Alunni e professori si mobilitano con solidarietà per provvedere un alloggio a una ragazza minorenne che insieme al nonno e alla madre viene sfrattata dalla vela rossa.
L’ala fatiscente del mostro di cemento di Scampia dove è avvenuto il crollo di un ballatoio qualche mese fa che provocò la morte di 2 persone e altre 13 rimasero ferite.
Dagli accertamenti effettuati in seguito alla vicenda anche la vela rossa risulta inagibile quindi va abbattuta.
La famiglia percepisce una pensione minima e non può permettersi il fitto di un appartamento
La notizia fa scattare immediatamente il cordone della solidarietà.
Sono i compagni della giovane i primi a notare in lei sintomi della sofferenza.
C’è qualcosa che non va nella ragazza, qualcosa la turba, non è più la ragazzina solare e sorridente, quella alla quale tutti vogliono bene.
Quel silenzio anomalo in cui si è chiusa, non passa inosservato.
Tra chi nota il repentino cambiamento anche due maestre che con tatto avvicinano la ragazza e riescono a farla liberare dal peso opprimente, la paura di finire chissà dove con la sua famiglia dopo lo sfratto.
“Nonno e mamma sono disperati, e io con loro. Con la pensione minima, e anche qualche lavoretto saltuario che fa mamma non possiamo offrire la caparra che ci viene chiesta”.
Una delle maestre d’impulso la tranquillizza
Forse sentiva già che i suoi colleghi l’avrebbero appoggiata.
Avrebbero contribuito alla realizzazione di ciò che stava prendendo forma nella sua mente: autotassarsi per garantire la caparra e anticipi sul fitto.
E così è stato.
Grazie anche alla sensibilità della titolare di una agenzia immobiliare è stato possibile provvedere un alloggio alla famiglia.
Articolo di Flora Sannino.
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