In questo contributo della Dott.ssa Maria Antonietta La Torre si parla di: “Didattica con i podcast – parte II” e prosegue l’approfondimento, fatto dalla nostra autrice nel mese scorso, con la prima parte.
L’adozione dei podcast nella didattica, infatti, rappresenta una formidabile innovazione che sfrutta la maggiore disponibilità di buona parte degli studenti all’ascolto piuttosto che alla lettura.
Naturalmente un podcast pensato per la scuola primaria dovrà avere un carattere giocoso e narrativo, mentre man mano che si sale verso la scuola secondaria di primo grado si può proporre un maggiore approfondimento e via via utilizzare i podcast nella secondaria di secondo grado per un approccio alla letteratura, ad esempio, considerando che un podcast ben fatto non è solo una voce che recita, ma è accompagnato da musica, una sigla, una sonorizzazione pensata per creare un’ambientazione: insomma, può costituire un’esperienza didattica nuova e intensa.
L’adozione del format podcast nella didattica può realizzarsi in due modi:
- Come risorsa, ossia utilizzando podcast per integrare le lezioni o per assegnare attività da svolgere a casa.
- Come attività laboratoriale, ossia realizzando podcast con gli studenti.
Nel contributo la nostra autrice ci fornisce inoltre un elenco ragionato di Risorse didattiche da utilizzare ai fini sopra descritti
Una risorsa molto ampia cui è agevole attingere è il sito RAI https://www.raiplaysound.it/, gratuito (previa registrazione), il quale contiene tra l’altro un buon repertorio di audiolibri, che possono essere utili non solo per gli studenti con DSA o altro genere di BES, ma anche per avvicinare alla lettura quegli studenti che non la amano e che possono essere incoraggiati dalla libertà di poter “fare altro” mentre “leggono” in questo modo.
È poi disponibile un repertorio abbastanza ampio di podcast ordinati per categorie; ad esempio, nella categoria “Storia” si trovano episodi sulle guerre mondiali, sulla resistenza, su personaggi significativi della nostra storia recente, etc…
Presentazione della Dott.ssa Paola Perlini.
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Contributo della Dott.ssa Maria Antonietta La Torre.
Didattica con i podcast – parte II
L’adozione dei podcast nella didattica, sebbene il podcast in sé non sia una novità, rappresenta una formidabile innovazione, che sfrutta la maggiore disponibilità di buona parte degli studenti all’ascolto piuttosto che alla lettura.
Un podcast efficace unisce un contenuto valido e la capacità di raccontare bene, in maniera adeguata al target di studenti cui si rivolge, potendo coinvolgere tutte le discipline e ogni ordine di scuola.
È ovvio che un podcast pensato per la scuola primaria dovrà avere un carattere giocoso e narrativo, mentre man mano che si sale verso la scuola secondaria di primo grado si può proporre un maggiore approfondimento e via via utilizzare i podcast nella secondaria di secondo grado per un approccio alla letteratura, ad esempio, considerando che un podcast ben fatto non è solo una voce che recita, ma è accompagnato da musica, una sigla, una sonorizzazione pensata per creare un’ambientazione: insomma, può costituire un’esperienza didattica nuova e intensa.
Il prodotto audio presenta, inoltre, una capacità evocativa più intensa del video, stimolando in modo più diretto la fantasia dell’ascoltatore e dunque, da tale punto di vista, può fornire un valore aggiunto all’esperienza didattica.
Alcune case editrici di testi scolastici iniziano ad accorgersi dell’utilità di questo mezzo e a capire che è possibile integrarli adeguatamente nella didattica quotidiana, la quale in tal modo si modifica in maniera significativa, creando dei “ponti”, per così dire, dal libro di testo al podcast.
Il libro di testo ancora una volta si presenta come un oggetto in continua trasformazione.
Se siamo già abituati ai libri che si “espandono” con immagini, linee del tempo, slideshow, cartine interattive, il podcast ne può rappresentare un ulteriore ampliamento, poiché rappresenta un format stimolante per gli studenti, anche grazie al ritmo e al coinvolgimento musicale.
L’adozione del format podcast nella didattica può realizzarsi in due modi:
- Come risorsa, ossia utilizzando podcast per integrare le lezioni o per assegnare attività da svolgere a casa.
- Come attività laboratoriale, ossia realizzando podcast con gli studenti.
Nel secondo caso, si tratta di un’attività particolarmente utile allo sviluppo delle soft skills, quelle competenze trasversali che sono considerate indispensabili a orientarsi nella complessità delle società attuali, che affiancano le “hard skills”, ossia quelle competenze tecniche che tipicamente la formazione tradizionale fornisce alle studentesse e agli studenti e che servono per svolgere una determinata professione; le soft skills sono competenze non cognitive, ma capacità per orientarsi.
Le soft skills che proprio l’attività di podcasting può attivare e implementare sono, a titolo di esempio, capacità relazionali, capacità di interagire con altri e di leadership, autonomia, capacità di pianificare, capacità di perseguire obiettivi e realizzarli, di raccogliere informazioni, di comunicare in maniera adeguata, di problem solving al fine identificare le soluzioni più adeguate all’obiettivo, e così via.
Risorse didattiche
È ormai un’abitudine diffusa quella di utilizzare materiali scelti dalla rete per integrare le lezioni, oppure realizzare autonomamente delle risorse quali presentazioni, mappe, etc.
L’utilizzo di podcast costituisce un’altra, interessante possibilità: in rete se ne trovano di validi e utili a stimolare curiosità e interesse e possono costituire anche un valido ausilio quando si sia deciso di sperimentare la flipped classroom.
Una risorsa molto ampia cui è agevole attingere è il sito RAI https://www.raiplaysound.it/, gratuito (previa registrazione), il quale contiene tra l’altro un buon repertorio di audiolibri, che possono essere utili non solo per gli studenti con DSA o altro genere di BES, ma anche per avvicinare alla lettura quegli studenti che non la amano e che possono essere incoraggiati dalla libertà di poter “fare altro” mentre “leggono” in questo modo.
È poi disponibile un repertorio abbastanza ampio di podcast ordinati per categorie; ad esempio, nella categoria “Storia” si trovano episodi sulle guerre mondiali, sulla resistenza, su personaggi significativi della nostra storia recente, come il generale Dalla Chiesa o Don Milani, o anche Falcone, Einstein o Napoleone, ma vi sono anche categorie come Scienza e tecnologia, Teatro, Arte.
Sebbene alcuni podcast siano l’equivalente di una lezione universitaria, effettivamente troppo lunghi per la maggior parte degli studenti, un’accurata selezione da parte dei docenti può individuare strumenti utili ad avvicinare gli studenti ad argomenti anche ostici.
In linea generale è comunque consigliabile scegliere podcast che non superino i 15 minuti di durata.
D’altronde la maggior parte degli utenti abituali considera ottimale una durata compresa tra i 15 e i 30 minuti.
Segnaliamo poi i podcast, particolarmente utili per la didattica dell’educazione civica e graditi agli studenti, messi gratuitamente a disposizione (previa registrazione) dalla Fondazione del Festival dei diritti umani (https://festivaldirittiumani.it/home/), che si propone di divulgare la cultura dei diritti umani, partendo dalle storie di personaggi significativi della storia più o meno recente, e che ogni anno sono focalizzati su un tema differente. Si va quindi da Olympe de Gouges per un approccio ai diritti delle donne, a Nelson Mandela per l’apartheid, a Maria Montessori per i diritti dei bambini, ad Eleanor Roosevelt per la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e molti altri, alcuni dei quali realizzati dagli alunni delle scuole che hanno partecipato al progetto negli anni precedenti.
Simpatici podcast un po’ irriverenti si possono trovare al link https://storielibere.fm/fottuti-geni/?utm_source=mailup&utm_medium=email&utm_campaign=ai89, dove è possibile ascoltare il racconto di grandi figure della scienza e della tecnologia che hanno cambiato la storia dell’evoluzione umana.
Realizzare podcast con gli studenti
Da non sottovalutare l’enorme vantaggio di questo strumento per una didattica inclusiva, poiché il podcast è di grande utilità per gli studenti che manifestano difficoltà nella lettura.
Pertanto esso può essere considerato uno strumento che agisce nell’orizzonte della metodologia dell’Universal Design for Learning, elaborato da David H. Rose negli anni ’90, proprio con la finalità di perseguire l’abbattimento delle barriere dell’apprendimento in ottica inclusiva, utilizzando opportunamente le tecnologie.
Tale approccio prevede che agli studenti sia lasciata la libertà di esercitare e scegliere diverse modalità espressive, diversi mezzi tecnici per apprendere e per dimostrare le proprie conoscenze, di poter esprimere preferenze e utilizzare le proprie abilità personali, e anche fornire ad essi alternative allo studio dal testo scritto, instaurando una relazione didattica alimentata da una significativa flessibilità, mirata al coinvolgimento di tutti gli studenti anche allo scopo, non secondario, di rafforzare la loro autostima.
La realizzazione di un podcast può essere un’attività che soddisfa questi requisiti.
La realizzazione di un podcast consente di attivare diverse metodologie didatticamente utili e significative, dal cooperative learning al project-based learning, e nel contempo può essere un’operazione non molto complicata se non si hanno grosse ambizioni artistiche o di successo commerciale.
Per lavorare con gli studenti è possibile infatti ridurre al minimo le risorse necessarie: è sufficiente disporre di uno smartphone, che serve a registrare l’audio del podcast; gli smartphone di cui ormai tutti gli studenti sono dotati, dispongono già di un microfono e di app per la registrazione.
Occorre poi un computer, non necessariamente molto performante, per l’editing e per il missaggio dell’audio.
Non è necessario porsi degli obiettivi troppo ambiziosi: è sufficiente, ad esempio, progettare un podcast della durata di dieci minuti, di modo che anche il lavoro di editing non risulti troppo elaborato e complesso.
Gli studenti possono scegliere, ad esempio, se realizzare delle interviste, oppure un monologo nel quale esporre un argomento, oppure un mix di entrambe le cose, ossia alternare parti di esposizione e parti di dialogo/intervista.
In ogni caso il lavoro preparatorio indurrà a sviluppare proprio quelle competenze trasversali di cui si diceva, poiché richiederà di lavorare in gruppo, di cercare e concordare soluzioni, di acquisire competenze di comunicazione mettendosi nei panni dell’ascoltatore, e molte altre.
Il podcast può poi essere semplicemente ospitato sul sito della scuola, oppure essere diffuso in maniera più ampia servendosi di piattaforme ospiti gratuite, ad esempio la piattaforma Podcasters di Spotify, utilizzabile dopo aver registrato un account.
Podcastle è un programma gratuito e open source per iniziare a produrre podcast, ma si può utilizzare anche Spreaker oppure Spotify For Podcaster, reperibile a questo indirizzo: https://podcasters.spotify.com/
Istruzioni semplici passo passo possono essere reperite al link https://podcasters.spotify.com/resources/learn/create/how-to-start-a-podcast-hourIstruzioni più sofisticate dal punto di vista tecnico per la registrazione dell’audio si possono trovare qui: http://www.homerecording.it/articoli/tecnica/46-registrare-la-voce.html

