Colorare di paci il futuro: l’arte che educa alla pace

Colorare di paci il futuro: l’arte che educa alla pace Partecipa alla riunione: https://meet.google.com/tfw-bwwt-zci

Articolo di Flora Sannino

In un tempo in cui le parole “conflitto” e “divisione” sembrano spesso dominare il linguaggio pubblico, nasce un progetto che si chiama “Colorare di paci il futuro”, un’iniziativa educativa che intreccia arte, scuola e cittadinanza attiva, rivolta alle nuove generazioni.

L’obiettivo? Coltivare la pace come valore concreto e plurale, dentro e fuori le aule.

Il progetto è promosso dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli Museo d’arte contemporanea, in collaborazione con Biennale Democrazia 2025.

La pace al plurale

Il titolo stesso del progetto è già una dichiarazione d’intenti. Non “la pace” al singolare ma “le paci”, al plurale. Perché non esiste una sola forma di armonia: ce ne sono tante, quante sono le persone, le culture, le comunità. Esiste la pace che nasce dalla gentilezza, quella che si costruisce con il dialogo, quella che si afferma con la giustizia, quella che si difende con l’educazione. Ed è proprio su questo insieme di possibilità che il progetto invita bambini e bambine delle scuole primarie a riflettere, attraverso il linguaggio dell’arte.

Il cuore del progetto sono i laboratori artistici che si svolgeranno direttamente nelle classi. I piccoli partecipanti realizzeranno moduli ispirati a grandi artisti del Novecento, da Picasso a Matisse, da Keith Haring ad altri nomi della collezione del Castello di Rivoli, reinterpretando, in chiave personale e creativa il tema della pace.

E forse, tra tutti i compiti scolastici, questo è uno dei più importanti: imparare a costruire un futuro che sa di bellezza e convivenza, fatto anche dalle mani piccole e curiose dei bambini.

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