Dalla scuola alla strada: un’altra pedagogia è possibile?

Dalla scuola alla strada: un’altra pedagogia è possibile?

Dalla scuola alla strada: un’altra pedagogia è possibile?

Mercoledì 29 maggio il centro storico di Napoli ha visto sfilare nelle piazze il corteo educativo a favore della restituzione alla comunità degli spazi pubblici liberi.

L’iniziativa è stata patrocinata dalla Zefiro A.P.S. in collaborazione con l’ex Asilo Filangieri.

Foto di Gianni De Gregorio

Spazio pubblico libero!

Un corteo di circa 60 persone è partito dall’Ex Asilo Filangieri nel quartiere di San Lorenzo, passando per piazza San Domenico Maggiore e giungendo a piazza del Gesù Nuovo, impugnano 48 super santos, pallone simbolo dell’infanzia, e indossando i cartelli con la scritta Vendesi.

Un esempio virtuoso di attivismo pedagogico extra scolastico che tenta la sensibilizzazione attraverso interventi comunitari non violenti.

Foto di Gianni De Gregorio

Che cos’è in vendita?

In vendita è lo spazio pubblico della città, in balia dei commerci, del turismo di massa, dei tavolini dei bar che vanno sempre di più a sopprimere i luoghi di aggregazione libera e gratuita.

In vendita è Napoli che toglie l’aria ai più piccoli per soddisfare le richieste di un consumismo incessante.

I protagonisti del corteo infatti sono in assoluto i bambini, i più segnati da questo fenomeno.

Nel centro delle piazze hanno giocato la partita dell’abitare, un match sui ciottoli delle strade come accadeva in passato, mettendo le cartelle al posto dei pali e delimitando lo spazio con le persone, coinvolgendo turisti e passanti che si sono dimostrati entusiasti dell’iniziativa.

Il grido è unanime: Spazio Pubblico Libero!  Il riferimento è evidente: ridateci la nostra città, ridateci la nostra infanzia.

Foto di Gianni De Gregorio

L’educazione informale

L’urbanizzazione va sempre più limitando gli spazi fruibili ai bambini.

Il cortile, la piazza, la strada, erano un tempo il principale punto d’incontro e di gioco, di sperimentazione e di socializzazione.

E oggi? Oltre alla scuola e alle poche aree verdi appositamente attrezzate e poco frequentate dai bambini, l’offerta è davvero limitata.

Tutto ciò incide sul benessere e sulla creatività dei ragazzi che si ritrovano a passare intere giornate davanti a un telefonino, al computer o alla tv, accentuando una distanza che sta divenendo sempre più incolmabile.

Foto di Gianni De Gregorio

L’educazione informale, la cosiddetta extra scuola, si svolge proprio per strada, grazie agli incontri spontanei dei ragazzi o organizzati da associazioni culturali, sportive e autonome nell’ottica di una formazione permanente dell’individuo.

Oramai è chiaro, la formazione e il benessere dei bambini non si costruiscono solo a scuola; la vita al di fuori degli istituti pubblici ha bisogno di esprimersi e di essere vissuta!

È ora di ricominciare a prenderci cura dell’altro: un’altra pedagogia è possibile.

Articolo di Davide Bianco.

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