La Dott.ssa Tiziana Conte in questo contributo ci richiama all’importanza di educare all’ambiente e alla cultura: un processo per essere garanti del patrimonio culturale-ambientale nazionale e mondiale.
Per fare questo, anche per progettare per la scuola, fondamentali sono le “linee guida per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile” redatte dal il MIUR (attualmente MIM Ministero istruzione e merito) e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) datate 09/12/2009.
In questo documento si evidenzia che è proprio la Costituzione con il suo art. 9 a fornire le implicazioni educative e pedagogiche di un processo di formazione dedito ad educare l’uomo a essere custode e garante del proprio territorio naturale e artistico.
L’articolo 9 (la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità, e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali), mette in evidenza le azioni (promuove e tutela) compiute dallo Stato, che proiettate in azione educativa assumono accezioni etiche, morali, comportamentali modificando stili di vita, azioni quotidiane del singolo e della collettività.
Educare alla promozione e allo sviluppo della cultura ambientale e culturale, nonchè dello sviluppo sostenibile significa garantire un rapporto costante nelle nuove generazioni tra passato e futuro, educando i giovani alla storia alla cura delle proprie radici storico culturali, ma anche alla promozione della propria identità nazionale e locale.
Tutelare l’ambiente naturale, il paesaggio, la flora, la fauna significa promuovere lo sviluppo socio-economico del territorio anche in una prospettiva ecologica e socio-culturale.
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
______________
Contributo della Dott.ssa Tiziana Conte.
Educare all’ambiente e alla cultura: un processo per essere garanti del patrimonio culturale-ambientale nazionale e mondiale
L’educazione ambientale nasce con lo scopo di far conoscere, tutelare e conservare l’ambiente naturale e culturale del territorio.
Numerosi sono i riferimenti normativi a cui possiamo attingere per comprenderne obiettivi, scopi e attività.
Fondamentali sono le “linee guida per l’educazione ambientale e lo sviluppo sostenibile” redatte dal il MIUR (attualmente MIM Ministero istruzione e merito) e dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare (MATTM) datate 09/12/2009.
In questo documento oltre a definire alcuni orientamenti per l’educazione ambientale e allo sviluppo sostenibile, utili a redigere curriculi scolastici e PTOF, si evidenzia il senso valoriale ed etico nonché pedagogico desunto dall’educazione alla Cittadinanza e alla Costituzione.
È proprio la Costituzione con il suo art. 9 a fornire le implicazioni educative e pedagogiche di un processo di formazione dedito ad educare l’uomo a essere custode e garante del proprio territorio naturale e artistico.
L’articolo 9 ( la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità, e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali), mette in evidenza le azioni (promuove e tutela) compiute dallo Stato, che proiettate in azione educativa assumono accezioni etiche, morali, comportamentali modificando stili di vita, azioni quotidiane del singolo e della collettività.
Educare alla promozione e allo sviluppo della cultura ambientale e culturale, nonchè dello sviluppo sostenibile significa garantire un rapporto costante nelle nuove generazioni tra passato e futuro, educando i giovani alla storia alla cura delle proprie radici storico culturali, ma anche alla promozione della propria identità nazionale e locale.
Tutelare l’ambiente naturale, il paesaggio, la flora, la fauna significa promuovere lo sviluppo socio-economico del territorio anche in una prospettiva ecologica e socio-culturale.
All’interno delle linee guida si delineano degli “argomenti chiave” quali: lo sviluppo urbano e rurale, modelli di produzione e consumo, gestione delle risorse naturali, tutela della diversità biologica.
Come si realizza tutto questo in ottica educativa? Sicuramente il primo step è costituito dalla conoscenza esperenziale di quanto su elencato, ma fondamentalmente l’educazione ambientale come l’educazione alla cittadinanza e Costituzione, non può essere una disciplina sterile e descrittiva, ma deve poter agire sulle coscienze del singolo e della collettività mettendo in campo apprendimenti significativi e valoriali che portano al cambiamento di comportamenti e atteggiamenti sociali.
Prioritariamente è necessario puntare alla realizzazione di una nuova cultura capace di educare cittadini consapevoli che le loro scelte legate ai consumi, agli stili di vita, alla smaltimento dei rifiuti, alla tutela del patrimonio artistico architettonico delle città, sono causa di conseguenze più o meno positive in relazione alle scelte compiute.
In questa fase è fondamentale l’intervento educativo della scuola che già dall’infanzia agisca promuovendo e attivando processi e interventi di conoscenza e sensibilizzazione del territorio, attraverso la valorizzazione di azioni compiute a tutela dell’ambiente contro azioni di degrado, vandalismo, utilizzo inadeguato e spropositato di risorse idriche ed elettriche.
Essere garanti del territorio significa acquisire consapevolezza, ma soprattutto riconoscere la Terra come casa comune da tutelare e proteggere.
Diventa urgente educare al bene comune, al rispetto di ciò che è collettività all’assunzione di responsabilità individuale e collettiva, riconoscendo l’uomo non come padrone indiscusso del Mondo, ma come inquilino che condivide spazi e territori tra simili e diversi per specie e appartenenza biologica e culturale.
A tal fine è necessario andare oltre la conoscenza ma importante è sviluppare il pensiero critico le capacità operative e relazionali affinchè le giovani generazioni diventino costruttori di buone prassi e di azioni adeguate a preservare l’ambiente locale, nazionale e mondiale, naturale e artistico.
Altri importanti riferimenti normativi li troviamo nelle azioni dell’Agenda 2030 e nelle misure del PNRR atte a supportare le scuole in un progetto ecologico definito e universalmente riconducibile a strategie educative europee.
Per quanto la normativa nazionale europea e mondiale abbia messo in campo azioni e risorse per un reale cambio di rotta tutto si gioca all’interno delle aule scolastiche tale intervento non è più procrastinabile, è essenziale che la classe docente prenda in prima persona consapevolezza che la propria azione educa più della lezione, e si configuri come modello etico educativo e morale, avendo cura (i-care) del singolo del gruppo del territorio preservando il futuro.

