Articolo di Flora Sannino
La maturità è tornata al centro del dibattito pubblico per un gesto di protesta che ha acceso le polemiche. Alcuni studenti, in particolare una ragazza a Belluno e un ragazzo a Padova, si sono presentati all’orale dell’esame di Stato, ma hanno rifiutato deliberatamente di rispondere alle domande. Un gesto simbolico, motivato politicamente, che ha fatto discutere. Alcuni li vedono come simboli di un disagio più profondo della scuola italiana. Altri, invece, parlano di una strumentalizzazione politica.
Il Ministro dell’Istruzione Valditara è intervenuto con fermezza, dichiarando che “chi boicotta l’orale sarà bocciato e dovrà ripetere l’anno”.
Secondo Valditara, l’esame di maturità non può essere ridotto a palcoscenico per proteste, per quanto legittime possano essere le motivazioni. Gli studenti protestano per un sistema scolastico che ritengono freddo, troppo basato sui numeri e poco attento alle persone. Criticano un esame che, secondo loro, non riflette davvero le competenze acquisite e rifiutano la logica della competizione e della performance. Ma per Valditara chi si rifiuta di collaborare con la commissione, volontariamente, sta venendo meno a un obbligo costituzionale.
Il messaggio del Ministro dell’Istruzione è rivolto anche a chi pensa che il semplice presentarsi sia sufficiente: per essere ammessi al diploma, è necessario partecipare attivamente alla prova orale.

