaglia di seta t’ho asciugato: spoglia a te e vesti a me!».

Per ritornare allo stato normale, Zezzolla non doveva fare altro che modificare l’ultimo verso così: «Spoglia a me e vesti a te!».

Il resto della favola è abbastanza simile a tutte quelle che hanno per protagonista Cenerentola.

Vogliamo concludere questo articolo spiegando il motivo che ci ha portato a scegliere, come immagine di copertina, la scalinata del Palazzo Reale di Napoli.

Perché sembra che proprio qui, Basile abbia ambientato la celebre scena della scarpetta di Cenerentola.

Un motivo in più, secondo noi, per portare gli studenti a visitare questo magnifico luogo, così ricco di Storia e Cultura.

Solo un consiglio, studiare e conoscere Lo cunto de li cunti è importante, perché se non si conosce la propria Cultura si perde sempre qualcosa.

Articolo di Alessandro Maria Raffone.

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